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Peschiera, critica all'amministrazione comunale, replica "L’Isolachenonc’è": «Siamo donne libere e rivendichiamo ogni parola detta»

Dopo le polemiche sull’evento Istituzionale dell’8 marzo, il direttivo dell’associazione interviene con una lunga nota difendendo l’intervento della propria socia Michela Pusceddu e respingendo le accuse di aver politicizzato la giornata. 7giorni: «Non avete colto il punto»

La replica dell’associazione alle polemiche

Dopo il dibattito politico nato attorno all’iniziativa organizzata dal Comune di Peschiera Borromeo per la Giornata internazionale dei diritti della donna, arriva la replica ufficiale dell’associazione L’Isolachenonc’è, che difende con decisione l’intervento pronunciato durante l’evento dalla propria socia, l’avvocata Michela Pusceddu.

Il documento diffuso dal direttivo porta un titolo significativo: «Otto marzo 2026: ancora una volta “stai zitta!”» e respinge le critiche che sono state mosse nei confronti dell’associazione e del contenuto dell’intervento.

«I temi sociali e di genere sono politica»

Nel testo l’associazione rivendica apertamente il valore politico delle questioni affrontate durante l’iniziativa.

«Siamo un’associazione apartitica e non riceviamo finanziamenti, ma non per questo rinunciamo a fare Politica: i temi sociali e le questioni di genere SONO Politica, nel senso etimologico del termine, “relativo alla vita pubblica”».

Il direttivo ricorda inoltre la lunga presenza dell’associazione sul territorio cittadino.

«Presenti sul territorio di Peschiera Borromeo da 25 anni, abbiamo collaborato con ogni Amministrazione».

«Rivendichiamo ogni parola detta»

Nel documento le esponenti dell’associazione respingono anche l’accusa di aver ideologizzato l’evento dell’8 marzo e rivendicano il contenuto dell’intervento pronunciato durante l’iniziativa.

«Siamo donne “spaventosamente” libere e rivendichiamo ogni parola detta, perché quando si tratta dei nostri diritti e della nostra vita non c’è nulla di ideologico».

L’associazione sottolinea inoltre il valore del dissenso nel confronto democratico.

«Il dissenso è necessario e vitale in ogni società democratica che aspiri a progredire».

La critica alle polemiche politiche

Nella nota viene contestato anche il modo in cui la polemica sarebbe stata sollevata nel dibattito pubblico locale.

«Non siamo stupite né indignate per la polemica che ci ha coinvolte, senza che nemmeno venisse sentita la nostra socia autrice dell’intervento criticato e strumentalizzato, l’avvocata Michela Pusceddu».

Secondo il direttivo, le accuse di ideologizzazione sarebbero legate più allo scontro politico che al contenuto effettivo dell’intervento.

«Chi oggi, per colpire l’Amministrazione attuale, indirettamente ci accusa di aver ideologizzato l’8 marzo è lo stesso che nega il congedo parentale paritario, abolisce le consigliere di parità, costringe le donne che vogliono abortire ad ascoltare il battito del feto e ritiene che il valore di una donna esista solo in funzione di qualcun altro».

Il tema della biblioteca “rifugio”

Nel documento viene citato anche uno dei passaggi critici emersi nel dibattito pubblico sull’iniziativa, relativo alla biblioteca cittadina e al progetto della cosiddetta “biblioteca rifugio”.

«Leggiamo che, a causa della nostra presenza e dell’intervento fatto, la biblioteca-rifugio rischierebbe ora di diventare il rifugio di un’Amministrazione incapace di celebrare adeguatamente una giornata civile e istituzionale che dovrebbe appartenere a tutte le donne».

A questa interpretazione l’associazione replica con fermezza.

«Ancora una volta qualcuno si arroga il diritto di dirci come dobbiamo comportarci».

«L’evento era aperto a tutte»

Il direttivo sottolinea inoltre che l’iniziativa dell’8 marzo era aperta alla partecipazione di tutte le donne e delle associazioni del territorio.

«L’evento organizzato era aperto: ogni donna che lo ha voluto ha preso la parola, portato la sua testimonianza e le sue istanze».

