Propal: scontri con la polizia e blocco della tangenziale est. CGIL: «Stiamo difendendo i valori della pace e della convivenza» |Video|

Milano, la manifestazione indetta in occasione dello sciopero generale a sostegno della Palestina degenera in atti ostili contro le forze dell’ordine e paralizza il traffico, causando disagi gravi anche ai mezzi di soccorso diretti verso gli ospedali

(Screenshot Mianews)

(foto Mianews)

(foto Mianews)

Milano, 3 ottobre 2025. (Mianews). 

Ancora una volta, una manifestazione a sostegno della Palestina si è trasformata in un pomeriggio di tensione e caos viabilistico a Milano. Quello che doveva essere un corteo per esprimere solidarietà a Gaza e alla Flottilla si è rapidamente evoluto in un attacco alle forze di polizia e in un blocco della tangenziale est, con conseguenze pesantissime per la circolazione e i servizi di emergenza.

Dal corteo cittadino all’assalto della tangenziale

La giornata di protesta è iniziata in tarda mattinata con la partenza del corteo da Porta Venezia. I manifestanti, tra cui i militanti del centro sociale Lambretta, hanno sfilato lungo viale Romagna verso piazza Gabrio Piola, intonando cori come «Siamo tutti Sumud Flotilla» e canti di «Bella Ciao». Presente anche una bandiera della Freedom Flotilla, simbolo delle iniziative a sostegno di Gaza.
Il portavoce di Usb Lombardia, Pietro Cusimano, ha chiarito fin da subito le intenzioni: «Oggi non volevamo fare una passeggiata, ma bloccare veramente tutto. Non per dare fastidio, non per la violenza, ma per mandare un segnale forte al governo». Parole che anticipavano quanto sarebbe accaduto di lì a poco.

La posizione della Cgil

«Siamo 100mila»: così la Cgil Milano, anche dai suoi canali social, ha commentato la partecipazione al corteo per lo sciopero generale che ha attraversato la città da Porta Venezia a piazza Leonardo. Luca Stanzione, segretario generale della Cgil Milano, ha dichiarato: «Una grande risposta del Popolo per la Pace che chiede che si salvi un popolo, quello della Palestina, che da mesi vede cancellato il proprio diritto ad esistere. E a chi dice che stiamo scioperando fuori dalle regole, invito a leggere l'articolo 2 della legge 146 del ’90. Stiamo difendendo i valori costituzionali della pace e della convivenza fra i popoli. E invece c’è chi dal governo vuole attaccare il diritto di sciopero ed è per questo che vuole offendere un intero popolo per la pace che in queste ore sta scioperando chiudendo intere linee di produzione».

La scelta di bloccare la tangenziale est

Dopo aver raggiunto piazza Leonardo Da Vinci, davanti al Politecnico, il corteo ha proseguito in direzione Lambrate. Alle 13.51, i manifestanti hanno imboccato la tangenziale est all’altezza dell’uscita di Lambrate, occupando l’arteria più trafficata della città. Il blocco ha immediatamente mandato in tilt la viabilità milanese, causando code chilometriche e intralciando anche i mezzi di soccorso diretti verso gli ospedali.

Lo scontro con le forze dell’ordine

La situazione è degenerata intorno alle 15, quando gruppi di antagonisti hanno iniziato a lanciare petardi e bottiglie contro gli agenti schierati a presidio. La risposta delle forze dell’ordine non si è fatta attendere: lacrimogeni sono stati sparati per disperdere i manifestanti e contenere il fronteggio. Le tensioni hanno confermato ancora una volta come queste mobilitazioni rischino di oltrepassare i confini della legittima protesta, trasformandosi in episodi violenti e in pericolosi blocchi della città.

Disagi senza fine per la città

Il blocco della tangenziale est ha avuto ripercussioni pesantissime: automobilisti fermi per ore, traffico in tilt in tutta la zona est di Milano e soprattutto ritardi nei soccorsi. Ambulanze e mezzi di emergenza hanno dovuto trovare percorsi alternativi per raggiungere i principali ospedali cittadini, con conseguenze potenzialmente gravissime per chi necessitava di cure tempestive.
L’ennesima giornata di protesta degenerata solleva interrogativi sempre più pressanti: fino a che punto è legittimo sacrificare la sicurezza pubblica e il diritto alla mobilità in nome di una manifestazione politica?


(Foto Mianews)

(Foto Mianews)