Guido Podestà è il nuovo Presidente della Provincia di Milano

Guido Podestà è il nuovo  Presidente della Provincia di Milano (50,21%),  con uno scarto di 4626 voti in percentuale neanche mezzo punto. Un risultato che scardina il fortino rosso milanese, se pur di misura, reso storico per le condizioni in cui si è propinato. La scarsa affluenza, la maggior fidelizzazione al voto da parte degli elettori di Penati (49,78%) e la scissione in due della vecchia Provincia di Milano sono stati dei grossi ostacoli per la coalizione di centrodestra. Alla fine
«Sapevamo che era difficile, al ballottaggio tradizionalmente l’affluenza risente di un decremento notevole, inoltre la nuova provincia Monza e Brianza tradizionalmente vicina alle nostre posizioni ha fatto storia a sé, per cui possiamo dire che questa è veramente la vittoria di tutte le componenti politiche che sostenevano la mia candidatura, dal Nuovo Psi alla Democrazia Cristiana, dal Partito dei Pensionati a quello Repubblicano e dalle altre forzi minori che sono state fondamentali.»
«Su Milano - prosegue Podestà -  Ha influito moltissimo l’astensione al voto, sapevamo che era difficile che i nostri sostenitori si recassero in massa alle urne, ho sentito troppo spesso dire che un governo vale l’altro, dobbiamo cercare di comunicare meglio e con forza che non è così, bisognerebbe sottolineare quali sono le capacità effettive di realizzare programmi a volte troppo simili.» . Così ha salutato la vittoria al ballottaggio per le elezioni provinciali il Coordinatore provinciale vicario del PDL milanese e Consigliere regionale Alessandro Colucci.
«Un voto, data la valenza politica e simbolica di Milano, che aveva assunto un valore nazionale. A distanza di due settimane – ricorda Colucci - gli elettori non solo hanno confermato la piena fiducia nell’azione politica e di governo del Presidente Berlusconi ma, anzi, hanno lanciato un preciso segnale di vicinanza e di sostegno anche dal punto di vista ‘umano’, rispondendo così alle ignobili strumentalizzazioni di queste settimane».
«D’altro canto – ha proseguito Colucci – già al primo turno il presidente Podestà aveva raccolto il 48,8% dei consensi. Un grandissimo risultato, tenuto conto che Monza e Brianza, tradizionale bacino di voto per il centrodestra, per la prima volta eleggeva un suo presidente».
Perdendo Milano il centrosinistra ha perso l’ultimo baluardo nel Nord Italia.
«A questo proposito possiamo dire – ha evidenziato il Coordinatore vicario del PDL milanese - come già si era delineato nel turno del 6/7 giugno, che il Pd è oramai partito regionale o come qualcuno lo ha ben definito “partito degli Appennini».
E’ opportuno sottolineare anche il grande successo nei Comuni della provincia. Già il 6/7 giugno, nei 63 comuni sotto i 15.000 abitanti, si è passati da 14 sindaci agli attuali 28, raddoppiando quindi i comuni passati sotto la guida del centrodestra. Il centrosinistra, al contrario, è precipitato dai 50 comuni agli attuali 35. Con il voto di domenica e lunedì si è poi completato il quadro nei comuni sopra i 15.000 abitanti. Ebbene, anche qui sui 16 comuni andati al rinnovo, il centrodestra è passato dai due comuni uscenti agli attuali 7. Il centrosinistra è crollato: da 14 uscenti oggi amministra solo 6 comuni, perdendone ben 8, tra cui è opportuno ricordare Cologno Monzese, Cornaredo, Cusano e Paderno e Peschiera Borromeo. Significative le dichiarazioni di Massimo Turci Consigliere Provinciale e capogruppo del PdL a Palazzo Isimbardi.: « Per come si è comportato Penati in questa campagna elettorale, per quello e che ha dichiarato l’elezione di Guido Podestà è una atto di giustizia. - prosegue Turci – la vittoria al ballottaggio è un fatto puramente tecnico , la vera investitura è venuta al primo turno. Ho avuto la netta impressione che avremmo vinto quando parlai con i dipendenti della provincia l’aria che tirava a Palazzo Isimbardi. Non era delle migliori.”

 

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