Da sostenitore appassionato del Centro Sinistra: qualcosa deve cambiare

Regalare però queste sconvenienti situazioni al Centro Destra è semplicemente controproducente, per una coalizione, quella di Centro Sinistra, che ha l’obbligo morale e politico, con il necessario quanto indispensabile dialogo, di costruire una valida e vincente alternativa politica, la più ampia possibile, pur condividendo nei contenuti un unico programma. Non è così importante appurare chi, fra i vari contendenti, abbia ragione oppure torto, perché per litigare si deve sempre essere almeno in due e la verità sta spesso nel mezzo. Diventa importante, qualora si voglia costruire un’alternativa credibile di governo, cercare di lavorare insieme, trovando punti di convergenza programmatici nell’interesse del bene comune, partendo innanzitutto dal Consiglio Comunale, che è il luogo deputato per  presentare emendamenti e proposte condivise. Se si riuscisse a raggiungere questo obiettivo, bisognerebbe che tale situazione venga resa pubblica, inaugurando una stagione di iniziative comuni, che mettano in rilievo il progressivo deteriorarsi del programma del Centro Destra. Mi sembra assurdo, quanto inconcepibile dividere, frammentare e disperdere le indubbie potenzialità del Centro Sinistra, chiaramente decontaminando il panorama politico da chi ha operato nel più bieco interesse personale, a discapito dell’interesse collettivo. Non è oltremodo pensabile che la cosiddetta società civile possa essere corteggiata solo nel periodo pre-elettorale, come cartina tornasole per gli elettori, ma deve essere coinvolta sulle scelte politico-amministrative dei partiti del Centro Sinistra, sia quando sono all’opposizione sia quando sono al governo, anche durante un’elezione e l’altra: aprire i circoli, fare iniziative, magari anche con aspetti di carattere ludico, cercare insomma elementi di attrazione alla vita politica, per aumentarne la partecipazione. Rimanere chiusi all’interno del proprio fortilizio non sempre è un atteggiamento pagante, molte volte aumenta il distacco della politica dai cittadini. In questi giorni, molto si è parlato dell’assemblea dei cosiddetti “rottamatori” del PD; io ritengo che non possa essere l’età anagrafica lo spartiacque tra chi può essere ritenuto utile politicamente e chi no. La rottamazione deve essere applicata quando si antepone all’interesse collettivo la perpetuazione della propria posizione politica. Chiunque possa e voglia contribuire con la propria testa e il proprio impegno fisico alla vita politica locale, dev’essere coinvolto, perché può essere un valore aggiunto, indipendentemente dall’età, sia essa anagrafica, sia essa politica. Usciamo dai luoghi comuni, dal pensare che si possieda il verbo della verità (male antico della Sinistra), valutiamo le proposte nel merito e non da chi le propone. Il Centro Sinistra potrà tornare a vincere e a garantire un buon governo, se saprà unirsi su una piattaforma politica programmatica comune, che esalti le assonanze e attenui le differenze; nell’attuale sistema elettorale la vocazione maggioritaria di Veltroniana memoria porta solo a fare testimonianza, ma non a governare.

Prima di ogni altra libertà, datemi la libertà di conoscere, di esprimermi e di discutere liberamente secondo coscienza.  J. Milton

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