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Peschiera Borromeo, 8 marzo tra polemiche: «Un momento istituzionale svilito da interventi ideologici»

Le opposizioni attaccano la gestione dell’evento promosso dalla vicesindaca Claudia Bianchi: «La Giornata internazionale dei diritti della donna dovrebbe rappresentare tutte le donne, non diventare un palcoscenico politico»

Un evento istituzionale finito al centro delle polemiche

Doveva essere un momento istituzionale dedicato alla riflessione sui diritti delle donne e sul significato civile dell’8 marzo. L’iniziativa promossa dal Comune di Peschiera Borromeo in occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna si è però trasformata rapidamente in un caso politico.

Al centro della discussione vi sono i contenuti dell’intervento pronunciato da Michela Pusceddu, esponente dell’associazione L’Isola che non c’è, invitata a intervenire durante l’evento promosso dall’assessorato guidato dalla vicesindaca Claudia Bianchi.

Il discorso, incentrato sul ruolo della cultura nelle battaglie per l’emancipazione femminile e sulla memoria di figure simbolo come Franca Viola e Franca Rame, ha progressivamente introdotto anche riferimenti a battaglie legislative contemporanee e prese di posizione politiche su temi oggi oggetto di discussione nel dibattito pubblico.

Un passaggio che, secondo diversi osservatori, ha finito per spostare il baricentro dell’iniziativa da momento istituzionale della comunità a spazio di intervento politico.

Quando un evento pubblico diventa terreno di scontro

Il nodo della questione non riguarda il merito dei temi affrontati, ma il contesto nel quale sono stati proposti. Un evento organizzato da un Comune rappresenta infatti un momento istituzionale nel quale l’amministrazione parla a tutta la comunità e non soltanto a una parte di essa.

La Giornata internazionale dei diritti della donna dovrebbe essere una ricorrenza capace di unire e di rappresentare tutte le sensibilità presenti nella città.

Un’associazione, qualunque essa sia, rappresenta legittimamente le persone che ne fanno parte e la visione che condividono, ma non può essere considerata la voce di tutte le donne di una comunità. Diverso è il compito di chi ricopre un ruolo istituzionale. 

Quando l’iniziativa assume toni ideologici o richiama battaglie legislative in corso, il rischio è quello di trasformare un momento istituzionale in un intervento politico.

Ed è proprio questo il punto sul quale si evidenzia un anomalia, e dove si sono concentrate anche le critiche delle opposizioni.

Forza Italia: «Un momento istituzionale trasformato in un intervento ideologico»

A intervenire è il consigliere comunale di Forza Italia Riccardo Clemente, che punta il dito contro l’impostazione dell’evento promosso dall’amministrazione.

«È veramente disarmante vedere come il vicesindaco di un Comune importante come Peschiera Borromeo, invece di mantenere un profilo istituzionale in una giornata come quella dell’8 marzo, dedicata a tutte le donne, colga l’occasione per invitare a parlare responsabili di associazioni che affrontano questi temi utilizzando un approccio ideologico».

Secondo Clemente, proprio la natura istituzionale della ricorrenza avrebbe richiesto un’impostazione completamente diversa.

«Il rischio – prosegue – è quello di trasformare un momento istituzionale che dovrebbe appartenere a tutte le donne in uno spazio che assomiglia più a un contesto da centro sociale militante che a una celebrazione istituzionale promossa dal Comune».

Un giudizio netto che, nelle parole dell’esponente azzurro, sottolinea come l’iniziativa abbia finito per svilire il ruolo istituzionale dell’evento.

Fratelli d’Italia: «Sempre gli stessi interlocutori»

Critiche arrivano anche dalla capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Stefania Accosa, che amplia il ragionamento mettendo in discussione l’impostazione complessiva dell’iniziativa.

«La percezione è che la vicesindaca Bianchi coinvolga sempre le stesse associazioni. Anche in un'occasione importante come può essere la ricorrenza della giornata internazionale dei diritti delle donne, essendosi svolto un evento come Amministrazione comunale, e senza delibera con i dettagli di riferimento, verrebbe da chiedersi quanto il tessuto associativo peschierese sia stato coinvolto».

Accosa sottolinea come l’evento non fosse una proposta di una singola realtà associativa, ma un’iniziativa promossa direttamente dall’assessorato.

«Non parliamo di un evento proposto da un'associazione, ma dall'assessorato competente. Eppure la sensazione è che vi siano in primo piano sempre gli stessi “attori” ai quali viene data sia visibilità, sia peso politico».

Secondo la capogruppo di Fratelli d’Italia, questo metodo di lavoro sarebbe in contraddizione con il principio di inclusività spesso richiamato nel dibattito pubblico.

«Da parte di chi parla di inclusività ci si aspetterebbe un diverso atteggiamento, invece sembra che le “simpatie” abbiano la precedenza».

La critica diventa poi apertamente politica nel confronto con le precedenti esperienze amministrative.

«Scelte che vanno in totale contrapposizione alla gestione degli eventi culturali portata avanti dall'amministrazione di centrodestra, che ha sempre anteposto l'interesse del contenuto proposto a suddette simpatie. C'è da chiedersi, infine, se la vicesindaca Bianchi si lasci semplicemente guidare, poiché non sussistono da parte della stessa idee, visione e spirito di iniziativa».

Il ruolo delle istituzioni nelle celebrazioni civili

La vicenda riapre così una riflessione più ampia sul ruolo delle istituzioni nelle celebrazioni civili. Quando un Comune organizza un evento per l’8 marzo, non rappresenta soltanto la maggioranza che governa la città in quel momento, ma l’intera comunità.

Per questo motivo il linguaggio, i contenuti e la scelta degli ospiti dovrebbero essere capaci di garantire equilibrio e rappresentatività.

Il rischio, altrimenti, è che una ricorrenza civile condivisa come la Giornata internazionale dei diritti della donna venga percepita come uno spazio politico o ideologico, finendo così per svilire proprio quella dimensione istituzionale che dovrebbe invece valorizzare.

Secondo quanto annunciato dalla vicesindaca Claudia Bianchi, la biblioteca cittadina dovrebbe diventare una “biblioteca rifugio”, uno spazio pensato per accogliere e sostenere donne e ragazze in difficoltà. Alla luce delle polemiche emerse durante l’evento dell’8 marzo, quel luogo rischia di apparire oggi più come il rifugio dell’ipocrisia istituzionale di una Amministrazione che non è in grado di interpretare e celebrare adeguatamente un momento civile e istituzionale che dovrebbe appartenere a tutte le donne.

Giulio Carnevale