Il racconto di una grande esperienza solidale

Uno straordinario e grandioso progetto che, passo dopo passo, mattone dopo mattone, ha visto crescere in cinque anni una grande struttura, che consentirà ai bambini orfani di poter vivere dignitosamente, nel rispetto dei propri diritti e necessità. Chi ha seguito da vicino il percorso degli Amici del terzo mondo non può che rimanere colpito dalla dedizione con la quale questi volontari hanno impegnato il proprio tempo nella raccolta dei fondi, nell’acquisto dei materiali e nella concreta messa in opera del progetto: gli Amici non si sono infatti limitati a organizzare eventi di fund raising, ma si sono recati di persona in Guinea Bissau e, armati di martello, sega e trapano, hanno dato vita alla casa Bambaran. Il presidente dell’associazione Maurizio Cremonesi ci racconta come è nata l’idea di pubblicare il libro Casa de acolhimento Bambaran - La solidarietà dono e legame: «Eravamo tra di noi e stavamo guardando la raccolta di foto che abbiamo fatto in questi anni durante i viaggi. Ci siamo detti che poteva essere interessante raccoglierle in un volume e integrarle con le e-mail che ci siamo scambiati con i referenti in Guinea Bissau durante tutte le fasi del progetto. Così è nato il libro che, in 500 foto e numerose e-mail, è diventato il racconto dell’esperienza di vita di chi ha partecipato all’avventura».L’idea di realizzare una casa d’accoglienza per bambini orfani a Bor nasce dal vescovo di Bissau monsignor Josè Camnate na Bissign e trova in don Antonio Mastri, parroco di Bettola, la persona che darà l’avvio al progetto attraverso la nascita del gruppo Amici del terzo mondo di Peschiera Borromeo. La grandiosità dell’opera che si stava andando lentamente a realizzare non ha intimorito gli Amici che, con costanza, determinazione e tanta fede, hanno perseguito l’obiettivo fino all’aprile del 2011, quando la Casa Bambaran è stata inaugurata e ha accolto i primi piccoli ospiti. La casa d’accoglienza si distribuisce su una superfice di 3.000 metri quadri abitabili; è fornita di cucina industriale, lavanderia, dispensa, dormitori, infermeria, refettorio e una scuola dell’infanzia, il tutto circondato da un grande giardino. L’associazione, in questi cinque anni di attività, ha raccolto quasi 800 mila euro grazie all’organizzazione di cene benefiche ed eventi. La somma è stata interamente spesa e rendicontata, e se ne può prendere visione nel libro, per l’acquisto del container per il trasporto, degli arredi, del materiale per le opere murarie e gli impianti, e per i pannelli fotovoltaici. Grazie a due spedizioni all’anno, si sono alternati a Bor circa 30 volontari, che hanno messo a disposizione le proprie competenze professionali per guidare i lavoratori locali nella costruzione della struttura. Il presidente Cremonesi spiega: «I nostri amici idraulici, elettricisti e muratori, durante le spedizioni hanno realizzato la struttura e gli impianti, mostrando e insegnando alla manovalanza locale come poter procedere nei lavori e come occuparsi in futuro della manutenzione dello stabile». Attualmente Casa Bambaran accoglie 25 bambini, accuditi dalle suore della Congregazione Mariannite, e in previsione il numero potrebbe salire fino a 150: «Torneremo a febbraio per un ultimo viaggio dove installeremo i pannelli fotovoltaici che spediremo a novembre. Dopodiché l’attività dell’associazione si concentrerà sulla sensibilizzazione e promozione del sostegno a distanza: grazie a questo, i bambini potranno continuare ad avere tutto ciò di cui necessitano per la loro crescita. Non si tratta di adozione: il contributo delle famiglie italiane sarà un reale sostegno alla crescita. I bambini non saranno mai adottabili perché è importante che abbiano i mezzi per poter crescere e vivere nella loro terra e dare così una svolta alla drammatica situazione della Guinea Bissau» conclude Maurizio Cremonesi.L’esperienza di solidarietà vissuta in questi anni dagli Amici del terzo mondo di Peschiera Borromeo, è la concreta manifestazione del significato della parola solidarietà che, come citato nel libro, non si riduce a pura elemosina ma è un profondo legame fatto di doni vicendevoli: la bellezza della vita sta nel donarsi – Giovanni Paolo II. Per contribuire al progetto e acquistare il libro: www.a3m.it

Greta Montemaggi

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