Per la Giunta Zambon a Bellaria non c’è più pericolo, si può costruire la piazza; secondo l’ASL no, permangono tante criticità

L’ASL richiede una Perizia ulteriore per fugare ogni dubbio sulla presenza di rischi per la popolazione e i residenti

Proseguono sottotraccia gli atti amministrativi per la definizione della situazione relativa al PII di Bellaria. 7giorni è venuto a conoscenza di un carteggio tra il Comune di Peschiera Borromeo e l'ASL Provincia di Milano 2 con la richiesta a quest'ultima del parere definitivo sul progetto della nuova piazza pubblica da realizzare all'interno del nuovo complesso residenziale. L'edificazione della piazza, prevista dal Piano Integrato di Intervento era stata subordinata dalla precedente amministrazione guidata dal sindaco Antonio Falletta alla realizzazione, a cura dei costruttori, di un terrapieno atto a contenere eventuali esplosioni del deposito di perossidi della ditta Mapei Spa a difesa degli edifici già costruiti e della futura piazza. 
Di avviso diverso l'Amministrazione di Luca Zambon che ritiene di dover procedere con l'edificazione della piazza a completamento dell'insediamento residenziale. 
Questo il motivo della richiesta ad ASL di un parere definitivo alla sua realizzazione.

I presupposti della richiesta
In allegato alla richiesta vengono prodotti alcuni documenti, alcuni già noti, altri, complice forse la data di pubblicazione (1° agosto 2014 - ndr), sconosciuti alla cittadinanza e al Consiglio comunale. 
Il primo è il parere espresso nel luglio 2013 dal Comitato Tecnico Regionale (CTR) dei Vigili del Fuoco. Il Comitato, sulla piazza, ritiene di non dover esprimere nessun parere in merito alla coesistenza tra piazza pubblica e impianto industriale a rischio  presupponendo che tale valutazione dovrebbe già essere contenuta nell'adozione del Piano di Governo del Territorio (ex Piano Regolatore Generale) da parte del Comune. Inoltre, il valore di sovrappressione che graverebbe su quell'area in caso di esplosione sarebbe inferiore ai valori previsti dalla Legge perché il CTR sia chiamato a dare il proprio parere.
Il secondo è il parere del Ministero dell'Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Area armi ed esplosivi  in risposta ad un quesito posto dalla società che per conto di Mapei si occupa della sicurezza dello stabilimento di Mediglia circa lo stoccaggio e l'uso dei perossidi. Il direttore dell'Area Esplosivi del Ministero afferma che la detenzione e lo stoccaggio del perossido organico di dibenzoile non espongono Mapei alla necessità di disporre di Licenza di Pubblica Sicurezza fermi restando gli obblighi previsti dalla normativa sulla prevenzione incendi.
Infine, e in questo sta la vera novità, l'ordinanza del 31/07/2014 del Sindaco di Peschiera Luca Zambon, con cui viene annullata in autotutela  l'ordinanza contingibile ed urgente numero 67  emessa dal suo predecessore Antonio Falletta nel giugno del 2013.

