Sistema di soccorso lombardo potenziato: assegnati il 95% dei lotti per le nuove postazioni attive dal 2026
La nuova mappa regionale di AREU rafforza la distribuzione dei mezzi di emergenza e sostiene il ruolo delle associazioni di volontariato
(Milano, 06 dic. ’25) La nuova procedura di selezione delle postazioni di soccorso avviata da AREU segna un passo decisivo verso un sistema di emergenza-urgenza più solido, capillare e pronto a rispondere alle esigenze del territorio. Con il 95% dei lotti già assegnati, la Lombardia si prepara a inaugurare dal 1° gennaio 2026 un servizio potenziato, sostenuto da una mappa regionale aggiornata e da un’organizzazione che, pur attraversando le difficoltà note del volontariato, conferma una capacità di tenuta significativa.
Il potenziamento riguarda l’intera rete regionale: il nuovo bando ha infatti previsto 250 lotti, circa il 10% in più rispetto alle procedure precedenti. Ogni lotto può racchiudere una o più postazioni, per un totale di 356 presidi di soccorso distribuiti in modo più equilibrato sul territorio lombardo. Un incremento pensato per migliorare i tempi di risposta, rafforzare le zone più fragili e garantire un servizio uniforme, anche nelle aree periferiche.
I dati diffusi da AREU fotografano un risultato concreto: 209 lotti sono stati assegnati con la prima delibera e altri 22 con la seconda. A questi si aggiungono 7 lotti relativi a contratti già attivi con scadenza nel 2026, portando la copertura complessiva a 238 lotti su 250. Una percentuale superiore al 95% che conferma l’efficacia della procedura e la capacità del sistema di rispondere alle nuove esigenze organizzative. Per la parte rimanente, l’Agenzia sta già procedendo con le convocazioni necessarie per completare l’assegnazione nelle prossime settimane, attraverso soluzioni contrattuali adeguate.
Un punto centrale della riforma riguarda il ruolo del Terzo Settore. Il bando è stato costruito secondo quanto previsto dal Codice del Terzo Settore, che stabilisce una procedura riservata “in via prioritaria” alle organizzazioni di volontariato. Non si tratta di un appalto basato su tariffe o corrispettivi, ma su un modello di rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate. AREU anticipa semestralmente il 95% dei costi stimati per garantire alle associazioni la possibilità di mantenere attivo il servizio, mentre il saldo avviene a rendicontazione. Una modalità che tutela la sostenibilità delle realtà volontarie, in un contesto in cui il loro contributo resta essenziale ma sempre più complesso da garantire.
La Direzione di AREU sottolinea come, nonostante la crisi strutturale che tocca il volontariato in tutta Italia, la Lombardia abbia saputo preservare un sistema unitario, dove mezzi avanzati con medici e infermieri del Servizio sanitario regionale operano in sinergia con le associazioni di volontariato. Una collaborazione che rappresenta da anni uno dei punti di forza del modello lombardo di emergenza-urgenza e che il nuovo assetto punta non solo a mantenere, ma a rafforzare.
Secondo AREU, il 2026 segnerà un’ulteriore crescita del servizio, grazie alla maggiore disponibilità di risorse e a una distribuzione più omogenea delle postazioni su scala regionale. Un risultato che conferma l’impegno dell’Agenzia e della Regione nel garantire ai cittadini un sistema di soccorso efficiente, reattivo e basato su una rete di professionalità e volontariato che operano in modo integrato e coeso.
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