Peschiera: dirigente comunale scagionata dalle accuse del capo della Polizia

«La Corte di Appello di MIlano ha considerato le accuse dell'allora Comandante Giuliano Semeraro insussistenti»; assolto il compagno imprenditore

Il palazzo comunale

Il palazzo comunale

D.G. la dirigente del Comune di Peschiera Borromeo attualmente sospesa, indagata inseguito all’esposto dell’allora Comandante della Polizia Locale, Giuliano Semeraro è stata scagionata in appello, dai capi di imputazione ipotizzati nella denuncia del capo della polizia. In primo grado fu condannata a 2 anni e 5 mesi. Semeraro depositò l’esposto a maggio del 2013 e in seguito le indagini furono svolte dalla procura della Repubblica di Milano e della guardia di finanza di Melegnano. «L’esposto – dichiara Enrico Giarda, legale della dirigente - indicava tre possibili reati - proprio i tre per i quali abbiamo ottenuto le assoluzioni». La 48enne nel luglio dello scorso anno, fu assolta in primo grado dal reato di “truffa ai danni di ente pubblico” in relazione ai due appalti per impaginazione, grafica e fornitura di stampati, da circa 60 e 80 mila euro per i bienni 2011 – 2012 e 2013 - 2014 affidati dal Comune alle Grafiche Sirio. Assolta anche l’azienda Grafiche Sirio, per non avere commesso il fatto. Gli stessi appalti sono stati ora ritenuti, in appello non viziati neppure da “turbativa d’asta”: «Non c’era nessun bando su misura - rimarca la difesa - e hanno partecipato anche altre 4 aziende, ogni volta». Anche il terzo reato ipotizzato nell’esposto di Semeraro è caduto. Infatti, insieme al compagno P.V. , condannato in primo grado ad otto mesi e oggi scagionato per non avere commesso il fatto, erano stati accusati di abuso di ufficio per l’assegnazione dei servizi collaterali all’evento “Mercatino Francese” del 3 settembre 2009, in quanto la Società Antares Srl di cui P.V. era amministratore fu l’unica chiamata per lo svolgimento della manifestazione. 
Siccome  la decisione  di svolgere l’evento, fu preso dall’Amministrazione solo tre giorni prima, la Corte di Appello ha accolto la tesi della difesa, non essendoci il tempo materiale di cercare altri interlocutori. Pena quindi ridotta a un anno con la condizionale, per l’ultimo dei capi di imputazione ascrittole in seguito alla indagine avviata per iniziativa della Guardia di Finanza. La condanna si riferisce al reato per il pagamento di una fattura, da parte del Comune, senza il Durc aggiornato: «La pratica le era arrivata già istruita da sottoposti e non appena era emerso il non aggiornamento del Durc il pagamento era stato sospeso - conclude l’avvocato Giarda - al momento della gara d’appalto per il servizio richiesto i Durc erano invece regolari. Manca assolutamente il dolo, per questo andremo al terzo grado di Giudizio». L’Avvocato Giarda ci spiega anche che P.V. invece sta valutando se querelare per  calunnia l’ex Comandante della Polizia Locale. In sostanza il tribunale ha considerato l’esposto del capo della Polizia insussistente, e la dirigente ha subito un provvedimento restrittivo poi risultato ingiusto.

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