L'ordinanza di annullamento
Il documento prende le mosse da ciò che l'ordinanza 67 imponeva agli operatori del PII di Bellaria e cioè "la presentazione entro 90 giorni di un idoneo progetto tecnico, previa verifica dell'efficacia del terrapieno esistente (nello stabilimento Mapei - ndr), finalizzato a garantire la sicurezza degli insediamenti residenziali e delle opere pubbliche previste all'interno del PII di Bellaria, di contenimento e riduzione dei rischi da esplosione del deposito di perossidi di cui allo stabilimento sito in area di proprietà di MAPEI SpA". L'ordinanza prevedeva che dopo l'approvazione del progetto, gli operatori avessero dovuto realizzare il terrapieno nel termine di 120 giorni onde "prevenire ed eliminare - si legge nell'ordinanza 67 - gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica". La richiesta della precedente amministrazione era suffragata  dalla perizia tecnica dell’Ing. Barone, dalla valutazione del CTR dei Vigili del Fuoco  e da una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale. 
Nella premessa dell’atto di annullamento viene anche richiamato che l'ordinanza è oggetto di impugnativa avanti al Tar della Lombardia da parte di tutti gli operatori del PII di Bellaria e che la stessa è  oggetto di riesame da parte dell'attuale Amministrazione comunale quanto ai presupposti giuridici e fattuali che portarono l'allora sindaco alla sua emissione. Seguono poi le motivazioni di annullamento dell'attuale Amministrazione comunale. "L'ordinanza 67 - recita il documento a firma del sindaco Luca Zambon - non risulta essere stata assunta nel rispetto dei presupposti di legge non ravvisandosi nella vicenda la sussistenza di una situazione di effettivo pericolo di danno grave ed imminente per la pubblica incolumità ... non risulta acquisito alcun elemento certo e tangibile circa la gravità ed imminenza del pericolo". E poi "a distanza di oltre un anno dall'adozione dell'ordinanza... non è accaduto alcunché di irreparabile e pericoloso". Queste motivazioni, secondo l'ordinanza di luglio 2014, sarebbero già sufficienti ad annullare l'ordinanza 67. Vengono successivamente esaminati i canoni di ragionevolezza e proporzionalità conseguenti all'ordinanza di Falletta che finirebbero "... per addossare agli operatori del PII di Bellaria oneri decisamente impropri e non proporzionali atteso che la fonte dei presunti rischi risiede ... nel deposito perossidi facente capo a Mapei SpA. ... anche in considerazione del fatto che il D. Lgvo n. 334/1999 impone al gestore dello stabilimento l'adozione delle misure idonee a prevenire i rischi per l'incolumità pubblica."
Infine, a sostegno della decisione di annullamento "... è ragionevole ritenere che la vicenda andava disciplinata e gestita dall'Ente (il Comune - ndr) con gli strumenti di amministrazione ordinaria (non quindi con un'ordinanza sindacale urgente e contingibile -ndr)”.

La risposta di Mapei all'ordinanza di annullamento
Mapei SpA in una nota dell'ottobre 2014 rigetta totalmente alcuni passaggi dell'ordinanza di annullamento. "Non può essere condiviso l'inciso - scrive Mapei - ... secondo il quale la fonte dei rischi, pur ritenuti presunti, sarebbe da individuare all'interno dell'insediamento produttivo ... di Mediglia della nostra Società ... e che sarebbe pertanto onere della scrivente provvedere alla rimozione". In un altro passaggio, Mapei rimarca che "come notorio, l'insediamento è da decenni ... preesistente all'edificazione del PII di Bellaria ... gli interventi di mitigazione ritenuti necessari ... devono essere posti esclusivamente a carico di coloro che hanno progettato di edificare tali edifici ... in stretta prossimità dello Stabilimento e senza effettuare le valutazioni ambientali imposte dalla legge..."

La risposta di ASL
L’ASL sulla questione assume una posizione attendista sottolineando che le affermazioni contenute nella richiesta “...non sembrano dirimere con totale ed assoluta certezza le questioni e si ritiene non vi sia la totale tranquillità per formulare un parere finalizzato ad autorizzare la struttura”. Nel prosieguo ASL si impegna a formulare una valutazione solo a patto che venga fornita una “perizia, ad opera di Istituto di chiaro ed inequivocabile prestigio e sicuramente al di sopra delle parti”. Infine specifica che l’intendimento della richiesta verte sulla seguente finalità: “non avere alcun dubbio nel superare la Perizia prodotta dall’ing. Barone considerandola eccessivamente prudente e cautelativa dal punto di vista degli effetti sulla popolazione”.

Non entriamo nel merito del contenuto dei documenti in quanto il lettore può autonomamente sviluppare una propria valutazione. Riteniamo però opportuno sottolineare quanto avevamo avuto già modo di scrivere all'inizio di questa vicenda e cioè che solo l'ampia diffusione delle scelte dell'Amministrazione comunale, in un'ottica di trasparenza assoluta, può garantire l'autenticità del cessato rischio per gli acquirenti delle case, per i cittadini e la totale riabilitazione degli operatori.

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