Mozione per l’aggiornamento dell’imposta di soggiorno e la riduzione dell’addizionale Irpef a San Donato Milanese
Proposta presentata dal consigliere comunale Matteo Fantinelli (Fratelli d’Italia) insieme ai consiglieri Stefania Bruschi, Luca Massera e Guido Massera: obiettivo, riequilibrare il bilancio comunale distribuendo in modo più equo il carico fiscale tra residenti e non residenti
Il contesto amministrativo e la nascita della mozione
La mozione presentata dal consigliere comunale di San Donato Milanese Matteo Fantinelli (Fratelli d’Italia), insieme ai consiglieri Stefania Bruschi, Luca Massera e Guido Massera, prende le mosse dalle recenti decisioni del Consiglio comunale in materia di addizionale comunale Irpef. A seguito della modifica approvata il 27 novembre 2025, che ha innalzato le aliquote incidendo in modo più marcato sui contribuenti residenti, i firmatari hanno ritenuto necessario aprire una riflessione più ampia sulla distribuzione del carico fiscale all’interno della comunità. L’obiettivo dichiarato del documento è quello di riequilibrare la leva tributaria, chiamando a contribuire anche i soggetti non residenti che soggiornano sul territorio e beneficiano dei servizi locali, della viabilità e delle infrastrutture cittadine.
Il riferimento normativo e il ruolo dell’imposta di soggiorno
Nel testo viene richiamato il quadro legislativo che consente ai Comuni di applicare l’imposta di soggiorno sulle strutture ricettive presenti sul territorio. A San Donato Milanese l’imposta è già in vigore, con tariffe differenziate tra strutture alberghiere e non alberghiere e con una serie di esenzioni previste per categorie particolari, come pazienti in cura, accompagnatori, persone con disabilità, operatori in servizio e volontari impegnati in attività o emergenze. La mozione sottolinea come, a differenza dell’addizionale Irpef che colpisce prevalentemente i residenti, l’imposta di soggiorno consenta di coinvolgere nel finanziamento dei servizi comunali anche chi soggiorna temporaneamente in città, in relazione alla vicinanza con Milano e alla presenza di flussi legati al lavoro, agli eventi e agli spostamenti metropolitani.
Il confronto con Milano e gli scenari per il 2026
Nel documento viene citato il caso del vicino Comune di Milano, che nel 2025 ha già predisposto un aumento fino a 2 euro dell’imposta di soggiorno e ha programmato per il 2026 un ulteriore adeguamento delle tariffe fino a un massimo di 5 euro. Questo riferimento viene utilizzato come elemento di raffronto territoriale, evidenziando come il contesto urbano dell’area metropolitana stia progressivamente orientando una parte della copertura dei servizi pubblici verso la fiscalità connessa alle presenze turistiche e ricettive. Per i firmatari della mozione, una scelta analoga a San Donato Milanese permetterebbe di sostenere il bilancio comunale senza gravare in maniera esclusiva sui cittadini residenti.
Gli impegni richiesti a Sindaco e Giunta
La mozione impegna l’Amministrazione comunale su tre linee di intervento. La prima è l’aggiornamento delle tariffe dell’imposta di soggiorno con efficacia limitata al 2026, nel rispetto dei principi di equità, proporzionalità e relazione con la qualità delle strutture. La seconda è la valutazione di un contestuale intervento sull’addizionale comunale Irpef, con l’obiettivo di ridurne progressivamente l’impatto sui residenti, compensando parte del gettito attraverso l’imposta di soggiorno. La terza linea riguarda una revisione strutturata della spesa pubblica e della gestione del patrimonio comunale, con l’individuazione di margini di efficientamento e l’impostazione di obiettivi misurabili da comunicare in Consiglio comunale, così da garantire nel tempo servizi sostenibili e una pressione fiscale più equilibrata.
Una proposta politica che apre il confronto sul modello fiscale locale
La mozione presentata dal consigliere Matteo Fantinelli introduce un tema destinato ad alimentare il dibattito politico cittadino: quanto e come debba essere distribuito il carico fiscale tra residenti e utenti temporanei della città. La proposta mira a ridurre l’incidenza dell’addizionale Irpef sui san donatesi, rafforzando al tempo stesso il contributo di chi usufruisce dei servizi comunali senza risiedere stabilmente sul territorio. La discussione approderà in Consiglio comunale, dove maggioranza e opposizioni saranno chiamate a valutare l’impatto economico, sociale e redistributivo di questo possibile riequilibrio della politica fiscale locale.
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