La Giunta del sindaco Greco rischia il crollo

Una crisi che ha dilaniato non solo la Giunta, ma anche il Partito Democratico. Dopo la sospensione dell’ex sindaco Toni e del consigliere Cristina Tosi, i  vertici del PD regionale si schierano con la Greco. A Franco Mirabelli, consigliere alla regione Lombardia, l’arduo compito di rimettere insieme i cocci di un partito dilaniato fin dalle elezioni dello scorso anno nel suo interno da una lotta senza quartiere. Lucia Salvato, storico punto di riferimento della sinistra locale, ha rassegnato le dimissioni dal Pd e da tutte le cariche ricoperte all’interno della federazione. Come se non bastasse, il vice-sindaco Cristian Stefanoni qualche giorno fa, in aperto contrasto con il Sindaco, si è anche lui dimesso. Prevedibile atto politico, dopo il muro contro muro fra i toniani e il Sindaco. Lo scivolone della Giunta, cominciato con la non approvazione dell’equilibrio di bilancio, ha di fatto sollevato il coperchio a una pentola che ribolliva da più di un anno. Cosa ci sia dietro è veramente difficile dirlo. Sicuramente gli intrecci dell’ex-sindaco Toni con i meccanismi dell’Amministrazione si sono rivelati ingombranti. Il Sindaco, da parte sua, va a testa alta, non ha ceduto alle pressioni esterne e per mancanza di piena fiducia ha preso decisioni con il suo entourage, creando malumori nei suoi alleati.
Ora il Prefetto ha dato alla Greco una seconda possibilità; a giorni sarà convocato il Consiglio comunale, che difficilmente potrà vedere una collegialità di intenti sul bilancio d’equilibrio, il quale, se non dovesse essere approvato da una nuova maggioranza, vedrebbe il Comune commissariato.
Il Sindaco di San Giuliano Milanese vuole andare fino in fondo per rispetto degli elettori: «purtroppo, ho vissuto questo periodo - ci spiega il primo cittadino - con il rammarico di non potere avere potuto fare di più. Prima Genia e i suoi debiti, arrivati a 70 milioni di euro, poi la fuoriuscita dal patto di stabilità, tutte situazioni difficili da gestire, che la mia Amministrazione si è trovata sulle spalle». Ma cosa ne pensano i cittadini di San Giuliano di tutto questo? Lo chiediamo a Stefano Dornetti, candidato sindaco della coalizione Lega-Pdl alle scorse elezioni: «è imbarazzante il fatto che molti cittadini non sappiano cosa stia succedendo nel palazzo, ma percepiscano l’abbandono crescente a cui la loro città va in contro giorno dopo giorno. Ci fermano per strada, raccomandandoci di segnalare i numerosi disservizi che subisce la comunità.  Nasce da queste semplici considerazioni - continua l’esponente del Carroccio - il nostro no secco all’equilibrio di bilancio; si è fatto troppo poco in quel bilancio per le esigenza dei nostri cittadini. Basti pensare, per esempio, che sono stati tagliati 66mila euro alla cultura per spostarli nelle consulenze legali. Quindi voteremo no, anche al prossimo consiglio comunale, per il bene della nostra città». Continuando a colloquiare con Stefano Dornetti, cerchiamo di capire quali siano le reali motivazioni interne al PD per fare commissariare una città a soli 15 mesi dalle elezioni. Dornetti sorride, ammicca, dice mezza parola, e poi replica: «stiamo cercando di capirlo, appena ne avremo la certezza sarete i primi a saperlo».

Giulio Carnevale

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