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Righini scrive al Prefetto: «Via Galvani è pericolosa». L’ex vicesindaco ha rotto con Peschiera Riparte

L'esponente di spicco del panorama politico locale denuncia l'inerzia dell'amministrazione comunale, la mancata asfaltatura e la "pericolosità" dei 200 pioppi cipressini

Via Galvani torna al centro della cronaca cittadina. Dopo anni di segnalazioni rimaste senza riscontro, l’ex vicesindaco Marco Righini, ieri 20 ottobre ha inviato una lettera formale al prefetto di Milano, al sindaco Andrea Coden, ai carabinieri, alla polizia locale, alla protezione civile, agli uffici della municipalità  e a tutti i consiglieri comunali, nella quale denuncia la situazione di «grave pericolo per la pubblica incolumità» dovuta all’instabilità delle alberature e al dissesto dell’asfalto.

«Una situazione di pericolo grave e attuale»

Nel documento, Righini scrive:
«Egregi, con la presente, in qualità di residente – e in particolare di condomino dello stabile interessato dai danni causati dalla caduta di due alberi sul condominio situato tra via Galvani e via Mazzola (frazione Mezzate) – intendo segnalare una situazione di grave ed attuale pericolo per l’incolumità pubblica, dovuta sia al dissesto della sede stradale e ciclabile, sia alla scarsa stabilità delle alberature lungo tutta la via in oggetto.»

E aggiunge:
«Tale pericolo è ulteriormente comprovato dai crolli verificatisi nella primavera 2025, che hanno coinvolto fabbricati privati (tra via Galvani e via Carlo Mazzola) e un mezzo commerciale».

Righini descrive la gestione degli interventi come inadeguata:
«L’abbattimento di alcuni alberi adiacenti al condominio è un palliativo molto discutibile visto che quelli prospicienti a quelli abbattuti sono ancora lì e che in caso di caduta raggiungono comunque il condominio, senza considerare le aziende con decine se non centinaia di lavoratori che operano sulla via Galvani quotidianamente e che sono esposti al pericolo».

I danni del maltempo e la mancata messa in sicurezza

«Le immagini allegate ritraggono gli esiti degli eventi di caduta avvenuti nella primavera 2025 e vengono messe a disposizione per la vostra valutazione. Si fa presente che i danni materiali causati dal Comune ad oggi non sono ancora stati rimborsati e che il condominio ha anticipato i costi di rimozione degli alberi di proprietà del Comune, arrecando oltretutto un danno economico non poco rilevante».

Righini ricorda che «la criticità di via Galvani è nota da anni ed è stata ampiamente dibattuta e documentata negli atti comunali» e sottolinea come «l’iter amministrativo 2019–2020 – concluso con un progetto organico di riqualificazione e messa in sicurezza – sia stato bloccato da contestazioni mai viste prima in città, spesso a sfondo politico, portando al procrastinare della situazione di pericolo fino ai giorni nostri».

Prosegue poi:
«Per correttezza desidero precisare che all’epoca facevo parte dell’amministrazione proponente, ma la presente segnalazione non ha alcuno spirito polemico o ritorsivo: infatti, nei quattro anni trascorsi non è stata presentata alcuna lamentela, e solo a seguito della sfiorata tragedia avvenuta in primavera – con la caduta di otto alberi, alcuni dei quali su un condominio e uno su un furgone e, dopo sei mesi di mancata messa in sicurezza (come documentato nelle fotografie) – ho ritenuto doveroso scriverVi. Perché è giusto che le istituzioni siano messe al corrente, valutino e di conseguenza si assumano le loro responsabilità».

Le criticità strutturali della via

«È opportuno ricordare che altri episodi di caduta di alberi si erano già verificati in passato nella stessa via, sfiorando l’asilo comunale e colpendo veicoli fortunatamente vuoti».
L’ex vicesindaco elenca i problemi della viabilità:
«Oltre al pericolo derivante dall’instabilità delle alberature, sussiste un grave rischio per la viabilità. La strada viene formalmente chiusa in caso di vento forte: la Polizia Locale, quando in servizio, provvede a transennarla con barriere mobili che, tuttavia, vengono spesso rimosse o cadono, creando ulteriore pericolo».

