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San Donato, niente stadio Milan: nuova attenzione per la cittadella giovanile di San Francesco

Il quartiere potrebbe ospitare una struttura d’avanguardia per i giovani calciatori rossoneri

Foto di chatst2 da Pixabay

Niente stadio del Milan a San Donato, ma cresce con forza la prospettiva che il quartiere San Francesco diventi la nuova casa per le giovani promesse rossonere. L’idea è quella di realizzare una vera e propria cittadella sportiva dotata di servizi all’avanguardia, capace di restituire decoro a un’area della città che da sempre convive con problemi di sicurezza.

L’area oggi e i problemi di sicurezza

L’area interessata, situata al di là dei binari della ferrovia, è attualmente teatro di un continuo andirivieni di persone senza fissa dimora e di tossicodipendenti, che approfittano della vegetazione spontanea per creare bivacchi di fortuna. Lo spazio era stato acquistato dal Milan per 40 milioni di euro, con l’intenzione di edificare una struttura sportiva, ma il progetto dello stadio è ormai tramontato.

Il dialogo tra Comune e SportLifeCity

L’assessore comunale Massimiliano Mistretta commenta: «C’è un dialogo costante con la società SportLifeCity (partecipata al 90 per cento dal Milan), con cui abbiamo avuto un incontro anche la settimana scorsa: il nostro auspicio è che venga presentato un progetto di qualità riguardante ad esempio l’allestimento di un centro per la giovanile del Milan. Per questa amministrazione è infatti prioritario che sia riqualificata l’area San Francesco a beneficio anche del suo degradato circondario».

Il ruolo della sentenza del Tar

Un elemento che potrebbe influenzare i prossimi sviluppi è legato alla sentenza appena emessa dal Tar. Il ricorso, presentato dal Consorzio Quartiere Affari, stabilisce che ogni futuro piano attuativo deve rispettare l’accordo convenzionale del 1993, che prevede una dotazione di verde fruibile per i residenti pari a 45mila metri quadrati. Attualmente, il progetto non rispetterebbe questi parametri: circa il 40% dell’area “green” è infatti occupato dai camminamenti.

Le prospettive future

Mistretta chiarisce: «L’iter per qualsiasi progetto dovrà ripartire da capo e tenere conto della sentenza». L’attenzione si sposta quindi dallo stadio a una nuova prospettiva sportiva, con l’obiettivo di valorizzare il quartiere e offrire una struttura moderna per i giovani calciatori, mentre l’area continua a essere frequentata da persone in difficoltà, sottolineando l’urgenza di interventi concreti di riqualificazione.