Secondo l’associazione, il confronto avrebbe potuto svolgersi direttamente durante l’iniziativa.

«Se chi oggi polemizza ne avesse preso parte, invece di commentare qualcosa che non ha né visto né sentito, avremmo potuto avere un bel dibattito costruttivo».

«Non chiederemo né grazie né scusa»

La nota si conclude con una rivendicazione del diritto delle donne di intervenire nello spazio pubblico e nel dibattito civile.

«Ma è proprio con la parola e con il corpo, parlando e prendendo spazio, che noi donne otteniamo ciò che ci spetta, non certo per gentile concessione di qualcuno».

E con una dichiarazione finale netta.

«Non chiederemo né grazie, né scusa per questo».

La replica dell’associazione L’Isolachenonc’è aggiunge così un nuovo capitolo al confronto politico e civico nato attorno all’iniziativa dell’8 marzo a Peschiera Borromeo, riportando al centro il tema del rapporto tra istituzioni, associazioni e partecipazione al dibattito pubblico sui diritti delle donne.

La posizione di 7giorni

Alla nota diffusa dall’associazione risponde Giulio Carnevale vicedirettore di 7giorni, autore dell’articolo che ha dato origine al dibattito, chiarendo il senso delle osservazioni pubblicate dal giornale.

«Riteniamo curioso che abbiate voluto replicare alle critiche riportate nell’articolo verso l'amministrazuione comunale. Il punto, tuttavia, non riguarda il merito delle vostre battaglie o delle vostre posizioni. La critica editoriale non era al vostro sodalizio. Un’associazione ha pieno diritto di sostenere le proprie idee, di fare politica nel senso più ampio del termine e di promuovere le proprie iniziative nel modo che ritiene più opportuno. Pur considerando strano il fatto che a una critica all'amministrazione comunale, risponda l'associazione che ha partecipato all'evento, vi diamo lo spazio che meritate, in quanto non c'è tema a cui la Redazione non da voce».

Il vicedirettore ribadisce però la distinzione tra l’attività di un’associazione e il contesto di un evento istituzionale promosso da un’amministrazione comunale.

«La questione che abbiamo posto. sulla quale abbiamo chiesto l'opinione dell'opposizione, riguarda esclusivamente il contesto. Quando si tratta di un momento istituzionale organizzato dal Comune, riteniamo che l’iniziativa debba essere pensata per rappresentare l’intera comunità femminile della città».

Secondo l'autore dell'articolo, infatti, non tutte le donne della comunità condividono le stesse posizioni culturali o politiche.

«Molte donne potrebbero non riconoscersi nelle vostre battaglie, nelle vostre posizioni o nel vostro modo di interpretare questi temi. Ed è proprio per questo che riteniamo che una celebrazione istituzionale dell’8 marzo avrebbe dovuto essere costruita in modo più inclusivo, nel rispetto di tutte le sensibilità presenti nella città».

Il vicedirettore sottolinea inoltre che il giornale non ha mai messo in discussione l’attività dell’associazione.

«Anche quando non condividiamo alcune delle vostre posizioni, non abbiamo mai criticato le vostre iniziative associative, molte delle quali rappresentano un contributo importante al dibattito pubblico».

La riflessione si chiude con un richiamo al ruolo delle istituzioni.

«Proprio per questo riteniamo che sia altrettanto doveroso ricordare che un’amministrazione comunale, quando organizza un evento istituzionale, ha la responsabilità di rappresentare tutte e tutti, non soltanto una parte».

Il confronto resta dunque aperto e riporta al centro una questione più ampia: il delicato equilibrio tra libertà di espressione delle associazioni e responsabilità istituzionale quando si celebrano momenti civili destinati all’intera comunità. Lasciamo invece alle forze politiche ogni ragionamento legato all'invito o meno, a partecipare rivolto a tutto il mondo associativo, o ai cittadini sensibili al tema. A cui sembrerebbe non sia stato esteso l'invito a intervenire. 


Replica per 7giorni 1

replica-per-7giorni-1.pdf