Basta alle nomine dirigenziali di amici e parenti di chi detiene il potere politico! C’è bisogno di aria fresca

Mi riferisco a quanto sta accadendo all’interno dell’Agenzia per il lavoro di Milano Afol, dove in un solo anno sono stati mandati via due direttori generali e ne è appena stato nominato uno nuovo, Luigi Degan. Un nome sul quale si è consumato uno scontro di potere all’interno del Centrodestra, ragione per cui ho chiesto, insieme a tutta l’opposizione in Consiglio provinciale, di potere accedere agli atti che hanno definito la graduatoria, per verificarne corrispondenza e veridicità. Insomma, un atto politico grave dalle molteplici implicazioni giuridiche ed etico-morali. Inutile tacerlo. Sulle nomine dei direttori generali, si sa, assistiamo sempre più a un balletto continuo. E il rischio è quello di una paralisi amministrativa che è sotto gli occhi di tutti. Chi gestisce il potere, la cosiddetta classe dirigente, lo fa senza una logica che dia frutti per il funzionamento della macchina e del buon governo. Se per meritocrazia s’intende la mera spartizione di poltrone secondo logiche di fedeltà o di clientelismo, io dico basta. Basta al sistema di potere di poche persone. Basta alle nomine colonizzate da amici e parenti dei “governanti”. Il PdL sta dimenticando sia il popolo, a beneficio di pochi amici, sia la libertà, a discapito della concorrenza tra i migliori per ambire a posti pubblici. C’è assolutamente bisogno di aria fresca.

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