Arrestato un marocchino domiciliato in comunità a San Zenone al Lambro: trovato con una pistola Beretta calibro 9, eroina, 14 cellulari, 2 pc e contanti

Il 34enne era già ai domiciliari: i Carabinieri di Corsico lo hanno fermato con un’arma con matricola abrasa, droga, denaro e materiale elettronico

La cronaca in pillole

- Data dell’arresto: pomeriggio di venerdì 11 ottobre 2025
- Luogo del fermo: Lissone (provincia di Monza e Brianza)
- Reparti intervenuti: Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Corsico, con il supporto delle Stazioni di Corsico e Trezzano sul Naviglio e dell’Arma locale
- Soggetto arrestato: cittadino marocchino di 34 anni
- Domicilio: comunità di San Zenone al Lambro (Milano)
- Misura preesistente: arresti domiciliari, aggravati con nuova ordinanza di custodia cautelare
- Materiale sequestrato:
- pistola Beretta calibro 9x21 con matricola abrasa e caricatore con colpi inseriti
- circa 5 grammi di eroina
- 750 euro in contanti di provenienza non giustificata
- 14 telefoni cellulari di varie marche
- 2 personal computer
- Luogo di detenzione successivo: Casa Circondariale di San Vittore (Milano)
- Autorità competente: Autorità Giudiziaria di Milano


Nel pomeriggio di venerdì 11 ottobre, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Corsico, con il supporto delle Stazioni di Corsico e Trezzano sul Naviglio e dell’Arma locale, hanno tratto in arresto a Lissone (Monza e Brianza) un cittadino marocchino di 34 anni, domiciliato presso una comunità di San Zenone al Lambro (Milano), dove si trovava agli arresti domiciliari. L’uomo, già censurato e ricercato poiché destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare per aggravamento della misura in atto, è stato sorpreso in possesso di una pistola Beretta calibro 9x21, con matricola abrasa e caricatore contenente alcuni colpi.

La scoperta a seguito della perquisizione

Durante la perquisizione personale e domiciliare, i militari hanno rinvenuto e sequestrato circa 5 grammi di eroina, 750 euro in contanti – di cui il 34enne non ha saputo giustificare la provenienza – 14 telefoni cellulari di varie marche e due personal computer. Il materiale è stato sottoposto a sequestro per consentire agli inquirenti di svolgere ulteriori accertamenti, volti a chiarire eventuali legami con attività di spaccio o altre condotte illecite.

Dai domiciliari al carcere di San Vittore

L’uomo, già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari presso una struttura di accoglienza a San Zenone al Lambro, era ricercato da giorni a seguito dell’emissione di un provvedimento di aggravamento della misura cautelare, disposto dall’Autorità Giudiziaria. L’arresto, avvenuto in flagranza di reato, ha permesso di porre fine alla sua latitanza.

Dopo le formalità di rito, il 34enne è stato tradotto presso la Casa Circondariale di San Vittore, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria milanese. Le indagini proseguono per ricostruire i suoi spostamenti e verificare le ragioni che lo avevano portato lontano dalla comunità dove avrebbe dovuto scontare la misura restrittiva.

Una presenza sotto osservazione

L’episodio riaccende l’attenzione sul tema della gestione dei soggetti sottoposti a misure alternative alla detenzione, in particolare quando vengono ospitati in comunità terapeutiche o centri di accoglienza all’interno di piccoli comuni come San Zenone al Lambro. Le forze dell’ordine stanno verificando eventuali responsabilità o omissioni nella vigilanza, mentre la Prefettura di Milano è stata informata dell’accaduto per gli approfondimenti del caso.