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Giallo a Pantigliate: proseguono le indagini sulla morte di Erika Ferini Strambi

La 53enne ritrovata senza vita in un campo: si cercano ancora la borsa, il cellulare e il portafoglio. Gli inquirenti sospettano un omicidio

Ancora tanti interrogativi circondano la tragica morte di Erika Ferini Strambi, la 53enne milanese ritrovata senza vita il 16 luglio in un campo agricolo alla periferia di Pantigliate, a circa 200 metri dalla sua auto, una Mini Cooper nera. I carabinieri, coordinati dal Nucleo Investigativo, stanno battendo ogni pista per ricostruire le sue ultime ore di vita e dare risposte ai familiari, convinti che Erika non si sia allontanata volontariamente. Martedì 22 luglio quattro volontari della Protezione Civile di Pantigliate sono tornati sul luogo del ritrovamento per un’operazione di decespugliamento, con l’obiettivo di ritrovare gli effetti personali della donna, ancora dispersi: la borsa, il portafoglio e lo smartphone. Elementi fondamentali che potrebbero aiutare gli inquirenti a comprendere se Erika sia stata vittima di un’aggressione o se ci siano altre circostanze da chiarire. Dai primi rilievi emergono dettagli inquietanti. Al momento del ritrovamento, accanto al corpo sono state rinvenute le stampelle che la donna usava, ma anche un paio di slip sfilati, particolare che ha portato gli investigatori a scartare subito l’ipotesi di un incidente. L’assenza degli effetti personali e la scena stessa del ritrovamento spingono gli inquirenti a ipotizzare che Erika non fosse sola quella notte e che possa esserci stato un coinvolgimento di terzi. Secondo le ricostruzioni, Erika è uscita la sera del 5 luglio per partecipare a una serata karaoke in un ristorante di Segrate. Dopo la mezzanotte, avrebbe rifiutato un passaggio offerto da alcuni conoscenti, scegliendo di rientrare a casa da sola. Le immagini di alcune telecamere l’avrebbero immortalata mentre girava in auto senza una meta precisa per ore. Dopo il mancato rientro, è stato il padre a denunciarne la scomparsa il 7 luglio presso i Carabinieri di Milano Monforte. Il corpo è stato scoperto nove giorni dopo da un agricoltore di passaggio, che ha notato l’auto abbandonata nei campi. In quella zona da giorni sono in corso accertamenti a tappeto. L’autopsia, attesa a breve, sarà determinante per stabilire le cause esatte del decesso. Erika lavorava nel settore delle Risorse Umane per Luxottica ed era appassionata di canto. Amici e familiari la descrivono come una donna solare, amata da tutti, senza apparenti motivi per allontanarsi volontariamente dalla sua casa di Milano, dove viveva con il padre. Una vicenda drammatica che ora chiede verità e giustizia.