La frattura nel Pd, un tema di riflessione da qui alle elezioni

La cosa strana, forse non solo per me, è che alle primarie si candidavano il sindaco uscente e un assessore della Giunta presieduta dallo stesso sindaco. Perché strana? Perché non si è mai avvertito, pubblicamente e non, un dissidio all’interno dell’azione amministrativa della maggioranza di governo nè si è mai reso pubblico un distinguo tra assessore e sindaco su atti amministrativi.
Alle primarie, per elezioni amministrative, si dovrebbero confrontare idee e modalità diverse della gestione politico-amministrativa dell’ente. Questo non sembra essere alla base del confronto, lo attestano anche i volantini distribuiti dove s’incensavano le attività fatte dall’Amministrazione. Allora perché quello che sembrava un rapporto quasi idilliaco ha portato allo sconquasso visibile agli occhi di tutti? Ho ascoltato brani dell’intervista che l’assessore Colombo ha rilasciato a 7giorni (www.7giorni.info), nei quali si evidenziava che la rottura è avvenuta essenzialmente per tre motivi (mi scuso con l’assessore se l’ascolto parziale dell’intervista non rende giustizia alle posizioni della stessa): il primo riguarda un procedimento giudiziario nel quale è coinvolto l’attuale sindaco; il secondo riguarda l’uso a scopo personale dei beni dell’ente; il terzo riguarda decisioni assunte dal Sindaco senza che siano state discusse nell’ambito della Giunta e della maggioranza.
La prima delle due ragioni mi lascia alquanto perplesso. Mi sembra che anche nel Pd prevalga un’anima garantista tale per cui un individuo sino all’ultimo grado di giudizio non è colpevole (evidentemente fa eccezione Peschiera Borromeo anche per quello successo nel passato). Per la seconda rimango allibito: se qualcuno ha fatto un uso personale dei beni dell’ente, perché chi formula queste ipotesi non presenta un esposto alla Corte dei Conti? Sarebbe nell’interesse dei cittadini e non di questa o quella parte politica. Sulla terza ragione non posso dire nulla, ma suona un po’ stonato il fatto che ci si accorga adesso di un tale comportamento.
Però, se andiamo nell’ambito prettamente politico, si può affermare senza nessuna possibilità di smentita che qualcosa a livello di dinamiche relazioni e di gestione della politica amministrativa non ha funzionato all’interno della maggioranza. Raramente ho visto una variazione d’assetto sia della maggioranza politica sia di composizione della Giunta come in quest’Amministrazione comunale. Dopo circa un anno dalle elezioni sono usciti dalla maggioranza Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica, Pdci e Peschiera Ambiente. Durante tutto l’arco del periodo di governo sono usciti dalla Giunta diversi assessori: Giorgio Mariotti, Enrico Facchini, Mara Chiarentin, Antonino Scafa ed adesso Enrica Colombo, Silvio Chiapella e Wanda Buzzella. Se uno spettatore esterno dovesse analizzare quanto successo, scevro da ogni condizionamento, delle due l’una: o si è fatta una gestione elitaria da parte del sindaco senza confronto interno oppure le ragioni dell’alleanza alle ultime amministrative non erano per fare qualcosa ma contro qualcuno. Questo esempio, unitamente a quello che succede nel Pd nel resto del paese, evidenzia la necessità di un cambiamento radicale con persone che portano linfa nuova, nuove non anagraficamente ma politicamente, perché, in tutta Italia, le correnti, i conservatorismi, le vecchie logiche, l’esercizio del potere a livello cittadino dei soloni locali, hanno imprigionato l’idea originale del Pd.              
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Ma, per ritornare a Peschiera Borromeo, non è che negli ultimi anni il centrodestra locale abbia brillato per la sua capacità di analisi, di proposta, di coesione in ambito amministrativo. Come d’abitudine, le vere novità a livello locale sono rappresentate dalle liste civiche, quando nascono dall’effettiva volontà dei cittadini e non quando sono create dai partiti. Per il cittadino può senz’altro essere utile quanto successo, perché avrà un elemento di valutazione in più, di merito e di metodo, quando sarà chiamato ad esprimere il proprio voto alle elezioni amministrative del 6-7 giugno 2009.

“Prendi la direzione opposta all’abitudine e quasi sempre farai bene” – Jean Jacques Rousseau

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