Lucia Rossi e il matrimonio di Fiera-Expo: «A me hanno detto tutti di sì»

Più di un’ora di confronto: temi caldissimi. Fiera del Perdono. Expo 2015. La spiazzante proposta di unirli. La sonora bocciatura da parte di Simone Passerini, capogruppo di Forza Italia. Fortemente voluta dalla Direzione ecco l’intervista a Lucia Rossi, ingegnere melegnanese e consigliera comunale di minoranza della lista civica Insieme Cambiamo. Presente Alessandro Lomi, coordinatore della lista.

Lucia Rossi

Lucia Rossi

La Fiera: una proposta (bocciata) di commissioni, sotto-commissioni, ma perché? Bastava proporre un Tavolo, no?
Non sarebbe passato comunque. Abbiamo proposto la sottocommissione perché è normato così. Lo Statuto prevede una commissione speciale o una sottocommissione, più snella, per portare avanti dei temi senza ingolfare il lavoro della commissione principale – in questo caso la seconda. Il problema, alla fine, è di lavorare: è di farla, ’sta Fiera. Ma farla partendo da oggi. Altrimenti arriviamo agli ultimi venti giorni che se la fanno fare. Perché la Fiera non è figlia del Comune di Melegnano; è figlia dell’Associazione Commercianti in questo momento, più qualche altra associazione che dà una mano. E sono tante le persone che vogliono fare la Fiera del Perdono.
Quindi c’è domanda.
Le persone a cui ho parlato erano d’accordo con la proposta. Commercianti, Pro Loco, Consulta Cultura, le associazioni sportive. Non è un’idea di parte, in questo momento. È un’idea di buon senso: quella di progettare la Fiera prima degli ultimi venti giorni.
Poi c’è molto di mezzo Marco Lanzani, l’ex assessore alla Fiera... ma anche appoggiare la proposta a una sorta di promessa fatta da un assessore decaduto, che atto è? 
L’avevano proposto loro di lavorare insieme (la Giunta Bellomo, ndr), non l’hanno fatto più; glielo stiamo ricordando in modo concreto.
Però per il cittadino medio, se c’è una squadra al governo, è quella la squadra che deve incaricarsi della Fiera... che c’entrano le minoranze?
Ma se dicono, promettono e non mantengono, la minoranza è lì per fargli presente che forse, se si promette, bisogna mantenere. Siccome non hanno mantenuto per due anni, abbiamo fatto una mozione dove si scrive nero su bianco che bisogna farlo.
C’era un problema di efficienza nella Fiera, due anni fa, tale da giustificare una mozione?
Lanzani aveva abolito il Comitato Fiera «perché non lavorava». Si riduceva al solo Lanzani che arrivava in Comitato, disponeva e riscuoteva. Lanzani però disse: vi do la mi parola che la Fiera verrà portata in Seconda e Quarta Commissione. Questa è stata la promessa. Per due anni. Alla fine abbiamo presentato una mozione. A maggior ragione perché l’anno prossimo c’è Expo 2015. Per partecipare a Expo e agganciare la Fiera del Perdono bisognava partire addirittura un anno fa.
Dando qualche numero concreto, che cosa si è perso?
Si poteva avere un gazebo all’interno di Expo 2015.(Interviene Alessandro Lomi): Ci sono Comuni che hanno stilato protocolli d’intesa con Expo fin dal 2009.
E quindi?
(Rossi): I protocolli ti danno la possibilità di utilizzare il marchio Expo! Con un nostro gazebo e 30 milioni di visitatori che passano dentro Expo, duecento persone riusciranno pure a vederlo, a leggere un opuscolo e a venire a Melegnano? Ricordo che in campagna elettorale una delle domande dei giornalisti era: Expo 2015, quali sono i progetti? Le risposte erano: “Sicuramente saremo una delle porte d’accesso del Sud Milano per Expo 2015”. In che modo? Io non ho ancora visto nulla.
(Lomi): Ormai puoi solo salvare il salvabile, su Expo.
(Rossi): Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani, ndr), dava la possibilità di portare Expo per un giorno in città.
E le associazioni hanno snocciolato qualche idea di come fare la Fiera?
(Rossi): Sederci attorno a un tavolo ancora non l’abbiamo fatto. Anche perché, poi, bisogna cominciare a esporsi.
Qualche sprazzo di questa visione di Fiera, ce lo date?
Che non esiste un’idea predefinita.
A proposito, Lucia: che cos’è questa storia dei cittadini che si mettono a fare politica? Non bastavano già i politici?
Perché i politici lavorano per qualcun altro, i cittadini lavorano per se stessi; perché mi ero stancata di non ricevere un riscontro da chiunque io votassi. Il panorama politico è cambiato, non esiste più una politica di destra e una politica di sinistra, anche se sono individuabili delle correnti ben definite; per me, a livello comunale è necessario guardare un po’ più al concreto e chi vuole ottenere qualcosa dovrebbe rimboccarsi le maniche. E fare, invece di continuare a parlare.
Tutto qui? Non c’è bisogno di capacità particolari?
C’è bisogno di capacità particolari? C’è bisogno di buon senso e di voglia. E anche di un po’ di perseveranza. Giusto quanto basta...
Marco Maccari

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