Corsa e solidarietà: l’ultrarunner Brattoli premiato come “filantropo”

È arrivato il momento per Raffaele Brattoli di guardare al futuro senza però abbandonare la sua grande passione per le gare estreme. Dopo le tante imprese non comuni che lo hanno portato a guadagnarsi un posto importante tra gli amanti di queste gare, ha ricevuto un riconoscimento importante tanto quanto le molte medaglie vinte, umanamente ancora più soddisfacente.

Un palmarès del tutto invidiabile: oltre settanta maratone in cinque continenti, le “Big Five Marathon” comprendenti le grandi classiche di New York, Chicago, Boston, Londra e Berlino; e gli impegni ancora più ardui, sedici gare sulla sabbia attraversando quasi tutti i deserti della terra, poi il completamento nel 2010 del “4 Grandi Slam”, ad oggi l’unico atleta al mondo, che lo ha visto affrontare i “4 Deserti” che comprende l’Atacama, il Gobi, il Sahara e le distese di ghiaccio dell’Antartide.
Per tutte queste imprese - a cui va aggiunto il grande slam delle più importanti ultratrail in autosufficienza alimentare e delle 5 assistite - nel novembre 2012 è stato premiato da Massimo Ferla (Veri Eroi) quale “Ultrarunner Estremo 2012” insieme ad altri grandi dello sport come gli olimpionici Daniele Molmenti, Vittorio Podestà, Francesca Fenocchio e campioni come Alessandro Zanardi e Maurizio Stecca.
La premiazioneIl 5 aprile 2014 al Palazzo della Regione Lombardia, Raffaele è stato premiato dalla più autorevole e seguita rivista del mondo del campo, "Runner’s World", che ha selezionato alcuni atleti che si sono particolarmente distinti nell'anno appena trascorso.
Gli Heroes del Running premiati sono Raffaele Brattoli (Il Filantropo), Anna Incerti (Real Winner), Valeria Straneo (La Campionessa), Danilo Goffi (Il Veterano), Linus (Il Trascinatore), Stefano Baldini (L'olimpionico) e Paolo Venturini (Il Pioniere).
Ma a Raffaele non bastano più le medaglie. Il Premio Isimbardi per lo sport e la solidarietà ha fatto nascere in lui la voglia di realizzare un connubio tra l’amore per la propria disciplina sportiva e la possibilità di cooperare con progetti solidali.
Viene nominato “Ambasciatore AIDO nel Mondo” ed eccolo lanciarsi nella sfida di raccogliere fondi per Onlus ed enti di beneficienza. Inizia con una 24 ore in pista con l’obiettivo di sfamare per 12 mesi oltre 100 bambini etiopi, orfani e profughi del Sudan; collabora da anni con Elisabetta Cipollone - madre di Andrea De Nando - alla raccolta fondi per realizzare pozzi d’acqua in Etiopia (ne sono stati costruiti già sette), obiettivo del progetto “Un pozzo per Andrea”.
Alla 12 ore di Sarzana corre per il piccolo Lorenzo, affetto da SLA e purtroppo deceduto 6 mesi fa, mentre alla 12 ore di La Spezia, partecipa con Telethon per la raccolta di fondi per la ricerca sulle malattie genetiche.
E ancora altre maratone, sempre per aiutare gli enti che si occupano della ricerca per combattere la distrofia muscolare, i tumori, le malattie cardiovascolari e quelle neurodegenerative.
Oggi fa parte del noto gruppo dei “Maratonabili”, gli "spingitori" di carrozzelle che portano a correre, sognare e vincere dei fantastici ragazzi para e tetraplegici.
Le prossime notizie di Raffaele? Nuove sfide, di cui la più imminente è una 250 km in autosufficienza in Madagascar.

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