Omicidio-suicidio al comando di polizia locale: il Comune di San Donato condannato a risarcire la vedova di Massimo Iussa
Il Tribunale civile di Milano ha riconosciuto la responsabilità dell’ente per la tragedia del 2017: dovrà versare circa 360 mila euro
Nel riquadro da sinistra: Massimo Iussa e Massimo Schipa
15 settembre 2025
Nei giorni scorsi il Tribunale civile di Milano ha emesso una sentenza destinata a riaprire una ferita profonda nella comunità di San Donato Milanese. A otto anni dall’omicidio-suicidio che sconvolse il comando della polizia locale, il Comune è stato condannato a risarcire con circa 360 mila euro la vedova di Massimo Iussa, il vicecomandante ucciso il 29 giugno 2017 dal collega Massimo Schipa, che subito dopo si tolse la vita.
La sentenza e le motivazioni
Il giudice Francesco Ferrari, accogliendo le tesi dei legali della parte civile, ha riconosciuto l’ente come responsabile civile ai sensi dell’articolo 2049 del Codice civile. Nella motivazione si evidenzia il legame diretto tra il ruolo ricoperto dall’agente Schipa e il dramma consumato: l’omicidio fu commesso con l’arma d’ordinanza, nei locali del comando e durante l’orario di servizio, come tragico epilogo di un conflitto lavorativo che si trascinava da tempo.
Un clima di tensione che durava da tempo
Secondo le testimonianze raccolte, il rapporto tra i due colleghi era da tempo segnato da frizioni legate a turni, straordinari e denunce di mobbing. Proprio una discussione di servizio avrebbe preceduto l’esplosione di violenza in cui Schipa sparò un colpo mortale al petto del suo superiore, per poi rivolgere l’arma contro se stesso. Entrambi morirono poco dopo il ricovero in ospedale.
Le responsabilità del Comune
Il comando dei vigili urbani si trova nello stesso stabile del Municipio. Per i giudici, l’ente avrebbe dovuto vigilare meglio sul contesto critico, pur senza poter prevedere l’esito estremo della vicenda. La sentenza richiama l’articolo 2087 del Codice civile, che impone al datore di lavoro obblighi di tutela sulla sicurezza, anche con riferimento a valutazioni periodiche sullo stress lavoro-correlato e sull’idoneità psicofisica all’uso delle armi.
Il risarcimento
Il Comune è stato quindi condannato a risarcire la vedova Iussa per i danni morali e materiali, oltre alle spese legali. La decisione riguarda il primo grado di giudizio, ma segna un punto fermo sul riconoscimento delle responsabilità civili dell’ente per la tragedia che segnò in modo indelebile la storia di San Donato.
15 settembre 2025
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