Il Patto di stabilità opprime i Comuni, ci vuole il coraggio di dire basta

Ammontano a 15 miliardi di euro i tagli imposti dallo Stato negli ultimi quattro anni ai Comuni, costretti a chiudere i bilanci con un saldo più alto rispetto ai servizi erogati. I lacci del Patto di Stabilità stanno mettendo in ginocchio tutte le Città italiane, chiamati dallo Stato a contribuire in modo forte al risanamento del debito pubblico.

Non basta chiudere il bilancio in pareggio, quest’anno Peschiera dovrà arrivare a fine anno con un saldo positivo di 3 milioni di euro. Con queste regole, i Comuni sono chiamati ad erogare meno servizi rispetto alle tasse versate dai cittadini. E’ un pessimo segnale in un Paese che dovrebbe garantire un livello di servizi adeguati a tutti i cittadini: è il primo diritto di ogni contribuente che paga le tasse.

Oggi, per colpa del Patto di Stabilità, le tasse non corrispondono ai servizi. Il Patto di stabilità è una livella uguale per tutti. Sono regole insostenibili, che non aiutano i Comuni dove sono stati eliminati gli sprechi e dove i soldi sono amministrati in modo oculato, lo stesso rigore viene chiesto a chi spreca e a chi eroga servizi di qualità.

Ai cittadini viene chiesto un sacrificio enorme: a Peschiera il giro di vite del Governo centrale pesa per 8 milioni di euro sulle casse comunali, di cui 5 milioni è la riduzione dei trasferimenti erariali imposti negli ultimi cinque anni e 3 milioni sono i soldi che quest’anno saremo costretti ad accantonare anziché investirlo sui scuole, strade, servizi sociali.

Il Patto di Stabilità blocca gli investimenti e anche quei Comuni che hanno disponibilità finanziaria si trovano penalizzati dai meccanismi del Patto. I Comuni devono tenere in equilibrio il bilancio e migliorare la performance del 15,7% rispetto alla spesa corrente degli ultimi tre anni e per noi questo significa dover necessariamente accantonare 3 milioni di euro che non potremo mai spendere.

Peschiera è un Comune che ha 37 milioni di euro accantonati, eppure si tratta di soldi che i cittadini possono vantare solo sulla carta perché sono congelati presso la Banca d’Italia, non producono interessi e non si possono spendere per graniture i servizi ai cittadini, migliorare la qualità della vita in Città e investire in nuove opere pubbliche. Lo impone lo Stato e noi dobbiamo stare a queste regole.

Come Sindaco, dico basta a queste regole antidemocratiche, che impongono gli stessi sacrifici ai Comuni spreconi e a quelli virtuosi. Ci vuole il coraggio di cambiare e lo possiamo fare oggi. Il prezzo pagato dai Comuni è troppo alto, noi Sindaci lavoreremo al fianco di Anci (l’Associazione nazionale dei Comuni Italiani) per chiedere allo Stato di rivedere le regole del Patto.

- I Governi nazionali devono smettere di difendere le banche e i poteri forti, a discapito di cittadini
- Bisogna avere il coraggio di tagliare gli sprechi, come abbiamo fatto a Peschiera negli ultimi quattro anni
- E’ necessario rivedere i vincoli del Patto, premiando la parte sana del Paese: premiare le amministrazioni comunali che lavorano bene significa creare vantaggi per i cittadini, basta imporre sacrifici a chi paga le tasse e non spreca

Il Sindaco
Antonio Salvatore Falletta

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