Mario Dompé a ruota libera sulle vicende del ex parco Snam

San Donato Milanese : Comunicato stampa del 31 Agosto 2009

Cari concittadini,  vorrei sgombrare il campo da possibili gratuite illazioni circa le problematiche relative alla gestione del parco sportivo Metanopoli, e informarvi, al di là di ogni polemica, sulla travagliata vicenda che coinvolge uno dei fiori all’occhiello della nostra città.   Nel rivolgermi a voi, voglio chiarire che per la Giunta è prioritario risolvere la questione nell’interesse di quanti lavorano presso le strutture, di coloro che quotidianamente utilizzano gli impianti e, più in generale, di tutta la cittadinanza.

Subito dopo il mio insediamento come sindaco, nel giugno del 2007, il presidente del collegio dei revisori della Sportiva Metanopoli, segnalò all’amministrazione comunale la drammaticità della situazione in cui versava la gestione degli impianti. In particolare, nella sua nota si sosteneva che «L’attività operativa della associazione, se pur lodevole sotto l’aspetto sociale, continua ad accumulare perdite, tanto da aver ormai azzerato il patrimonio/fondo di dotazione (lasciato da Eni, ndr), mentre la gestione finanziaria si regge solo esclusivamente sulla sospensione dei pagamenti alla società che eroga i mezzi di servizi».  A tutela degli interessi della comunità, a seguito di questa segnalazione e dell’evidente stato di precarietà in cui versavano le strutture, nel settembre del 2007 avviammo con la massima urgenza la verifica dello stato di attuazione degli obblighi contrattuali previsti nella concessione affidata alla società Gism srl per la “Riqualificazione ed adeguamento e gestione degli impianti sportivi di via Caviaga e via Maritano (ex Snam)”.   Dopo innumerevoli sopralluoghi realizzati negli impianti, il quadro delineato dai tecnici comunali mise in evidenza i notevoli ritardi nella progettazione e realizzazione delle opere previste nella concessione. I fatti riscontrati ci imposero di approntare un’ordinanza per intimare al concessionario di adempiere agli obblighi contrattuali.  A dimostrazione della nostra disponibilità a trovare una soluzione condivisa, Gism ci chiese e ottenne una proroga di trenta giorni del termine da noi indicato per l’adempimento di quanto previsto dal contratto. Alla richiesta fu allegata la documentazione relativa agli interventi effettuati fino ad allora presso le strutture. Dalla puntuale analisi della documentazione presentataci, tuttavia, risultò una situazione che, di fatto, coincideva con la relazione dettagliata stilata dai nostri tecnici. Non si registrava dunque alcun progresso circa l’adempimento degli impegni contrattuali, e quindi avviammo la verifica delle consistenze degli immobili, azione preliminare della revoca della concessione.
 A tutela del concessionario e nell’ottica di mantenere aperto il dialogo e la collaborazione con lo stesso, chiedemmo di poter procedere a questa verifica attraverso un esame congiunto. La nostra richiesta ottenne risposta negativa.   L’impossibilità di portare avanti un confronto costruttivo e l’incapacità di Gism di approntare un piano di recupero della gestione degli impianti, nel giugno del 2008, ci spinsero a inviare al concessionario la declaratoria di decadenza della concessione. Da allora il gestore ha iniziato una battaglia legale e mediatica che sta comportando un’inutile dispendio di tempo ed energie senza che a ciò consegua un miglioramento della situazione del parco, anzi con ulteriore aggravamento dello stato degli impianti.   Il 28 luglio 2009 il TAR Lombardia ha fissato per il 23 settembre l’udienza di discussione del ricorso presentato da Gism.   Ogni giorno registriamo con tristezza il progredire dello stato di abbandono del parco e la scarsissima manutenzione degli impianti. Questa situazione è sotto gli occhi di tutti ed è tanto drammatica da essere culminata, di recente, nella chiusura delle piscine e nell’impossibilità di garantire un adeguato servizio di sorveglianza che lascia le strutture in uno stato di totale vulnerabilità e che ha permesso il succedersi di numerosi atti di vandalismo.   Il Comune, in attesa che il Tar si esprima in merito al ricorso presentato dal concessionario, purtroppo, non ha possibilità di intervenire direttamente per salvaguardare gli impianti.    Noi non intendiamo tuttavia assistere impotenti a questo sfacelo. In quest’ottica, stiamo consultando i nostri tecnici e i nostri legali per cercare di anticipare i tempi e portare a compimento la strategia per rientrare in possesso delle strutture in modo da interromperne il progressivo deperimento.  L’attuale fallimentare esperienza di gestione è sotto gli occhi di tutti. Siamo fermamente convinti che debba essere archiviata definitivamente per il bene della città.  Concludendo, voglio assicurarvi che l’impegno della Giunta, una volta che il Comune tornerà in possesso degli impianti, sarà finalizzato a rilanciare le strutture e a far tornare il parco sportivo di Metanopoli un vero patrimonio per la città e per tutti i sandonatesi.

 Il?Sindaco
Mario Dompè

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