Quello che ci porta a votare dovrebbe essere frutto di un’analisi seria su come eravamo e su come siamo

Non votare, o annullare la scheda, sono scelte legittime e rispettabili. Dovrebbero però essere figlie di un processo lungo di riflessione e confronto, e non di estemporanee posizioni del momento. Pensateci.

L'opinione di Moreno Mazzola

Il 4 marzo si vota per rinnovare il Parlamento. Io sostengo convintamente il PD perché l’Italia di cinque anni fa era peggiore di quella di adesso. Lo spread era intorno ai 500 punti, il PIL era a -2% oggi è intorno a +2%. Sono state fatte numerose riforme, sempre richieste e sempre promesse dalla politica ma sempre ci si è fermato a metà del guado (del guano). 

Il governo PD ha portato avanti riforme aspettate da anni come quella sulle unioni civili: divorzio breve; dopo di noi; rilancio del fondo per la non autosufficienza e politiche sociali. 

Su meno tasse più crescita: via le tasse sulla prima casa; riduzione dell'Irap (imposta regionale sulle attività produttive) e dell'Ires; azzeramento dell'Irpef agricola; esenzione totale dei contributi per agricoltori under 40 che avviano un'impresa agricola e azzeramento dei costi della garanzia bancaria; riforma Banche popolari e Banche di Credito Cooperativo; sblocca Italia (3,8 miliardi di cantieri sbloccati); nuovo codice degli appalti; Industria 4.0 (piano per facilitare la quarta rivoluzione industrial); abolizione Equitalia. 

Sul Sociale: riforma terzo settore e servizio civile; nuova legge sulla cooperazione internazionale allo sviluppo. 

Sulla Giustizia: processo civile telematico, reato di depistaggio, chiusura ospedali psichiatrici, sovraffollamento carcerario, tribunale delle imprese, responsabilità civile dei magistrati. 

Sulla Sicurezza e legalità: Introduzione dell'omicidio stradale, fondo di garanzia per le vittime della strada, falso in bilancio, anticorruzione (poteri affidati all'ANAC) che ha consentito di ridurre di 250 mila unità i reati dal 2010, legge contro il caporalato che ha permesso il sequestro di 7.591 aziende in cinque anni. 

Sul Lavoro: Jobs act (-58% di cassa integrazione, disoccupazione nel 2013 all'11,1% e nel 2017 scende al 10,2%); riordino degli ammortizzatori sociali; dimissioni in bianco (tutela della donna); stabilizzazione dei precari nella Pubblica Amministrazione; tutele per i lavoratori autonomi; sostegno alla genitorialità; riduzione tasse e ridistribuzione del reddito (960 euro l'anno per 11 milioni di lavoratori); incentivi all'occupazione dei giovani. 

Queste sono solo alcune delle riforme fatte. Come non ricordare quanto promesso da quasi tutte le forze politiche che dopo il no al referendum del 4 Dicembre sarebbero state avanzate nuove proposte di riforma costituzionale. Io non ho visto e sentito niente in proposito. Ma aldilà di quello che farò io vorrei invitare i cittadini ad andare a votare e non lo farò facendo un discorso sulla bellezza della democrazia, sulla morte di persone per portarci alla libertà di voto, sulla necessità di prendere in mano il destino del proprio paese nell'unico momento in cui ci è consentito. 

Dico e affermo che se si arriva ad esprimere il proprio voto, probabilmente si è quantomeno frequentata la scuola dell'obbligo e i corsi basilari di storia italiana ed educazione civica. Non vale e non reggono argomentazioni di carattere populistico come: Tanto il mio voto non conta nulla, tanto sono tutti uguali, nessuno mi rispecchia al 100%, se mi astengo lancio un messaggio. Quello che ci porta a votare dovrebbe essere frutto di un’analisi seria su come eravamo e su come siamo e se quello che è stato fatto è di giovamento o meno alla nostra comunità. 

Insomma non votare, o annullare la scheda, sono scelte legittime e rispettabili. Dovrebbero però essere figlie di un processo lungo di riflessione e confronto, e non di estemporanee posizioni del momento. Pensateci. E buon voto, per chiunque lo esprimiate.

“Avete tutto il diritto di stare a casa, se volete, ma non prendetevi in giro pensando di non votare. In realtà, non votare è impossibile: si può votare votando, oppure votare rimanendo a casa e raddoppiando tacitamente il valore del voto di un irriducibile.” -  Wallace

Moreno Mazzola

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