Natale: qualcosa di più di una parola da dimenticare il giorno dopo

In quasi tutti noi sembra albergare uno spirito diverso, ci dimentichiamo che il mondo attuale rimane oggetto di sofferenze, povertà, violenze, guerre. Ma lo spirito del Natale non è solo quello che ci porta nei centri commerciali a comprare regali che durano lo spazio di un periodo molto limitato; lo spirito del Natale, che dovrebbe permeare il nostro essere per tutto l’anno è altro: è una tolleranza maggiore verso il prossimo, un’attenzione particolare a chi ci è vicino, la capacità di aiutare chi ne ha bisogno. Il vero spirito di Natale non è rappresentato dai regali materiali, ma da quelli spirituali: un abbraccio dato con profondo amore vale più di mille futili regali; un gesto gentile e fraterno vale più di un brindisi. Non abbiate quindi paura di manifestare i vostri più profondi sentimenti ai vostri cari e a tutte le persone cui volete bene. La parola “Natale” dovrebbe portarci ad analizzare il comportamento tenuto nel corso dell’anno ponendoci alcune fondamentali domande e ricevendone risposta sincera: mi sono e mi sto comportando in modo corretto, leale con i miei simili? Ho danneggiato qualcuno? Ho mancato in qualcosa con la mia famiglia, con gli amici? C' era o c'è qualcosa che posso fare per qualcuno?
Ogni anno qualche rammarico, qualche rimpianto, qualche occasione perduta. Ogni anno si spera che lo spirito del Natale contribuisca a migliorarci e di conseguenza a migliorare il piccolo mondo che ci circonda; ma poi alla fine, si spengono le luci dell’albero, si smonta il presepe, si buttano i cartoni dei regali e tutto torna come prima.
Quest’anno voglio essere banale: a tutti i precari, a tutti i lavoratori flessibili, a tutti gli assunti a progetto, a chi non ha un lavoro, a chi sogna una società moderna e sviluppata, a chi ha chiesto a Babbo Natale di portare un lavoro nuovo, uno stipendio fisso, a chi spera che la malattia il lavoro non gli porti via, a chi s’incazza per le tasse e comunque le paga, a chi subisce soprusi e abusi, a chi chiede soltanto qualche certezza, a chi vorrebbe tornare bambino, a chi spera ancora in un futuro diverso, a chi ancora crede in qualcosa, alla redazione di 7Giorni, alla mia famiglia, ai miei colleghi di lavoro, ai miei amici, a chi fa politica nell’interesse della gente, a chi mi ha sopportato leggendo i miei articoli, a chi li ha apprezzati e anche a chi non li ha apprezzati, ai preti che fanno un ottimo lavoro nel sociale, a tutti i cittadini di Peschiera Borromeo e a tutti quelli di cui mi sono dimenticato, auguro un Felice Natale.

P.S. = un ricordo particolare per tutte quelle persone che non avrò più la fortuna di incontrare e salutare. “Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo” – Ernesto Che Guevara

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