Affaire Bellaria, lavori per oltre 1,2 milioni per mitigare i rumori della Mapei |Gallery|

Il nuovo parere agli atti del comune ipotizza fra le altre cose, la costruzione di un nuovo muro di oltre 70 metri di lunghezza e 12 metri di altezza, per la salvaguardia dei residenti dall’inquinamento acustico

Una delle slide proiettate

Una delle slide proiettate Limiti di pressione sonora con tutti gli impianti attivati

Un muro di  lungo 70 metri  e alto  12 metri, e una serie di altri interventi sono necessari per  mitigare i numerosi rumori dello stabilimento Mapei di Robbiano di Mediglia. Ad affermarlo è una relazione dello Studio Architettura Gerosa,  presentato mercoledì 17 Giugno alla Conferenza ricognitiva indetta dal Comune di Peschiera Borromeo per trovare una soluzione all’inquinamento acustico presente nel nuovo quartiere di Bellaria. Una discussione infinita che si trascina da anni . Sotto accusa lo stabilimento Mapei di Robbiano di Mediglia reo secondo gli operatori, di provocare inquinamento acustico oltre il consentito. Alla Conferenza oltre  al Sindaco Zambon e l'Assessore Buzzella a fare gli onori di casa, erano presenti: il comune di Mediglia rappresentato dal suo primo cittadino Paolo Bianchi; la Mapei; l’Arpa; L’Asl; i costruttori del comparto. Assente la Città Metropolitana. Lo studio è stato commissionato dagli operatori : Idea Fimit Spa, Cooperativa San Giuseppe, Cooperativa Dante e Sviluppo Edilizio Srl. L’analisi ha preso in considerazione le problematiche, attraverso la costruzione di un modello che tenesse conto della propagazione del rumore dalle sorgenti inquinanti  fino ai ricettori (Le case n.d.r.). In particolare le criticità del comparto di Bellaria sono rilevate ai piani alti degli edifici più a Sud, l’edifico “P” e l’edificio “Q”. Il modello ha permesso di distinguere le singole sorgenti e i ricettori. Carlo Gerosa titolare dello Studio, ha sottolineato che nel realizzare lo studio  si è tenuto conto del peggiore scenario possibile, quando in realtà è ben difficile che tutte le fonti di inquinamento siano a regime tutte insieme.  L’obiettivo dello studio è quello di proporre tutte quelle soluzioni che consentirebbero  ai residenti del comparto di Bellaria di percepire rumori sotto la soglia dei 42 decibel. Il valore di emissione è riferito al livello di rumorosità prodotto dalla distinta sorgente disturbante che rappresenta la ragione del ipotizzabile inquinamento acustico.  La campagna fonometrica ha effettuato numerose misurazioni a  4 e a 21 metri di altezza. Le misurazioni per l’elaborazione dello studio sono state effettuate con l’assistenza dell’ Ing. Geppetti  referente della Mapei Spa.  L’area più problematica è quella del carico e scarico notturno delle merci, che svolgendo le operazioni a cielo aperto benché limitate nel tempo,  sono causa di intenso inquinamento acustico. In estate si arriva a quasi 8 scarichi per notte.  Poi la grande area a nord dove sono installati compressori e estrattori produce molto rumore. Per mitigare i rumori l’unica via percorribile è la cabinatura dell’edificio. Nello studio sono stati monitorate le varie fase del ciclo produttivo, le soluzioni prospettate aggiungono nuove problematiche a quelle esistenti e accertate da numerosi organi in precedenza. 
Per risolvere la situazione l’analisi del’Architetto Gerosa stabilisce che sarebbe necessario: sostituire la recinzione esistente sul confine nord dello stabilimento, con un muro alto 12 metri, lungo più di 70 metri, spesso 20 cm ; installare una barriera fonoassorbente sulla recinzione; installare una barriera fonoassorbente davanti all’attuale carico e scarico; ricostruire l’edificio dei compressori e degli estrattori con tecniche che ne limitino i rumori; piantumare con degli alberi di lungo fusto il confine fra Mediglia e Peschiera; installare un silenziatore su ogni camino; installare dei box per il filtraggio dei rumori in corrispondenza delle elettrovalvole; intervenire sulle finestrature del reparto produzione; sostituire 500 metri quadri di lucernai nei reparti produttivi con serramenti che garantiscano un basso impatto acustico. I costi previsti per l’intervento esclusa la progettazione esecutiva, gli oneri della sicurezza e l’I.V.A. sono di Euro 1.200.000 circa. In questa prima fase, i presenti si sono limitati a prendere atto di questo ulteriore contributo alle numerose perizie esistenti sul caso, e alla prossima conferenza ci saranno le controdeduzioni delle parti. Le sorgenti sonore devono rispettare i limiti attesi per le zone confinanti nelle quali l'attività dispiega i propri effetti. Un'attività inserita in zona industriale che confina con alcuni edifici dovrà rispettare i limiti di emissione propri delle aree vicine. Per cui, secondo gli studi e le perizie agli atti , i rumori della Mapei, oggi  sono oltre la soglia per il semplice motivo che li esiste un insediamento residenziale che prima non c’era. Qui la situazione si fa complicata: perché la Mapei e l’insediamento residenziale sono ubicati in due comuni diversi. Qual è il diritto che prevale? Quello della Mapei, insediata da decenni, o quello del Comune di Peschiera, di realizzare un insediamento residenziale in quella posizione?  Se ben ancora oggi non sia stata chiarita la scelta politica della ex Giunta Tabacchi, di realizzare un insediamento residenziale in quell’area, senza verificarne le possibili criticità emerse in seguito, resta il fatto che oggi  le case esistono, e sono abitate.  Ora il nodo da sciogliere, è quello di individuare a chi spetti l’onere dell’eventuale intervento prospettato da questa relazione? Vanno ripristinate le condizioni di sicurezza minime per i residenti del comparto e nello stesso tempo va tutelato il diritto a fare impresa, di una delle Società italiane più quotate al mondo. Per cui c’è da augurarsi che insieme ad una azione amministrativa trasparente da parte degli Enti interessati, i costruttori e Mapei trovino al più presto, un accordo per realizzare gli interventi di mitigazione.
Giulio Carnevale

1 commenti

Massimo Dani :
La prima riflessione mi induce a dire: deve pagare chi ha dato l'autorizzazione a trasformare un'area agricola in edificabile accanto ad un insediamento industriale già attivo da anni. Poi a chi ha dato l'autorizzazione a costruire case in quell'area inadatta per pericolosità e inquinamento acustico. E chi dovrebbe pagare? Tabacchi e la sua giunta. TUTTI nessuno escluso. Ottima l'idea del muro. Ma chi paga? IO NO. I costruttori? La Mapei? Decidano loro ma il comune NO!!!!! | domenica 28 giugno 2015 12:00 Rispondi

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