«Ricostruzioni fuorvianti sulla violenza in stazione»: il Comitato Pendolari denuncia gravi criticità di sicurezza a San Zenone
Dopo l’aggressione alla 18enne, il Comitato Viaggiatori e Pendolari del Sud-Milano e Lodigiano precisa che il luogo dell’episodio «non è una stradina isolata di campagna, ma in piena stazione» e avverte: «Siamo davanti a un’area che dovrebbe essere controllata e sicura, e invece rappresenta un potenziale pericolo per i pendolari»
Stazione San Zenone al Lambro
Vegetazione fuori controllo e telecamere inutili
Il Comitato sottolinea che l’accesso alla stazione da Ceregallo è «un vero e proprio far west», con verde incolto che crea nascondigli naturali e favorisce l’azione indisturbata di malintenzionati. Secondo quanto riportato, la manutenzione del parcheggio a pagamento sembrerebbe essere di competenza comunale, ma anche se fosse diversamente, «spetterebbe comunque al Comune vigilare e intimare la corretta manutenzione a chi di dovere». La situazione è aggravata dalla presenza di vegetazione spontanea decennale che ha addirittura «inghiottito due transenne di lavori in corso mai rimosse».
Il Comitato segnala inoltre che, se le indagini confermassero come punto della violenza il grande fico spontaneo presente nell’area, questo rappresenterebbe un problema aggiuntivo: oltre a quell’albero, poco più avanti si trova un’altra pianta altrettanto grande che ostacola completamente la visuale della telecamera. «Un verde manutenuto a prato, come in origine, o sostituito da ulteriori parcheggi, avrebbe probabilmente permesso alla telecamera di riprendere e, soprattutto, reso più difficile per il colpevole agire indisturbato».
Accessi pedonali pericolosi e assenza di percorsi protetti
Altro nodo critico è la sicurezza dei pedoni. L’accesso finale alla stazione, con una curva a gomito, avviene direttamente in mezzo alla strada, senza alcun percorso pedonale protetto né una segnaletica orizzontale che tuteli chi a piedi raggiunge il binario. Una condizione che, per il Comitato, «non può più essere ignorata dalle istituzioni».
Pattugliamenti assenti e richiesta di collaborazione tra enti
Il Comitato Pendolari giudica insufficiente anche la presenza di vigilanza nell’area: «Ci pare poco lenitiva la presenza dei soli Carabinieri in pensione — senza offesa — che peraltro non vediamo mai nelle fasce orarie dei pendolari». Viene sottolineata invece la maggiore efficacia dei pattugliamenti congiunti visti a San Donato e San Giuliano, dove 3-4 auto delle Polizie Locali consorziate operano insieme per garantire sicurezza salendo e scendendo dai treni.
«Serve un approccio simile anche qui — scrive il Comitato —. Coinvolgiamo gli altri Comuni lungo la tratta, le due Province, le due Questure e le due Prefetture. Solo così potremo davvero riabilitare il treno come mezzo ecologico, economico e sicuro».
Criticità segnalate da oltre dieci anni
Il comunicato si chiude con un appello deciso: «Nella stazione di San Zenone non è solo “colpa della gente”! Noi, come Comitato Pendolari, segnaliamo puntualmente da oltre dieci anni le carenze di sicurezza di questa stazione: mancano telecamere nei punti critici di entrambi i parcheggi e nel sottopasso Emilia, il verde è mal manutenuto e le pattuglie non sono mai visibili negli orari dei pendolari».
Il Comitato conferma che continuerà a monitorare la situazione e a segnalare pubblicamente le criticità, con l’obiettivo di ottenere interventi concreti da parte delle istituzioni.
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