Bagno di folla a Milano per "Nessuno tocchi le pietre della memoria"

Grande partecipazione per la manifestazione organizzata dopo l’atto vandalico che ha interessato la “pietra d’inciampo” dedicata a Dante Coen, deportato nel '44 e mai più tornato dal campo di sterminio

La lunga fila di cittadini mentre stringono il

La lunga fila di cittadini mentre stringono il "filo rosso della memoria"

Beppe Sala: «Così rispondiamo a chi vuole dare un calcio ai nostri valori»

Solo qualche giorno fa alcuni sconosciuti avevano vandalizzato, coprendola con della vernice nera, la “pietra d’inciampo” dedicata a Dante Coen, assassinato nel campo di sterminio di Buchenwald nel ’44. Il piccolo monumento, in omaggio alla memoria degli ebrei deportati e uccisi nei lager, è una delle sei collocate a Milano, nonché una delle ben 56mila realizzate in tutta Europa dall'artista tedesco Gunter Deming. Il deprecabile gesto, avvenuto proprio in concomitanza con il Giorno della Memoria del 27 gennaio scorso, ha subito sollevato l’indignazione dei cittadini di Milano che, sabato 28 gennaio, si sono dati appuntamento per una marcia pacifica volta, secondo il segretario cittadino del Pd, Piero Bussolati, a "dare una risposta di democrazia e unità a chi cerca invano di cancellare la Storia". La lunga catena umana si è snodata lungo i due km che a Milano separano via Plinio, dove si trova la casa di Dante Coen, e il Memoriale della Shoah, in stazione Centrale. Tutti i partecipanti alla catena erano uniti da un filo rosso, il filo della Memoria, tenuto da mamme e bambini, giovani e anziani col fazzoletto azzurro e bianco degli ex deportati al collo. Tra i presenti hanno figurato non solo numerose autorità cittadine e nazionali, come il sindaco di Milano, Beppe Sala, il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e molti consiglieri comunali, oltre ai rappresentati della folta comunità ebraica di Milano. «Viviamo tempi in cui ci sono una serie di prove in dispregio dei ricordi – ha commentato Beppe Sala - e a queste credo sia importante ribattere colpo su colpo. Ritengo che la nostra filosofia debba essere proprio questa e cioè che non appena succede qualcosa che rappresenta un calcio ai nostri valori, occorre rispondere subito. Con modalità educate, ma rispondere immediatamente ed è proprio quello che ha fatto Milano». «Quest’oggi abbiamo voluto essere presenti – commentano Davide e Claudio, due semplici cittadini, mentre stringono tra le mani il filo rosso della memoria – per onorare la memoria delle vittime della Shoa e di tutti i massacri della storia. Questa passeggiata per le vie della città è anche un modo per riappropriarci di Milano ed osservarla con occhi diversi». 
Redazione Web

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