A San Donato i cartelloni abusivi dilagano

Non c'è traccia della placchetta metallica. Stessa mancanza per i cartelloni di via Fellini, di via Morandi, di via Maritano, di via Monticello. Tutti gli impianti di San Donato sono abusivi? Rivolgiamo la stessa domanda in municipio e le risposte che otteniamo dischiudono un sistema molto diverso da quello di altri territori. Dal 2005, il Comune ha trasferito le competenze in materia di cartellonistica pubblicitaria ad Acs, l'Azienda comunale dei servizi. Una scelta simile a quella di San Giuliano, che ha demandato ogni incarico a Genia. Se non fosse che, laggiù, la municipalizzata detiene nelle mani di un unico nucleo operativo tutto l'iter burocratico e di controllo, dal rilascio delle autorizzazioni all'imposta di occupazione di suolo pubblico e verifica delle regolarità, tanto che la figura della Polizia locale quale organo di controllo è stata estromessa. A San Donato, invece, i passaggi che portano un faccione ad ammiccare in cima a un'insegna sono stati spezzettati e affidati a uffici distinti, che non sono tenuti a comunicare tra loro. Un'organizzazione “spezzatino”, insomma. Le competenze relative agli impianti 6x3, quelli più grandi, seguono inoltre un iter diverso rispetto a quelli più piccoli. Significa che le persone coinvolte nella macchina autorizzativa, tassativa e di controllo sono tante, troppe. C'è la signora Molon, che rilascia l'autorizzazione per gli impianti più piccoli e che lavora in Comune; il signor Abbate, dell'Ufficio Area Eventi Acs, che le rilascia per i grandi impianti; la signora Vassalli, dell'Ufficio Affissioni Acs, che riscuote le tassazioni sui 6x3 e sui piccoli formati. Infine, la Polizia locale, che tenta di mettere una pezza a questa giungla di abusivismo. Ognuno ha qualcosa da raccontare, ma per avere un quadro completo del modo in cui San Donato applica le normative, occorre ripetere le stesse domande a più persone, perché la risposta più frequente è un vago «non lo so, di questo non me ne occupo io...». Si svela un percorso lungo, oneroso e, va da sé, lacunoso. «Ritiro le tassazioni annuali» spiega la Vassalli «molti credono che dopo aver ricevuto l'autorizzazione non si debba più pagare nulla. Non sono tenuta a farmi mostrare l'autorizzazione da chi arriva a pagarmi: per questo, cerco di interagire con il Comune, che mi manda le autorizzazioni di chi non si è più fatto vivo e che non ho tassato. Ma ripeto, non saremmo tenuti a farlo, lo facciamo per nostro scrupolo». Quindi, chi riscuote l'imposta non può verificare l'autorizzazione e viceversa. I vigili dovrebbero sanzionare gli abusi, e rimuovere i cartelli sprovvisti di targhetta autorizzativa. «Tanto poi gli abusivi fanno ricorso e vincono sistematicamente» lamenta la Molon. «Vorrei che le cose fossero lineari per tutti, se a Genia sono organizzati, qui tutto è decentrato e scollegato. Siamo decisamente indietro», conclude la Vassalli. A restare “indietro”, è soprattutto San Donato, che si aggiudica la triste palma di numero uno nell'abusivismo pubblicitario.       

Sara Marmifero
Elisa Murgese

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