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La questione Bellaria si risolve con azioni trasparenti, non con sotterfugi di palazzo per nascondere atti e documenti

A Peschiera Borromeo, le scorse elezioni la compagine del PD ha preso un ampio consenso, tantissime le preferenze

Un’investitura senza se e senza ma. Uno dei punti cardine del programma era la risoluzione del problema delle case di Bellaria, secondo il Pd cittadino la questione si poteva risolvere diversamente da come scelse di fare la ex maggioranza. Lecito e ambizioso, e comunque in linea con la leadership nazionale: risolvere, agire in nome del bene comune. Senza giudicare di chi fu  la responsabilità politica di realizzare  un Piano Integrato di Intervento nella zona meno adatta di Peschiera Borromeo, i Consiglieri del Partito Democratico, oggi sono chiamati in virtù del mandato ricevuto dagli elettori ad agire con trasparenza e chiarezza. Se esiste un modo per garantire agli acquirenti di Bellaria la risoluzione delle problematiche evidenziate negli scorsi anni, e quindi avere garanzie sull’inquinamento acustico e il pericolo di incidenti rilevanti,  si deve provare. Si è messa la quarta, sarebbe bastato aspettare il parere del Comitato Tecnico rischi dei Vigili del Fuoco sulla costruzione di un terrapieno fra l’insediamento e la Mapei per risolvere la questione. Il Parere è stato rifiutato inspiegabilmente dal Sindaco Luca Zambon alla vigilia del pronunciamento del TAR. I Giudici della seconda sezione del Tribunale di Milano, aspettavano quel parere per emettere la sentenza, e invece il 19 dicembre 2014, hanno ricevuto una memoria sottoscritta dagli operatori, nella quale Zambon dichiarava che il Comune aveva riconsiderato la faccenda. Tutto questo in assoluto silenzio. Nulla trapelava, anche i Consiglieri del Pd e metà della Giunta erano all’oscuro. Negli atti promulgati dal Sindaco Zambon si fa addirittura riferimento al fatto che le mitigazioni sarebbero state troppo onerose per i costruttori.
Trasparenza che non c’è stata, anche quando è stato emesso un atto sindacale di annullamento, (31 Luglio 2014); nessuno ne era a conoscenza. Si annullava la precedente ordinanza di Falletta che imponeva le mitigazioni basandosi sui pareri tecnici dell’Arpa,  del Politecnico, dell’Asl , di altre perizie e non per ultimo la sentenza del Tar che dava ragione al Comune di Peschiera Borromeo. Un atto fantasma di cui nessuno ha mai chiarito se sia stato o meno pubblicato nell’albo pretorio. 
Trasparenza che è mancata fin dalla nomina degli Assessori e dei Consulenti, con il 7% dei voti meno della precedente tornata, un solo Consigliere eletto,  Chiapella & Co si sono assicurati due assessorati di spicco, il vicesindaco oltre ottenere la nomina a Consulente speciale del Sindaco per l’urbanistica a Silvio Chiapella.  
Come si fa ad essere credibili nella propria azione amministrativa se per risolvere un problema vengono chiamati quelli che lo hanno causato? Sarebbe come voler risolvere il problema degli sbarchi dei profughi invitando al tavolo delle trattative gli scafisti. La trasparenza è un'altra cosa. Le cose sono più semplici di quello che appaiono, basta raccogliere i segnali e analizzare i fatti: Il Segretario comunale licenziato, ha espresso perplessità sulla delibera di Giunta per il riesame dell’affaire Bellaria, perchè a suo parere indebolisce la posizione dell’ente avanti ai vari gradi del tribunale. 
Tre capi settore hanno rifiutato i diktat del Sindaco e del suo Consulente e al quarto tentativo è stato nominato un tecnico che ha contribuito a redigere lo stesso piano integrato sotto accusa. Fra le tante stranezze anche il fatto che nella delibera di nomina a tecnico risolutore dell’affaire Bellaria, esista anche un parere allegato, sottoscritto da lui stesso. 
L’Asl ha scritto al Comune, in risposta alla richiesta di proseguire i lavori della piazza, ribadendo il fatto che per cambiare lo stato di fatto, occorre un parere tecnico autorevole non basta un atto del Sindaco o della Giunta con solo un parere legale.  
Infine lo strappo nel governo della città, anche questo non si può far finta che non sia successo. Non capita spesso assistere a delibere  di Giunta con voti contrari. Gli Assessori del Partito Democratico lo hanno dichiarato, non ci stanno ad appiattirsi sulle posizioni di Silvio Chiapella, e allora se il confronto politico non è in linea con le aspettative degli elettori, uscire dall’aula non basta, per dissociarsi.  Prossimamente verrà portata in Consiglio Comunale una delibera sulla questione Bellaria, per garantire trasparenza, equità, per non giocare sulla pelle delle famiglie acquirenti, per affermare un principio di legalità tanto caro al Partito Democratico, occorrerà, che qualsiasi decisione si prenda sia suffragata da pareri tecnici di enti prestigiosi, non accontentandosi di quello del tecnico di turno; da pareri contabili che non lascino spazio a interpretazioni e non solo da pareri legali di parte. Se si è consapevoli di tutto questo, se si sceglie la trasparenza amministrativa, se si intende la politica come strumento per la crescita comune, non c’è più spazio per l’ambiguità, i dubbi. Gli eletti hanno una grossa responsabilità: parola d’ordine “Trasparenza”.

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