I lavori di bonifica dall'amianto preoccupano i sandonatesi

L’amianto o asbesto è un elemento molto comune in natura: per le sue particolari caratteristiche è stato per molto tempo utilizzato nella coibentazione degli edifici, tetti e pavimenti.

L’amianto è altresì un elemento estremamente pericoloso: le polveri contenenti fibre d’amianto, se respirate, possono causare gravi patologie come l’asbestosi e il tumore.
A San Donato Milanese, proprio in questi mesi sono stati avviati lavori di bonifica riguardanti la rimozione dell’amianto utilizzato per la coibentazione delle tubature del teleriscaldamento, realizzate prima del 1975. Le bonifiche, che prevedono il completamento entro il 2016, sono attualmente concentrate in via Ravenna e in via Cornegliano, nel quartiere di Metanopoli, dove diversi cittadini che abitano in questa zona hanno notato con preoccupazione alcuni sacchi bianchi contenenti l’amianto rimosso. «Si tratta di attività delicate che richiedono tempo – afferma Andrea Battocchio, assessore alle Politiche Ambientali del Comune di San Donato – e che si stanno portando avanti cercando di causare il minor disagio possibile ai residenti della zona, cosa facilitata dal fatto che i tubi sono posizionati all’interno di cunicoli posti sotto i marciapiedi e non sulla carreggiata stradaleI sacchi con ben evidente l’etichetta “amianto” sono utilizzati per raccogliere l’amianto asportato, ma non vi è motivo di preoccupazione in quanto i controlli sull’operato dell’azienda che si sta occupando della bonifica sono molto stringenti – come sempre quando si parla di sostanza  ed eseguiti direttamente dall’Asl».

 Il tema dell’amianto è tornato al centro del dibattito istituzionale, politico e socio-sanitario, soprattutto dopo l’approvazione in Consiglio Regionale lombardo della Legge n. 14 del 31 luglio 2012 “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 29 settembre 2003, n. 17 (norme per il risanamento dell’ambiente, bonifica e smaltimento dell’amianto)”, promossa dal consigliere del PD Giuseppe Villani. La legge che affronta l’emergenza sanitaria e ambientale, prevede la necessità di procedere alle bonifiche per il completo smantellamento e il conseguente smaltimento dell’amianto: solo in Lombardia si stima (a ribasso) che siano presenti 3 milioni di metri cubi di materiale. Un altro punto molto importante riguarda il problema dello smaltimento: si devono prediligere discariche di piccole dimensioni, autosufficienti e calibrate sul livello provinciale, sempre con il consenso dei territori. Sono previste inoltre politiche a sostegno di soggetti colpiti da malattie e finanziamenti per la bonifica degli edifici (con l’agevolazione per la sostituzione dei tetti in amianto con tetti fotovoltaici). Il PRAL (Piano Regionale Amianto Lombardia) prevede l’eliminazione di tutto l’amianto presente nella nostra Regione entro il 2016 e la graduale obbligatorietà per la bonifica dell’amianto dagli edifici pubblici e privati.

Vanja Colia 

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