Lo sciopero delle bambine: la rivoluzione festante che ispirò le lotte per i diritti |PODCAST|
La storia dimenticata delle “piscinine” che sfidarono lo sfruttamento e bloccarono l’industria della moda. Al Teatro della Cooperativa, un racconto che, con ironia e leggerezza, unisce memoria, coraggio e attualità.
Photo: Silvia Varrani ©
21 novembre 2025
Lo spettacolo "Lo sciopero delle bambine – l’eroicomica impresa del 1902" porta in scena una storia esemplare di lotta e azione collettiva, realmente accaduta nel giugno 1902 a Milano. Le protagoniste erano le cosiddette "piscinine" (che in dialetto meneghino significa "piccoline", “piccine”), giovani apprendiste sartoriali tra i sei e i tredici anni, che lavoravano in condizioni di sfruttamento. Nonostante la loro giovane età, trovarono la forza di scioperare e, per cinque giorni consecutivi, ma gli strascichi si protrassero per circa dieci giorni, riuscirono a fermare l'industria della moda milanese. La produzione teatrale, a cura di PEM Habitat Teatrali e Anna Marcato, vede in scena le attrici Rita Pelusio e Rossana Mola, dirette da Enrico Messina e con drammaturgia di Domenico Ferrari, Rita Pelusio ed Enrico Messina. Una rappresentazione arguta e divertente, ma al contempo con un indiscutibile valore civile e storico.
Immagine generata con AI. Prompt design: Stefano Brigati
Lo sciopero delle “Piscinine”: l'eroica lotta per i diritti
Nel giugno del 1902, il centro di Milano fu attraversato dal corteo di queste giovanissime apprendiste-sarte, che marciavano verso la Camera del Lavoro. Queste bambine lavoravano in ambienti insalubri, senza diritti, sfruttate e sottopagate, con turni di lavoro estenuanti che potevano raggiungere le 11-14 ore al giorno per una paga misera di 20-35 centesimi giornalieri. Oltre alle mansioni sartoriali, erano spesso impiegate come servitrici e fattorine. Il compito più gravoso era il trasporto a domicilio di scatole pesantissime, chiamate "telegrammi", il cui peso poteva superare i 10 kg per le bambine più grandi, una pratica definita "nuova forma di schiavitù" che causava danni fisici permanenti. La protesta colse di sorpresa sindacalisti e giornalisti, ma le piccole scioperanti si organizzarono eleggendo una commissione di sette compagne per trattare con le maestre-sarte. Riuscirono a occupare la Camera del Lavoro, dove si riunirono circa 300 bambine, e la tredicenne Giovannina fu notata come la più brava nell'esporre le ragioni delle compagne. Nonostante i giornali dell'epoca usassero toni di scherno, definendo l'impresa "eroicomica" o criticando il loro linguaggio, la sostanza della loro lotta era serissima. Con il sostegno cruciale dell'Unione Femminile Nazionale, guidata da Ersilia Bronzini Majno, le piscinine formularono una piattaforma di sette punti. Le richieste principali includevano: una paga minima di 50 centesimi al giorno, un orario di dieci ore di lavoro con un'ora di pausa per la colazione, l'abolizione dei servizi domestici e la riduzione del peso massimo dei pacchi a 4 kg per le under 9 e 10 kg per le under 12. La protesta ebbe successo, costringendo i padroni ad accettare le richieste.
Photo: Silvia Varrani ©
Lo spettacolo: coraggio, memoria e ignavia contemporanea
La produzione teatrale ha scelto di affrontare questa storia quasi sconosciuta, sepolta dal tempo, per interrogare il presente e stimolare una presa di coscienza. Il termine "eroicomica", usato con scherno dai giornali del 1902, è ripreso nello spettacolo per mantenere un registro leggero ed ironico, riflettendo il modo in cui le bambine protestarono: saltando, giocando, e cantando. La loro era una "rivoluzione festante, gioiosa, poetica," il cui motore drammaturgico e registico è stato il celebre ritornello "sempre allegri bisogna stare". Gli speciali narratori della storia sono due piccioni, osservatori privilegiati delle "piazze". Nelle loro parole si riflette lo sguardo contemporaneo, spesso stanco, disilluso, e connotato da ignavia. Essi rappresentano l'atteggiamento diffuso nel mondo attuale, dove si tende a "manifestare" sui social piuttosto che in una piazza reale, aprendo lo spettacolo con la frase emblematica: "Come è triste una piazza vuota".
