Milano, sotto piazza Grandi c’è un rifugio antiaereo: inaugurazione a ottobre

Un labirinto di 24 stanze costruite nel 1935, testimonianza storica di un passato tragico, iniziati i lavori di restauro per renderlo fruibile al grande pubblico

Milano, Piazza Grandi con la sua fontana

Milano, Piazza Grandi con la sua fontana

Il rifugio poteva ospitare 400 persone durante i bombardamenti

Percorrendo Corso XXII Marzo a Milano, non si potrà non notare la particolare fontana sita in Piazza Grandi, e dedicata al famoso scapigliato lombardo, che sorge sopra a una piccola collina. In effetti quell'altura pare fuori posto con il contesto, ma la verità è che cela agli occhi dei passanti un’importante testimonianza storica. Al suo interno infatti ha custodito per più di ottant'anni un rifugio antiaereo, che sarà reso visitabile al grande pubblico per il mese di ottobre. Costruito tra il 1935 e il 1936, in piena Guerra d’Etiopia, il rifugio è in grado di ospitare nel suo labirinto di 24 stanze almeno 400 persone in caso di attacchi aerei. I bombardamenti sulla città di Milano, avvenuti durante la seconda guerra mondiale, sono tristemente famosi, e hanno ispirato addirittura poeti (come non citare “Milano Agosto ’43” di Salvatore Quasimodo?) e questi rifugi testimoniano sia la paura che la speranza che provavano i milanesi in quei terribili momenti

Tra otto mesi, finalmente questi spazi diverranno nuovamente fruibili, consentendo il recupero di una parte importante di memoria storica e condivisa della città. I lavori di restauro sono già iniziati, e comprendono sia la riqualificazione degli ambienti, sia il rinnovamento del sistema idraulico della fontana (che perdendo ha allagato alcune stanze), per un costo totale di 150mila euro. Il rifugio in cemento armato conta due ingressi, nascosti accanto alla fontana rettangolare, dalla quale svetta un torrione, il quale altro non è che una sorta di “camino” che permetteva il ricircolo dell’aria, in una struttura dove ovviamente non vi erano finestre. Anche la stessa collinetta ha uno scopo fondamentale, qualora infatti gli edifici circostanti avessero preso fuoco, l’anidride carbonica si sarebbe comunque trovata più in basso rispetto ai vari bocchettoni necessari all'aerazione. All'interno del rifugio antiaereo, sono ancora presenti i secchi appesi ai ganci, le frecce e le scritte tuttora leggibili e ottimamente conservatesi, che guidavano i cittadini verso i servizi igienici, l’acqua potabile, l’uscita, ricordando inoltre una serie di imposizioni: dal “divieto d’ingresso ai cani” al “vietato fumare”.

Per la sua importanza storica, l’Assessorato ai Lavori Pubblici ha preso la decisione più o meno un anno fa, di puntare alla riqualificazione del rifugio, per renderlo in questo modo una meta del “turismo della memoria” aperta a tutti. Parallelamente il Comune si è posto come obiettivo la mappatura di tutta la città “invisibile agli occhi”, riportando così alla luce la Milano sotterranea, protettrice di una storia che aspetta solo di essere recuperata.


Stefania Accosa

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