Liberalizzazione delle aperture, pro e contro

al 1° gennaio 2012 gli esercizi commerciali e gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande possono svolgere la propria attività senza alcun vincolo di orario. Ecco i commneti .

e senza l’obbligo di chiusura domenicale e festiva. Molte le Associazioni di categoria che si sono espresse contro questa norma inserita nel decreto “Salva Italia”. La Lombardia, in intesa con altre Regioni, si prepara a ricorrere alla Corte Costituzionale contro il decreto del Governo di Roma in materia di liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali. «Il Consigliomaria bacchetti_small regionale si è espresso in modo chiaro e inequivocabile – ha commentato l’assessore al Commercio, Stefano Maullu –. Nel frattempo continueremo l’azione di tutela delle prerogative della Regione in materia di orari e aperture domenicali. Dialogheremo con il Governo Monti affinché il decreto possa essere rivisto così da poter garantire al meglio la valorizzazione delle peculiarità della nostra Regione». In aperta difesa del provvedimento di liberalizzazione degli orari si sono invece pronunciati sia l’associazione dei consumatori Codacons, sia le associazioni della Gdo Federdistribuzione e Confimprese. Ma come la pensano i cittadini del Sud Est Milano?luciana favalli architetto_small Elisabetta Mitta interpellata sull’argomento ha dichiarato: «Fare la spesa alle 22.00 mi verrebbe comodo come consumatrice ma se dovessi io lavorare fino a mezzanotte quanto sarei felice come mamma e moglie?». Di tutt’altro avviso invece Luciana Favalli (foto in basso a sinistra): «Se anche i negozi iniziassero ad avere orari per “lavoratori" non saremmo sempre costretti a ripiegare sui centri commerciali e sicuramente i negozianti (a scapito di un po' di tempo libero) ne potrebbero trarre un vantaggio». Il signor Davide Toselli invece è molto preoccupato per la situazione di tanti commercianti: «All’incremento delle ore di apertura dovrebbe corrispondere l’aumento del personale ma con la crisi ce la si farà?». A Peschiera Borromeo impazza il dibattito, il neonato Centro commerciale ha minato la stabilità di tutto il comparto: «Il fatto che a Peschiera i negozi chiudano alle diciannove – ha dichiarato Maria Bacchetti (foto a destra), impiegata in mobilità – mi è sempre stato incomprensibile. L'elasticità degli orari favorisce la persona che lavora, che avrebbe più tempo e meno fretta per gli acquisti». Per Antonella Parisotto, esponente del Partito Democratico cittadino, è arrivata l’ora di cambiare modo di fare la spesa: «Forse i piccoli negozi dovrebbero puntare su servizi che la grande distribuzione non fa, io per esempio da un anno ho cambiato modo di fare la spesa, tutto quello che posso lo compro tramite il gruppo d'acquisto. Per quello che mi rimane, spesso privilegio il negozio vicino a casa».
Giulio Carnevale

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