Dimensionamento scolastico: cosa succede a San Donato?

La Giunta aspetta una risposta da Provincia e Regione per sapere come organizzare le scuole in base alle disposizioni dettate dalla legge

San Donato si trova in una situazione anomala: oltre 3000 studenti suddivisi in tre circoli di scuole primarie (sei) e scuole dell’infanzia (altre sei) ma solamente due scuole medie (il plesso De Gasperi-Galilei).
Il problema si era già presentato per la giunta Dompè, appena la legge era stata approvata, ma, dopo proroghe e rinvii, sta ora al sindaco Andrea Checchi e all’assessore all’Istruzione Chiara Papetti risolverlo.
Nel giugno 2012 una sentenza della Corte Costituzionale (n. 147) ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo del decreto sul dimensionamento (poi convertito nella legge 111/2011), osservando che la rete scolastica e il dimensionamento degli istituti costituiscono “materia che non può ricondursi nell’ambito delle norme generali sull’istruzione”. Allo Stato, dunque, spetta soltanto determinare i principi fondamentali: “l’aggregazione negli istituti comprensivi, unitamente alla fissazione della soglia rigida di 1000 alunni, conduce al risultato di ridurre le strutture amministrative scolastiche ed il personale operante all’interno delle medesime, con evidenti obiettivi di risparmio; ma, in tal modo, essa si risolve in un intervento di dettaglio, da parte dello Stato, in una sfera che, viceversa, deve rimanere affidata alla competenza regionale”
La palla è passata quindi a Regione Lombardia che però, il mese seguente, ha approvato in toto la legge proposta dallo Stato.
Da quel momento l’Amministrazione comunale si è messa in moto per trovare una soluzione condivisa da tutta la comunità: si sono svolti nuovi incontri con dirigenti scolastici, presidenti dei Consigli d’Istituto e circolo, genitori, capigruppo di tutte le forze politiche sandonatesi.
Ne è emersa la volontà di creare due istituti comprensivi di circa 1150 studenti ciascuno, comprendenti l’intero ciclo didattico (materna, elementari e medie), e un circolo didattico da 800 alunni costituito dai plessi di Poasco, via Di Vittorio e via Greppi: questo perché a San Donato non vi è una terza scuola media e non ne è in programma la costruzione, né tantomeno la riapertura di quella di via Parri chiusa nel 2003 per le poche iscrizioni e per problemi di integrazione.
Questa la proposta inviata il 24 settembre alla Provincia che, il 15 ottobre, l’ha respinta «in quanto non rispetta linee e criteri approvati dalla Regione», come comunicato da Marina Lazzati, assessore all’Istruzione e all'Edilizia scolastica. 
A seguito dell’inaspettato parere negativo, il Comune di San Donato si è trovato costretto a rimodulare la proposta. Due le ipotesi sul piatto: o una suddivisione in due maxi-istituti facenti capo alle due medie con più di 1500 studenti l’uno, oppure la creazione di tre istituti comprensivi grazie alla suddivisione in due unità distinte della scuola media De Gasperi (da 4 sezioni l’una).
Sul piede di guerra, mamme e professoresse hanno tuonato: «Non si può dividere una scuola in due, né avere due maxi-plessi! Enormi le difficoltà di gestione, si vivrebbe nel caos per anni».
«Chiediamo che si arrivi a una suddivisione che dia la possibilità a tutti di avere un’istruzione valida e una preside presente» ha dichiarato Laura Moraghi, presidente uscente del Consiglio di Istituto per i genitori.
Il 5 novembre, allora, il Comune ha inoltrato nuovamente a Provincia e alla Regione la proposta del 24 settembre (2 istituti comprensivi + un circolo didattico): «Siamo fermamente convinti - dichiara l’assessore Papetti - che la soluzione migliore per il nostro sistema scolastico sia questa; pur consapevoli del fatto che la proposta non risponde a pieno delle disposizioni di legge confidiamo che Provincia e Regione concedano una deroga».
«Mi auguro che sia possibile approvare la soluzione dei due istituti comprensivi e del circolo didattico senza scuola media - dichiara Fiorita Tirone, dirigente scolastica del 2° circolo nonché reggente del plesso De Gasperi-Galilei -: è la più ragionevole dal punto di vista burocratico e didattico-pedagogico, e risponde ai criteri di risparmio, tagliando una dirigenza (da 4 si passerebbe a 3). Per garantire un miglior funzionamento della scuola bisogna tenere conto della realtà locale e delle esigenze del territorio, la legge regionale è inadeguata».
Anche l’opposizione condivide la proposta: «Chiediamo una deroga» viene fatto sapere durante un incontro tenutosi in sala consiliare il 23 novembre.
Si attende ora la nuova risposta della Provincia e di Regione Lombardia; intanto, è fissato per oggi l'incontro tra il sindaco Checchi e l'assessore Papetti con l'assessore regionale all'Istruzione Valentina Aprea. 
Francesca Tedeschi

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