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Il presidente Moreno Mazzola fa il punto di fine anno sull’attività dell’Assemblea di Peschiera Borromeo e rivolge gli auguri alla città

Il Consiglio comunale come cuore della democrazia cittadina: «Qui si ascoltano i bisogni dei cittadini, si trasformano le preoccupazioni in proposte e le speranze in azioni concrete».

Moreno Mazzola

Moreno Mazzola Presidente del Consiglio comunale di Peschiera Borromeo

In un momento come la fine dell’anno, il bilancio dell’attività istituzionale assume un valore che va oltre la semplice rendicontazione. Il Consiglio comunale, al di là delle naturali differenze tra maggioranza e opposizione, rappresenta il luogo nel quale gli eletti dai cittadini esercitano il mandato democratico, discutono, si confrontano e assumono decisioni che incidono sul presente e sul futuro della comunità. In questa intervista istituzionale di fine anno, Moreno Mazzola, presidente del Consiglio comunale di Peschiera Borromeo, ripercorre i primi diciotto mesi di attività dell’Assemblea cittadina e rivolge un messaggio di augurio a tutta la cittadinanza.

Presidente, a fine anno è naturale fermarsi a riflettere. Che significato ha questo momento per chi guida il Consiglio comunale?
«In questo periodo finale dell’anno, oltre a prodigarci nel fare gli auguri di Natale e Buon Anno Nuovo ci si sofferma a fare un’analisi di quanto fatto nel corso dell’anno. Come Presidente del Consiglio mi piace rendere evidente alla cittadinanza quanto fatto nell’assise comunale in questi diciotto mesi dall’insediamento della nuova amministrazione.»

Qual è l’obiettivo principale di questo bilancio che lei intende condividere con i cittadini?
«Con questo breve intervento intendo restituire ai cittadini il senso politico e istituzionale del lavoro svolto dal Consiglio Comunale di Peschiera Borromeo perché, in questi diciotto mesi, l’aula consiliare si è confrontata su scelte rilevanti per il presente e il futuro della nostra città».

Che ruolo ha avuto il Consiglio comunale in questa fase amministrativa?
«Il Consiglio Comunale ha confermato il proprio ruolo di massimo organo di rappresentanza democratica, luogo nel quale si esprimono le diverse sensibilità politiche e si costruiscono, attraverso il confronto, le decisioni che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini».

Il dibattito in aula non è sempre stato semplice. Come lo descriverebbe?
«Il dibattito consiliare è stato qualche volta acceso, talvolta complesso, ma sempre espressione di una comunità politica viva, chiamata a misurarsi con temi strategici che hanno un impatto con qualità della vita a Peschiera Borromeo».

Che tipo di responsabilità ha richiesto questo lavoro nei primi diciotto mesi?
«Nel corso di questi diciotto mesi il Consiglio è stato chiamato ad assumere decisioni politiche importanti, che hanno richiesto senso di responsabilità e capacità di visione».

Su quali grandi ambiti si sono concentrate le deliberazioni approvate dal Consiglio?
«Le deliberazioni approvate hanno tracciato indirizzi chiari su politiche sociali e scolastiche; investimenti e opere pubbliche; gestione delle risorse economiche; tutela dell’ambiente e del patrimonio pubblico».

Quanto è stato importante il confronto tra maggioranza e opposizione?
«Ogni atto discusso in aula ha rappresentato una scelta politica, frutto di un confronto tra maggioranza e opposizione che, pur nella diversità delle posizioni, ha contribuito a rafforzare la qualità del processo decisionale».

Oltre alle delibere ordinarie, quali atti ritiene particolarmente significativi?
«All’interno dell’aula consiliare, oltre alle delibere conseguenza del lavoro degli uffici e della giunta, sono stati portati alcuni elementi rilevanti come la mozione che ha visto votare all’unanimità il consiglio comunale sulla targa alla memoria di Olga Julia Calzoni, un femminicidio avvenuto a Peschiera Borromeo; la mozione che ha visto votare all’unanimità il consiglio comunale sulla targa alla memoria delle giovani vittime degli anni di piombo; la revisione del regolamento per le benemerenze cittadine, la valutazione e la decisione sulle proposte è stato svincolato dal consiglio comunale e portato in un alveo dove sono presenti i cittadini; costituzione della commissione di studio sul trasporto pubblico locale (TPL)».

Anche le mozioni hanno avuto un ruolo nel dibattito consiliare. Come si è svolto il confronto?
«Si è discusso sempre nel rispetto delle posizioni reciproche, anche al fine di trovare sintesi, sulle differenti mozioni presentate dai vari gruppi consiliari come ad esempio: Mozione R1PUD1A, Mozione Ragazzi on the road e molte altre».

Un tema emerso è quello dell’organizzazione delle commissioni. Cosa è stato avviato?
«Nelle commissioni abbiamo cominciato a discutere sul regolamento per l’organizzazione delle commissioni da remoto in modo da agevolare il lavoro dei consiglieri comunale che permetterà di venire incontro all’esigenze lavorative dei singoli consiglieri».

Lei come ha interpretato il ruolo di Presidente del Consiglio comunale?
«Come Presidente del Consiglio Comunale ho inteso interpretare il mio ruolo non come mera funzione procedurale, ma come garanzia del pluralismo politico e del rispetto delle istituzioni. In tal senso ho lavorato affinché tutte le forze politiche potessero esprimersi pienamente, che il confronto fosse franco ma rispettoso e che l’aula restasse il luogo centrale delle decisioni politiche».

Che rapporto deve avere il Consiglio comunale con i cittadini?
«L’azione del Consiglio si è sviluppata con la consapevolezza che le istituzioni devono essere vicine ai cittadini, perché il Consiglio Comunale non è solo un’istituzione: è la voce viva della nostra comunità, è il luogo in cui le differenze diventano confronto, e il confronto diventa decisione per il bene comune».

In che modo questo si traduce concretamente nel lavoro quotidiano?
«Qui si ascoltano i bisogni dei cittadini, si trasformano le preoccupazioni in proposte e le speranze in azioni concrete».

Vuole rivolgere un ringraziamento particolare?
«Voglio ringraziare tutti i consiglieri comunali che hanno dimostrato che essere consiglieri comunali significa servire, non apparire; costruire, non dividere; guardare al futuro senza dimenticare chi siamo».

Qual è lo sguardo con cui guardare ai prossimi mesi?
«È da qui, insieme, che possiamo rendere la nostra città un luogo più giusto, più umano e più vicino a tutti».

Qual è l’impegno che sente di rinnovare come Presidente del Consiglio?
«Sono consapevole, e sono convinto che lo siano tutti i consiglieri, che bisogna impegnarsi per continuare a presidiare il ruolo del Consiglio Comunale come luogo di democrazia, partecipazione e decisione politica, al servizio esclusivo della nostra città».

Un ultimo messaggio ai cittadini di Peschiera Borromeo.
«BUON NATALE A TUTTA LA CITTADINANZA DI PESCHIERA BORROMEO»

Giulio Carnevale