Da qui lo spettacolo invita a riscoprire la forza dei movimenti collettivi e a riconoscere l’urgenza di affrontare le criticità del presente, offrendo nella vicenda delle piscinine un esempio di alleanza e coraggio contro l’ingiustizia. Uno spettacolo che non si limita a riportare alla luce una storia dimenticata ma che usa leggerezza e ironia per parlare di protesta, solidarietà e diritti. Un promemoria potente: anche chi si sente piccolo può cambiare il corso della storia.
Stefano Brigati - Redattore
Incontri post spettacolo
Lo spettacolo "Lo sciopero delle bambine" prevede incontri di approfondimento con personalità della società civile al termine di ogni replica, focalizzati sui temi centrali della dignità, dell'uguaglianza e della condizione femminile nel lavoro contemporaneo.
Gli ospiti confermati per gli incontri post-spettacolo al Teatro della Cooperativa di Milano, dal 9 al 14 dicembre 2025, sono:
- 09 Dicembre: Tiziana Ferrario.
- 10 Dicembre: Eleonora D'Errico e Martina Bettinelli.
- 11 Dicembre: Diana De Marchi e l'Unione Femminile Nazionale. (L'Unione Femminile Nazionale è storicamente l'istituzione che fornì supporto cruciale alle "piscinine" durante lo sciopero del 1902, formulando la piattaforma di sette punti e in seguito istituendo la società di mutuo soccorso "La Fraterna").
- 12 Dicembre: Fiorella Imprenti. (La drammaturgia ha attinto informazioni anche dal testo "Operaie e socialismo" di Fiorella Imprenti).
- 13 Dicembre: Marta Fana.
- 14 Dicembre: Serena Dandini e Sara Poma. (Serena Dandini è l'autrice del podcast "Signorine", che è stato tra le fonti utilizzate per la costruzione della drammaturgia dello spettacolo).
Questi approfondimenti sono stati realizzati con il contributo del Comune di Milano, nell’ambito del progetto "Milano, Rivoluzione Industriale: uno sguardo agli albori dei primi movimenti di solidarietà sociale". L'obiettivo di questi dialoghi è proseguire la riflessione oltre la scena, sul significato e sull'attualità delle lotte per la dignità e l'uguaglianza.
Informazioni utili
Quando: Da martedì 9 a domenica 14 dicembre 2025
Dove: Teatro della Cooperativa, Via privata Hermada, 8, 20162 Milano.
Regia: Enrico Messina
Cast: Rita Pelusio e Rossana Mola
Orari delle Repliche:
- Martedì 9 dicembre 2025: ore 20:00
- Mercoledì 10 dicembre 2025: ore 20:30
- Giovedì 11 dicembre 2025: ore 19:30
- Venerdì 12 dicembre 2025: ore 20:00
- Sabato 13 dicembre 2025: ore 20:00
- Domenica 14 dicembre 2025: ore 17:00
I biglietti sono acquistabili anche online sul circuito Vivaticket. Il ritiro può essere effettuato fino a 30 minuti prima dell’inizio dello spettacolo.
Contatti: Tel. 02.642076, e-mail [email protected].
Il teatro è raggiungibile con la MM3 Maciachini, la MM2 Lanza + tram 4, la MM5 Ca’ Granda + bus 42, o i bus 51, 83, 172. Gli spettatori possono usufruire di PARCHEGGIO GRATUITO presso il supermercato di via Ornato 28.
Photo: Silvia Varrani ©
21 novembre 2025
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