Mais, prezzi in caduta e rischio per le aziende agricole

Baietta (Confagricoltura): «Serve responsabilità da parte di tutta la filiera»

Carlo Baietta

Carlo Baietta Responsabile della sezione cereali di Confagricoltura Milano, Lodi, Monza e Brianza

Lodi, 29 luglio 2025 – Il mercato del mais sta vivendo una fase di forte instabilità che rischia di mettere in ginocchio numerose aziende agricole lombarde. A lanciare un appello è Carlo Baietta, responsabile della sezione cereali di Confagricoltura Milano, Lodi, Monza e Brianza, che interviene pubblicamente per richiamare l’attenzione su una situazione ormai insostenibile per molti produttori.

Prezzi troppo bassi e nessun equilibrio nel mercato

Secondo Baietta, la contrattazione del trinciato di mais si sta assestando su valori economici talmente bassi da non coprire nemmeno i costi di produzione: «Il prezzo attuale non riflette né il reale valore del prodotto né il lavoro e gli investimenti che ci stanno dietro», denuncia. A essere penalizzate sono in particolare le aziende delle zone del Cremonese, Bresciano e del basso Milanese, dove le quotazioni restano al di sotto della soglia di sostenibilità.

Zootecnia ed energia in fase positiva, ma il mais è schiacciato

La denuncia di Confagricoltura arriva in un momento in cui altri settori collegati – come la zootecnia e la produzione energetica – stanno attraversando una fase favorevole dal punto di vista economico. «È difficile accettare che lo stesso mais, destinato a usi diversi, venga trattato in maniera così disomogenea», osserva Baietta. In effetti, mentre il mais a granella secca ha visto un incremento dei prezzi, favorito dai dazi imposti dagli Stati Uniti e dalla siccità nell’Est Europa, il trinciato resta fermo a valori irrisori.

Dinamiche contrattuali sbilanciate e nessuna capacità di stoccaggio

Uno dei nodi principali riguarda le dinamiche contrattuali interne alla filiera, che – secondo Baietta – «stanno esercitando una forte pressione sui prezzi». La situazione si complica ulteriormente per le aziende agricole prive di strutture di stoccaggio, costrette a vendere il raccolto in tempi brevissimi. Il rischio concreto è che l’immissione simultanea di grandi volumi di prodotto sul mercato causi un ulteriore crollo dei prezzi, aggravando le criticità già in atto.

Un appello alla filiera: «Collaborare per non affondare»

Il messaggio lanciato da Confagricoltura è chiaro: serve un cambio di rotta. «Ognuno è chiamato a fare la propria parte nel rispetto del lavoro altrui. Il sistema agricolo può funzionare solo se riesce a tenere insieme le esigenze di tutti: chi produce, chi trasforma, chi acquista», sottolinea Baietta, che chiede più consapevolezza, visione e coerenza. Un appello che si traduce in una richiesta di dialogo aperto e responsabile tra tutti gli attori della filiera cerealicola.

In un momento storico segnato da incertezze climatiche ed economiche, l’agricoltura – conclude Baietta – potrà crescere davvero solo se sarà sostenibile e condivisa.