Si chiude con il diniego della Provincia il capitolo gassificatore

La lunga campagna, contrastante l’edificazione del gassificatore, sostenuta su più fronti e alla quale hanno preso parte molteplici soggetti, in diverse forme e composizioni (La Fenice per Mediglia e Comitato cittadini per l’ambiente di Mediglia) è andata a buon fine. La “Fenice” ha portato alla luce questa vicenda, ha promosso iniziative con  numerosi esperti per capire quali conseguenze un impianto di questo genere avrebbe portato sul territorio . Inoltre, si è adoperata per coinvolgere gli altri sindaci delle zone limitrofe alla lotta al gassificatore, i quali  hanno dichiarato all’unisono la loro contrarietà. Di non minor importanza il “Comitato cittadini” che ha contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica raccogliendo firme, organizzando incontri e suggerendo alternative sostenibili per lo smaltimento dei rifiuti. A tutto ciò ha contribuito decisamente il Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà che ha rispettato quello che aveva promesso in campagna elettorale: «Il gassificatore non si farà». Di minor rilievo, invece, la (ex) Giunta di Mediglia che si è mossa soltanto dopo le forti pressioni esercitate dalla cittadinanza correndo ai ripari in discutibile maniera. Tra l’altro non si è ancora capito quale ruolo abbia giocato in merito alla proposta avanzata da?Me.Se.Co. La vicenda, seppur conclusa, rimane inestricabile. Ma una cosa è certa: l’avversario, se di avversario vogliamo parlare, è stato sconfitto e pertanto nessun impianto di gassificazione prenderà forma nei pressi di Bustighera. A far calare il sipario ci ha pensato la Provincia che nel decreto dirigenziale ha dichiarato che: «In qualità di autorità ora competente decreta di negare, per motivi ostativi, il rilascio della Autorizzazione Integrata Ambientale alla società Mediglia Servizi Ecologici Spa, relativamente al nuovo impianto progettato (Gassificatore) da ubicarsi in S.P 39, incrocio frazione di Bustighera, Comune di Mediglia, disponendo contestualmente la relativa conclusione e archiviazione del procedimento amministrativo». Le motivazioni che hanno determinato, a grandi linee, questa decisione riportano che: l’impianto proposto non risulta conforme alla norme tecniche di attuazione del Piano Territoriale di coordinamento del Parco Agricolo Sud Milano che, tra le altre cose, non prevede l’autorizzazione di nuove attività, relative al trattamento e allo smaltimento rifiuti all’interno della propria area (ad esclusione di alcune eccezioni); le criticità rispetto al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale che individua, oltre alle motivazioni sopra citante anche le implicazioni che deriverebbero nei confronti del paesaggio e dei terreni agricoli; le perplessità emerse di ordine tecnico. E così la “minaccia” gassificatore è scampata e l’angoscia esperita lascia ora posto a una  sensazione di sollievo: come se il macigno che gravava sopra Mediglia si fosse dissolto magicamente; e in realtà, così è stato.

Maurizio Zanoni

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