Milano, passa la mozione contro la "Teoria Gender": all'indice i libri che la promuovono

Con il sì del Consiglio Regionale, i libri e i diversi materiali che promuovono la teoria gender potranno essere ritirati dagli Istituti scolastici, M5S e Pd attaccano

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una mozione della Lega Nord che chiede di "contrastare la diffusione della teoria gender nelle scuole lombarde". Con il sì della Giunta, i libri e i diversi materiali che promuovono la teoria gender, saranno ritirati dagli Istituti scolastici. A sostegno del documento tutto il centrodestra, che ritiene la cosiddetta “teoria gender” un pericolo per i bambini. Contro, invece, le opposizioni Pd, Patto Civico e M5S, che hanno parlato di "disinformazione" e di “documento irricevibile. La mozione, che aveva il sostegno anche della Giunta Maroni, è stata approvata a scrutinio segreto, e l'esito del voto è stato di 38 favorevoli, 29 contrari e 1 astenuto.  Il vice capogruppo del Carroccio, Jari Colla e il capogruppo Massimiliano Romeo, hanno chiesto alla Giunta di agire sulle autorità scolastiche affinché vengano ritirati dalle scuole i libri e il materiale informativo che promuovono la teoria del gender, sottolineando l’importanza del coinvolgimento dei genitori nei programmi educativi scolastici. Il prossimo 17 ottobre, è inoltre in programma un convegno contro le teorie gender, organizzato al Pirellone da Roberto Maroni, con invito rivolto a tutti i Sindaci. Le repliche dell’opposizione però non si fermano e così continua la disputa sempre più accesa su questo tema delicato, che vede da un lato la Lega, che difende la “famiglia naturale” assegnando ai genitori il diritto di spiegare ai propri figli la sessualità, e dall’altro le opposizioni, sconvolte dalla possibilità dei libri “messi all’indice” che rievocano periodi bui della storia. C’è chi afferma tra le file del Movimento 5 stelle e del Pd, che la “teoria gender” non esisterebbe nemmeno (diversi sono gli studi di genere), ma che questa “invenzione” sarebbe volta a creare terrorismo psicologico e ad essere sinonimo di discriminazione e omofobia. Di differente opinione sono i rappresentanti di Forza Italia come Claudio Pedrazzini, secondo cui  il vero rispetto per la persona si realizza «soltanto quando sono chiare le differenze che la natura umana riesce a contemplare. Sentiamo il compito di tutelare i nostri ragazzi, soprattutto i più giovani, che sono i più indifesi».

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