Riforma sanitaria regionale, le ricadute su Peschiera Borromeo

Quali conseguenze avrà la riforma sulla città di Peschiera? Un confronto tra sindaci del territorio e l’Assessore al Welfare della regione ha fornito informazioni importanti

Da sinistra: il sindaco Checchi, il dott. Bosio, il sindaco Molinari, l'assessore Gallera, il dott. Alparone

Da sinistra: il sindaco Checchi, il dott. Bosio, il sindaco Molinari, l'assessore Gallera, il dott. Alparone

«Ottimizzazione, razionalizzazione e accentramento» tra luci e ombre

A Peschiera Borromeo si è svolta una serata di confronto per capire la riforma del servizio sanitario lombardo, e soprattutto le sue conseguenze. Quali saranno le ricadute sulla città? Per fare chiarezza sono intervenuti l’assessore al Welfare della regione Lombardia, Giulio Gallera, il direttore generale dell’ATS, Marco Bosio, e il direttore generale dell’ASST Melegnano-Martesana Mario Alparone. Entrata in vigore dal 1° gennaio 2016, la riforma cambierà le abitudini dei peschieresi e non solo. A causa dei vincoli imposti da norme nazionali, destinate a ridurre i costi sanitari, la Regione ha dovuto apportare numerosi tagli, cercando di salvaguardare l’eccellenza del servizio sanitario della Lombardia.

«Guardiamo a un altro modo di fare salute – interviene l’Assessore Gallera - in regione Lombardia siamo passati dall’idea della cura a “prendersi cura”, accompagnando il paziente anche uscito dall’ospedale costituendo le Aziende Sociosanitarie Territoriali, potenziando il servizio di assistenza nel settore delle malattie croniche, e grazie ai siti ospedalieri territoriali dove si troveranno le cure intermedie (per chi uscito dall’ospedale non è pronto a fare ritorno a casa subito). Con i tagli – continua l’avvocato - dobbiamo razionalizzare le risorse, sono inutili 6 ospedali diffusi in una sola asst che contano pochi accessi, è inutile avere un cardiologo in un paese se deve intervenire solo 10 volte l’anno. Meglio meno ma con più servizi».

«La struttura ospedaliera del futuro – spiega il dott.Alparone – dovrà rispondere ai criteri EOS, ovvero essere equa, omogenea e sostenibile economicamente. Abbiamo cercato di capire perché il 70% dei cittadini del nostro territorio (Martesana-Melegnano) decide di curarsi altrove. Il motivo dell’esodo è nell’offerta, non si può averte tutti i servizi ovunque a causa dei vincoli impostaci. Bisogna razionalizzare l’offerta, localizzare luoghi dove centralizzare le cure per cronici e fragili».

Centralizzare, ovvero meno strutture ma con più servizi specialistici e un’offerta sanitaria completa. Tradotto per Peschiera Borromeo? Semplice, l’ex Asl di via Matteotti, non tornerà più com’era in passato. Piano piano i poliambulatori regionali chiuderanno tutti o i loro servizi verranno ridotti all’osso, a meno che non risultino strategici, ma non è questo il caso peschierse: «L’ex Asl– spiega il sindaco di Peschiera, Caterina Molinari - non chiude definitivamente, alcuni servizi rimarranno (il servizio prelievi, dialisi, e vaccinale) mentre nel prossimo futuro verranno trasferiti i servizi poliambulatoriali specialistici: ottorino, oculista, dermatologo, urologo…inoltre chiuderà lo sportello per tutti i servizi distrettuali. Sappiamo di trovarci tra Comuni molto grandi, ma non capiamo il potenziamento del poliambulatorio di Paullo a nostro discapito. Sperando che la riforma sia smussabile, che ritorni il consultorio familiare e che non chiuda lo sportello, prendiamo atto come a luglio di questa decisione, ma questa razionalizzazione non va in parallelo ad un necessario potenziamento del trasporto pubblico nel nostro territorio».

La riforma ha tenuto conto di dati e numeri, andando a colpire le strutture “sotto utilizzate” o che risultavano essere vicine a grandi strutture scelte per l’accentramento. Su 14 poliambulatori presenti nel distretto Martesana - Melegnano (che conta ben 630mila persone) chiuderanno in 9, con conseguenti perdite di lavoro.
Peschiera si trova al centro di un triangolo composto da Segrate - San Donato – Paullo, ma, raggiungere questi luoghi in assenza di automobile sarà un’impresa, e a sottolinearlo è anche la consigliera Carla Bruschi di Forza Italia (soprattutto nei casi di Segrate e Paullo), la quale spera anche che Peschiera torni ad essere Capofila nel distretto socio sanitario, come è sempre stato.

Il sindaco Checchi di San Donato Milanese ha parlato di «luci ed ombre», tutti sembrano scontenti. Ad esempio il consultorio di San Donato è stato trasferito a San Giuliano, ma in quest’ultimo Comune (che conta 38mila abitanti) vi è un poliambulatorio dove rimarrà solo il servizio di diabetologia. Certo, tornando a Peschiera le cifre mostrano un calo di utilizzo della struttura, ma è una conseguenza naturale nel momento in cui si riducono gli orari di apertura unitamente all’offerta di servizi. Con la consapevolezza di essere giunti in questa posizione per regole imposte “dall’alto”, va detto che non esistono solo i numeri. Come esposto dal sindaco di Colturano Tosi Marilena, queste scelte ricadranno negativamente su anziani, disabili (che si rivolgeranno ai Comuni ad esempio per il trasporto Auser) e su chi affronta disagi economici (essendo molto presenti partnership con privati o al San Raffaele). «Bisogna ottimizzare e razionalizzare – interviene Tosi – ma si dimenticano i diritti di tutti i cittadini. L’ASL nel ’78 ha portato gli ambulatori sotto casa, e vicinanza significa fruibilità. Con l’accentramento ottimizzo, ma creo altri problemi che scarico sugli enti locali». Nella riforma vi sono tante innovazioni dal punto di vista sanitario, ma il sociale, così come problemi contestuali dati dai collegamenti all’interno del distretto, non sembrano essere stati considerati. 


Stefania Accosa

Le slide inerenti la riforma sanitaria della Lombardia, con focus sul distretto di Peschiera Borromeo

peschiera-1110.pdf

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