Caso "Boffalora": scade la fideiussione, dito puntato contro la maggioranza. Parla l'opposizione

Forti polemiche e pesanti accuse, dito puntato contro sindaco, giunta e consiglieri di maggioranza per la vicenda “Boffalora”. Il progetto edificatorio, approvato nel lontano 2005, di Milano Santa Monica – più conosciuto col nome “Boffalora” -, lungo la via Di Vittorio a Segrate (una area di 300mila metri quadrati tra la via Cassanese e la Padana Superiore su cui sarebbe dovuto sorgere il quartiere modello), fatta eccezione per i primi tre lotti costruiti, resta ancora un cantiere in sospeso.

Alla notizia che le fideiussioni a garanzia – circa 24milioni di euro per le opere pubbliche – sono scadute, si sono scatenate le ire dell'opposizione. «Incompetenti! Questo è l’unico aggettivo adatto a definire gli attuali amministratori del nostro Comune – si legge nel comunicato stampa a firma del Gruppo consiliare del Partito Democratico di Segrate - che, solo grazie alla mozione che il Partito Democratico ha presentato qualche settimana fa, hanno confessato l’inconfessabile: il Comune di Segrate non può più incassare i 24 milioni di euro (si, avete letto bene) che dovevano servire per completare i lavori pubblici nel quartiere Boffalora. Ma com’è possibile? Dal lontano 2005 si discute di una fideiussione, che avrebbe dovuto essere solida garanzia per il Comune e i cittadini, per tutte quelle opere pubbliche essenziali nella realizzazione del progetto adottato. Dopo un lungo letargo, durante il quale tali fideiussioni scadono nel silenzio generale, l'amministrazione si ridesta bruscamente grazie alla nostra richiesta come Partito Democratico di escutere il denaro per completare almeno le opere mancanti per il comparto realizzato. Colpo di scena! Le fideiussioni , oltre a non essere più valide, in quanto scadute dal 15 marzo 2014 e non rinnovate, sono state rilasciate da un istituto che non aveva le credenziali per farlo! Ne consegue una situazione paradossale che lascia coloro che hanno avuto l’ardire di fidarsi di questa avventata amministrazione con il cerino in mano e gran parte delle opere standard a scomputo oneri irrealizzate! Perché l’Amministrazione comunale non ha controllato prima che chi ha emesso le fideiussioni avesse i titoli per farlo? Perché non li ha obbligati a rinnovarle prima della loro scadenza? Parliamo di una cifra enorme per una città come Segrate (pari a circa 2/3 del Bilancio Comunale), tale da far tremare le vene ai polsi a ogni singolo consigliere comunale di maggioranza. La commissione speciale (a costo zero per le casse del Comune), voluta anch’essa dal PD, ha quantomeno ottenuto che venisse fatta una urbanizzazione minima per gli unici 3 lotti realizzati (dei 24 previsti) inerentemente a strade, parcheggi e illuminazione pubblica. Già da allora avevamo evidenziato tutte le problematiche sorte in quel poco che era stato costruito (evidentemente… male! visto l’allagamento dei box interrati), chiedendo che si procedesse immediatamente sanando prima di tutto quelle situazioni e poi procedendo alla realizzazione del resto. Grande assenso della maggioranza cui seguì… un sonoro nulla! Urge avviare tutte le azioni necessarie per richiedere i danni nei confronti di Vegagest, verificare cosa è stato fatto e come è stato eseguito e porre fine a una convenzione sulla quale sono decorsi i sette anni di validità previsti compresa la proroga benevolmente concessa dall’Amministrazione. Urge diffidare di operatori che non sono stati in grado di completare nemmeno un terzo dell’intervento previsto. Ma chi risponde del mancato controllo che ci ha portato a questa situazione drammatica?». E chiude così: «Sindaco, Giunta, Consiglieri di maggioranza, se ci siete, battete un colpo!».
Ma anche la lista civica Segrate Nostra, sempre attenta e sensibile al problema consumo suolo e salvaguardia del territorio, non resta semplice spettatrice. Questo quanto si legge nel loro comunicato: «È dal 2010 che lo ripetiamo: la convenzione "Cascina Boffalora/Santa Monica" è stato un clamoroso errore politico sul quale occorre fare marcia indietro nel modo più radicale. Fu una scelta sbagliata, una offesa al territorio non solo di Segrate, ma di tutta la Martesana decidere di realizzare sull'area agricola della Boffalora, tutta sul confine con il Parco agricolo delle Cascine di Pioltello, un nuovo quartiere di tre/quattromila abitanti che avrebbe dovuto essere dotato di scuole, aree commerciale e perfino, nel progetto iniziale, di una nuova chiesa parrocchiale. Un nuovo quartiere, isolato dal resto di Segrate, al posto di un parco agricolo. Allora nel 2010, non sapevamo ancora che il "criterio Boffalora" sarebbe stato esteso su tutto il territorio comunale, come invece è accaduto quando questa maggioranza ha approvato un PGT che prevede di costruire su tutte le ultime aree agricole di Segrate. Sapevamo però che la costruzione si era fermata, che era in corso una inchiesta penale che ha portato nel 2013 alla condanna degli imprenditori campani Dante e Luigi Siano a 4 anni e 6 mesi e dell'ex direttore generale della Cassa di Risparmio di Ferrara Gennaro Murolo a 3 anni, che le famiglie, che avevano impegnato i propri risparmi comprandosi una casa nel nuovo quartiere, avevano a che fare con difficoltà e problemi (i box sotterranei allagati, alte spese condominiali). Ora le ultime notizie: la fideiussione che garantiva il comune di Segrate dalle inadempienze dei costruttori e che avrebbe dovuto far entrare nelle casse comunali oltre 20 milioni di euro è scaduta e comunque non è più incassabile. Va accertato di chi sia la responsabilità di questa incredibile situazione, ma soprattutto va presa una decisione definitiva e radicale. Di fronte alle inadempienze sempre più gravi della immobiliare Vegagest la convenzione va dichiarata scaduta e ogni diritto edificatorio va definitivamente annullato. La parte non ancora edificata della Boffalora, che per fortuna è ancora tantissima, va riportata a verde agricolo e inserita nel Parco agricolo Intercomunale. È un gesto coraggioso, nel quale ci hanno preceduto amministrazioni comunali coraggiosamente impegnate nella salvaguardia del territorio: Cernusco sul Naviglio e Desio, tanto per fare due esempi di comuni i cui PGT hanno aumentato le aree agricole, anziché diminuirle o farle sparire». E conclude dicendo: «L'abbiamo detto e lo ripetiamo: riprendiamoci la Boffalora».
Cristiana Pisani

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