Stangata a Melegnano: «Bisognerà fare dei tagli»

Intervista con l’assessore Marco Lanzani, che anticipa: via i cellulari ai dipendenti comunali

Campanello d’allarme per i servizi comunali di Melegnano. «Bisognerà fare dei tagli» annuncia il Comune per bocca dell’assessore al bilancio e al commercio Marco Lanzani del Popolo della Libertà. Nel Consiglio comunale di martedì 25 settembre ha presentato più di una preoccupazione sulle difficoltà finanziarie di Melegnano, minacciata dai tagli del Governo. «Non ci dormo la notte» ha commentato. «Parliamo di 263mila euro in meno che il Comune non percepirà nel 2013. Dopo un periodo come il 2007-2012, nel quale il Comune non ha ricevuto un milione e 700mila euro di trasferimenti rispetto al passato, è chiaro che non si può andare avanti di questo passo». Per questo, a detta dell’Assessore, «davanti alle soluzioni che bisognerà prendere non deve esistere colore politico».
Lanzani presenta il problema come un aut-aut: o aumentare le tasse, oppure ridimensionare i servizi pubblici. «Certamente è escluso un aumento delle tasse. Bisognerà capire quali servizi tagliare - è la dichiarazione dell’Assessore -. Si dovrà pensare a dismettere gli immobili non utilizzati del Comune, come il Terzo polo per il servizio ai minori e alla famiglia in vicolo Ospedale, più alcuni locali di cui il Comune dispone nel quartiere Broggi Izar. Per quanto riguarda i servizi, c’è un discorso da fare su 200mila euro di trasporto pubblico che potrebbero essere sforbiciati». Lanzani infatti intende fare sua un’idea del Partito democratico, presentata in Consiglio comunale l’anno scorso: tagliare alcune corse degli autobus che passano in città. «In questi anni non siamo certo rimasti a dormire senza pensare a che cosa stesse succedendo. La verità è che abbiamo sempre pensato di poter chiudere il bilancio ancora per un anno o due con gli oneri di urbanizzazione. L’obiettivo è arrivare a un taglio complessivo di 700mila euro di spesa comunale, non di più. Oggi ci sarà da ridiscutere alcuni aspetti, come la gestione del calore con la Mea e il ritiro dei cellulari dei dipendenti comunali là dove non siano necessari». C’è anche un’ipotesi sulla Casa dell’Acqua: «La struttura costa al Comune 8500 euro può essere un’idea fare come a Vizzolo e far pagare l’acqua gasata alcuni centesimi, per esempio 0,05 euro al litro» anticipa l’assessore.
Condivisa nelle analisi ma non nelle soluzioni, la posizione di Lanzani è criticata da Maurizio Margutti, ex-assessore al bilancio e attuale capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà in Consiglio comunale. «Siamo arrivati a questa situazione perché l’Amministrazione ha fatto affidamento sugli oneri di urbanizzazione - spiega Margutti -. Io credo che esista una terza via rispetto alle due alternative di Lanzani: quella di suddividere gli oneri di questi tagli su tutti i cittadini, non solo su lavoratori e pensionati. Ma è lo stesso scenario del 2008, quando l’attuale Amministrazione scelse di aumentare l’aliquota addizionale dell’Irpef. In sede di riunione bisognerà pensare a riequilibrare l’Imu, basata sulle rendite catastali che non rispecchiano il valore reale degli immobili. Per questo in città c’è chi la paga e chi no».
Marco Maccari

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