E ancora:
«Anche nei periodi di apertura la viabilità rimane fortemente compromessa. Gli apparati radicali superficiali dei vecchi pioppi cipressini hanno provocato sollevamenti e dissesti nella pavimentazione sia stradale che ciclabile – ciclabile oggi di fatto impraticabile – costringendo i ciclisti a percorrere la carreggiata stradale, già danneggiata da numerosissime buche profonde e costringendo i veicoli a fare lo “slalom”. I mezzi pesanti e commerciali, numerosi nella via per la presenza di diverse attività produttive – tra cui un hub Amazon – sono costretti, per evitare le buche più ampie, a manovre in contromano, mettendo a rischio pedoni, ciclisti, motocicli e automobilisti».

E conclude la parte descrittiva:
«La chiusura temporanea della strada in caso di maltempo appare un palliativo inadeguato, volto unicamente a mitigare le responsabilità in caso di incidente o danni causati da una strada dissestata e da alberi pericolanti da parte del Comune di Peschiera Borromeo».

Le richieste al prefetto

Nel paragrafo finale, Righini formula le sue richieste:
«Alla luce di quanto sopra esposto, chiedo alla S.V. Ill.ma, Sig. Prefetto, di voler intervenire con urgenza affinché vengano adottati i seguenti provvedimenti:

  1. Disporre l’abbattimento urgente dei pioppi cipressini (Populus nigra “Italica”), al fine di garantire la pubblica incolumità.

  2. Disporre la chiusura effettiva e permanente della via o, in alternativa, eseguire interventi immediati di messa in sicurezza anche con tamponamenti ad hoc sulle buche per mitigare i dissesti, prevenendo così manovre pericolose da parte dei veicoli e tutelando la sicurezza di pedoni, ciclisti e lavoratori».

Chiude così:
«Confidando nella Vostra sensibilità istituzionale e nell’attenzione verso la sicurezza dei cittadini, resto in attesa di un cortese riscontro e rimango a disposizione per eventuali chiarimenti. Cordiali saluti».

La frattura con Peschiera Riparte

Queste parole segnano anche la distanza ormai insanabile tra Righini e Peschiera Riparte, la lista civica che contribuì a fondare e che oggi rappresenta la spina dorsale della maggioranza guidata dal sindaco Andrea Coden.
Secondo quanto da lui stesso chiarito, non è più iscritto al gruppo, non ne condivide la linea politica e ha interrotto ogni collaborazione.
Una rottura maturata nel tempo, in parallelo con le divergenze sulle priorità amministrative e sul metodo di governo.

L’episodio di aprile

La lettera fa esplicito riferimento agli eventi del 17 aprile 2025, quando il maltempo provocò la caduta di otto alberi lungo via Galvani, tre dei quali colpirono un condominio e uno un camion in sosta. Anche la casa di Righini fu coinvolta indirettamente. Da qui la decisione di scrivere al prefetto: per l’ex vicesindaco «la caduta degli alberi rappresentò il segnale evidente che non erano più rinviabili gli interventi di manutenzione».

Lo sfogo social e le polemiche

Nello stesso giorno del crollo, Righini pubblicò un lungo post sui social che riaccese il dibattito politico: accusò apertamente amministratori e opposizioni, invitando alcuni ex alleati alle dimissioni. «Dimettetevi – scriveva – lasciate che a gestire questa città siano persone competenti, lungimiranti e libere da condizionamenti ideologici». Lo sfogo, mentre la città era ancora sotto shock, generò un acceso confronto, mostrando come la vicenda di via Galvani fosse diventata anche un terreno di rivendicazione personale e politica.

Giulio Carnevale