"Tifa per il tuo cuore": una campagna sociale per prevenire il rischio cardiovascolare

Mercoledì 21 Dicembre, presso il Rosa Grand Hotel di Piazza Fontana a Milano, si è tenuto il Talk Show "Tifa per il tuo cuore", un'occasione per confrontarsi sulla tematica importante e delicata del rischio cardiovascolare in Italia.

La Campagna sociale "Tifa per il tuo cuore" è stata realizzata con Alt - Associazione per la lotta alla trombosi e alle malattie cardiovascolari Onlus, il contributo incondizionato di Bayer e il patrocinio di SIMG - Società italiana di medicina generale. Questa campagna ha coinvolto tutte le squadre di serie A ed è stata presente in tutti gli stadi italiani.

Moderatore del talk show è stato Attilio Romita, giornalista e conduttore del Tg1. Sono intervenuti: Lidia Rota Vender, presidente dell'Alt e responsabile del Centro Trombosi presso l’istituto clinico Humanitas, Claudio Borghi, direttore della Unità Operativa di Medicina Interna del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna e professore Ordinario di Medicina Interna presso la stessa Università e Alessandro Filippi, medico di Medicina Generale e responsabile scientifico per l'Area Cardiovascolare Simg. Forse pochi sanno che 11 milioni di tifosi hanno più di 45 anni e sono a rischio cardiovascolare. Una ricerca condotta durante i Mondiali di calcio svolti in Germania nel 2006 ha dimostrato che anche la sconfitta della propria squadra può fare male al cuore.

La prevenzione a questo punto è essenziale. La probabilità di incorrere in un evento vascolare come l'infarto aumenta con il passare degli anni e con l'esposizione a fattori di rischio, soprattutto legati allo stile di vita. «Riuscire a percepire quale sia il rischio di una persona è molto semplice - commenta Alessandro Filippi - basta un semplice prelievo del sangue. In base a queste analisi il medico si farà un'idea del paziente, effettuerà ulteriori controlli e lo interrogherà rispetto alle sue abitudini giornaliere. I maggiori fattori di rischio - continua Flippi - possono essere: pressione del sangue alta, aumento di colesterolo e lipidi nel sangue, eccesso di peso, fumo di sigarette, vita sedentaria e anche fattori di tipo genetico. Toccherà al medico prescrivere un'adeguata cura per il paziente. È importante non smettere questa cura senza una previa autorizzazione medica. Affinché la cura possa essere efficace, infatti, è necessario che il paziente collabori con costanza e dedizione».

In merito a cure e raccomandazioni è intervenuto anche Claudio Borghi: «Le raccomandazioni sono semplici, dobbiamo mutare radicalmente il nostro stile di vita, modificare l'alimentazione, fare attività fisica; la corsa leggera, ad esempio, è equivalente alla camminata energica e anche 15 minuti al giorno sono sufficienti. Secondo aspetto da tenere in considerazione è l'uso di farmaci, sicuramente quello più utilizzato è l'aspirina che aiuta a fluidificare il sangue e a evitare coaguli. 

cuore1La maggior parte delle persone conoscono questo farmaco soprattutto come analgesico e antipiretico, pochi, invece, sanno che ha anche altre funzioni benefiche. La funzionalità di questo farmaco straordinario dipende dal dosaggio - continua Borghi - a dosi basse è antiaggregante, a dosi medie è antipiretico e a dosi più elevate è anti infiammatorio. Portare un'aspirina sempre con sé, insomma, non fai mai male!".

Sull'importanza di una campagna sociale sul rischio cardiovascolare, la dottoressa Rota Vender aggiunge: «Nonostante ci siano molti giovani, soprattutto quelli sotto i 30 anni, che hanno la cosiddetta "sindrome da immortalità", nel senso che credono che non siano soggetti ad alcun rischio di tipo cardiovascolare, vi è un aumento significativo di giovani che invece fanno attenzione alla prevenzione e questo è un dato molto significativo, che ci rende soddisfatti. La campagna sociale "Tifa per il tuo cuore" - continua Vender - ha sensibilizzato moltissimi tifosi italiani con più di 40-45 anni, divulgando materiale informativo negli stadi, oltre a una diffusione mediatica sulle principali testate italiane. È importante precisare, inoltre, che quando si parla di tifosi non ci si rivolge solo a un pubblico maschile; anche la donna, infatti, ha bisogno di mettersi al riparo dal rischio cardiovascolare».

Grazie a queste campagne di sensibilizzazione abbiamo imparato che piccole buone abitudini costanti di vita sono il primo reale contributo per salvare il proprio stato di salute. E allora stop al fumo e alla vita sedentaria, via allo sport e a una sana alimentazione! Prevenire è possibile!

Per ulteriori informazioni visitare il sito: www.tifaperiltuocuore.it

Giancarlo Capriglia

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