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Trovato morto sui binari a San Donato: è ancora un uomo senza nome

Nessun documento addosso alla vittima rinvenuta a 150 metri dalla stazione: l’identificazione passerà dalle impronte digitali. Ipotesi overdose

Un corpo senza identità, disteso accanto alla massicciata ferroviaria. A San Donato Milanese, a circa 150 metri dalla stazione, lunedì 9 gennaio poco prima delle 18 è stato rinvenuto il cadavere di un uomo di circa quarant’anni. Non aveva con sé documenti, né effetti personali utili a risalire alla sua identità. Per questo motivo, al momento, resta un uomo senza nome. Sul posto sono intervenuti i soccorritori della Croce Rossa e l’automedica, ma all’arrivo dell’equipe sanitaria il decesso era già avvenuto da tempo. Gli agenti della Polizia ferroviaria hanno immediatamente avviato gli accertamenti: le impronte digitali sono state acquisite e verranno confrontate con le banche dati anagrafiche per tentare di dare un’identità alla vittima. Alcuni frequentatori abituali della zona, in particolare persone con problemi di tossicodipendenza, avrebbero riferito agli investigatori un possibile nome o soprannome. Si tratta però di indicazioni ancora prive di riscontro ufficiale. Le prime verifiche non hanno evidenziato segni di violenza né elementi compatibili con un investimento ferroviario. L’ipotesi più accreditata è quindi quella di un malore improvviso, verosimilmente legato all’assunzione di sostanze stupefacenti poco prima del collasso. Saranno gli esami medico-legali a stabilire con certezza le cause della morte. Il ritrovamento riporta l’attenzione su un’area da tempo considerata critica, nel corridoio che collega San Donato a Rogoredo, zona di confine dove si concentrano fenomeni di spaccio e marginalità sociale. Intanto, per l’uomo trovato senza vita, la priorità resta una sola: restituirgli un nome.