Schiaffi, insulti e bambini tenuti in uno stanzino buio: chiuso asilo nido a Milano

I carabinieri hanno arrestato la coordinatrice e il titolare della struttura, ma quest’ultimo è già stato rimesso in libertà. Nei video dei carabinieri documentati almeno 25 episodi di maltrattamenti

L'asilo chiuso dai carabinieri

L'asilo chiuso dai carabinieri

Il Comune: «Al processo ci costituiremo parte civile»

I Carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno tratto in arresto in flagranza il 35enne E.P e la 34enne M.C., entrambi italiani ed incensurati, rispettivamente titolare e coordinatrice di un asilo nido di viale Sarca, nel quartiere Bicocca. I due sono ritenuti responsabili di maltrattamenti in danno di minori di anni 10, percosse e lesioni personali. Le indagini hanno accertato, da parte degli arrestati, presunti episodi di violenza ai danni di bambini da pochi mesi a due anni di età, che erano fatti oggetto di schiaffi, spintoni e insulti. Alcuni sarebbero stati più volte legati con cinghie alle sedie, altri chiusi al buio in stanzini e trattenuti dentro terrorizzati. In un caso è stato refertato in ospedale anche un morso ai danni di un piccolo di circa 2 anni. Nella struttura ci sarebbe stato anche un clima di assoluta omertà e gli arrestati avrebbero più volte mentito ai genitori per giustificare la presenza di lesioni e lividi sui piccoli. «Da settimane avevamo notato quei brutti segni sul collo – ha raccontato la nonna del piccolo morso sul volto -, ma alla nostra richiesta di spiegazioni ci dicevano che si strappava il bavaglino o erano stati altri bimbi». Allo stato attuale per la coordinatrice 34enne il gip ha disposto gli arresti domiciliari, mentre il titolare della struttura è stato rimesso in libertà con interdizione allo svolgimento dell'attività per 12 mesi. L’asilo, accreditato dal Comune di Milano solo di recente, fa parte di una catena che ha in franchising una decina di istituti a Milano e una ventina in provincia, ma anche in Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Toscana. Tutto è nato dalla denuncia di due ex educatrici della struttura, che hanno riferito una serie di fatti di cui sono state testimoni. A quel punto, nel mese di aprile, sono partite le indagini, che hanno visto l’installazione nella struttura di alcune telecamere nascoste per effettuare intercettazioni ambientali. Il titolare e la coordinatrice sono stati arrestati “in diretta”, mentre i carabinieri, che li osservavano con delle telecamere nascoste, hanno visto la donna mordere al volto il piccolo di due anni. «Siamo sconvolti ed anche profondamente arrabbiati. Quanto accaduto tra quelle mura è inaccettabile – ha affermato la vicesindaco e assessore all’Educazione, Anna Scavuzzo -. I servizi all’infanzia sono sempre stati un vanto della città di Milano e continueranno ad esserlo. Per questo abbiamo deciso non solo di costituirci parte civile nel processo che seguirà la chiusura delle indagini ma anche ho dato disposizioni affinché siano intensificati i controlli in tutte le strutture private accreditate».
Redazione Web 

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