Incidenti in montagna: per l’intervento dell’elisoccorso nei casi non gravi pagheranno anche gli alpinisti
Regione Lombardia ha approvato la nuova legge. Il richiedente potrà arrivare a pagare sino al 50% del costo del servizio
Soccorso alpino
10 marzo 2015
«Quando un cittadino mette a rischio sia la propria incolumità che quella delle squadre di soccorso sanitario o tecnico deve essere consapevole che, nel momento in cui queste situazioni non sfociano in ricoveri ospedalieri o non hanno necessità di accertamenti diagnostici, la compartecipazione alla spesa è dovuta». È quanto ha dichiarato il vicepresidente regionale e assessore alla Salute, Mario Mantovani, durante la discussione sul progetto di legge “Disposizioni in materia di soccorso alpino e speleologico in zone impervie”. La nuova norma è stata approvata martedì 10 marzo dal Consiglio regionale della Lombardia, con il voto compatto della maggioranza e il voto contrario dell’opposizione di centrosinistra e Movimento 5 Stelle. «Scegliamo di intraprendere un percorso educativo per l'utilizzo di tali risorse importanti - ha aggiunto Mantovani - . Parliamo infatti di interventi delicati e complessi e abbiamo il dovere di utilizzare nel modo più appropriato ed equo possibile un così rilevante investimento umano, economico e tecnologico». Le tariffe della compartecipazione sanitaria saranno stabilite dalla giunta entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge. In ogni caso, il richiedente non potrà pagare più del 50% del costo complessivo del servizio, mentre per i residenti in Lombardia è prevista una riduzione del 30% sul costo a carico. La nuova norma prevede altresì il concetto della “partecipazione aggravata”, che comporta cioè un aumento del contributo nei casi in cui si riscontri un “comportamento imprudente”.
Redazione Web
10 marzo 2015
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