La realizzazione del Sesto Palazzo Uffici Eni preoccupa i cittadini. Il PD è dalla loro parte

In sostanza, il maxi piano elaborato, per un esborso complessivo di circa 260 milioni di euro, prevede la costruzione di una vera e propria cittadella, a ridosso di piazza Supercortemaggiore e lungo via de Gasperi, estesa per circa 73mila mq, dotata di 40mila mq di parcheggi interrati, 4mila mq di verde e capace di ospitare oltre 3500 dipendenti. Questa operazione, che è ritenuta dall’Amministrazione Dompè come un passaggio storico per lo sviluppo di San Donato, ha invece incontrato il dissenso del Partito Democratico che, il 13 gennaio, ha indetto una assemblea pubblica, volta a chiarire quelle che, a detta dei suoi vertici cittadini, sarebbero le reali ricadute di un simile intervento. In tale sede, il PD ha anzitutto precisato di non essere contro Eni, apprezzandone invece la volontà di tornare a investire massicciamente a San Donato. Le preoccupazioni fondamentali, invece, riguardano il fatto che, da tutto ciò, l’Amministrazione abbia ottenuto per la città assai pochi benefici, sia in termini economici che urbanistici, a fronte invece di un significativo risparmio per Eni. Il primo punto contestato concerne, anzitutto, gli ampi parcheggi sotterranei: secondo il PD, infatti, Eni li realizzerà per poi cederli al Comune, anziché pagare i dovuti oneri di urbanizzazione di 15 milioni di euro. Così, non solo la città se ne accollerebbe le spese di gestione, non percependone neppure l’Ici in quanto opere di proprietà comunale, ma i sandonatesi non potrebbero usufruirne, trovandosi essi all’interno di un area ad accesso limitato. Altro elemento discusso è stato quello relativo alle aree verdi: Eni, sostiene il PD, ne realizzerà soltanto 4.000 mq frazionati in diverse porzioni, a fronte dei 40.000 previsti dal Piano Regolatore. Tuttavia, a compensazione di ciò, la Società cederà al Comune un’area di 150.000 mq in zona Monticello che, evidenzia il Partito, è un’area residuale, inedificabile perché collocata nel Parco Agricolo del Sud Milano, presso lo Scolmatore e sotto il cono aereo di Linate, e che, sostiene il PD, già da tempo Eni avrebbe cercato di vendere senza successo. Sono poi state analizzate altre opere aggiuntive, quali l’installazione di alcune rotonde e, soprattutto, la sistemazione della piscina e della pista di atletica dell’ex centro sportivo Snam: il PD sostiene che Eni abbia ottenuto che i figli di tutti i suoi dipendenti possano usufruire gratis, per i prossimi 5 anni, dei centri estivi organizzati presso il polo sportivo. Oltre a ciò, il PD ha contestato al Sindaco che, a differenza di quanto sostenuto, tutta l’operazione non produrrà nuova occupazione, prevedendo invece lo spostamento in massa dei dipendenti Eni dall’attuale Quinto Palazzo Uffici che, tra l’altro, rimarrebbe completamente vuoto. Alla luce di tutte queste riflessioni, quindi, il PD vuole spingere più cittadini possibile a fare pervenire all’Amministrazione le proprie osservazioni sul progetto, usufruendo dei due mesi previsti dalla legge, prima della definitiva approvazione del piano.

Alessandro Garlaschi

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