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Trovata senza vita Erika Ferini Strambi: il corpo rinvenuto in un campo a Pantigliate

La donna era scomparsa da Milano il 7 luglio. A dare l’allarme era stato il padre. Il cadavere ritrovato accanto alla sua auto e alle stampelle che utilizzava per camminare

La macchina recuperata dal fossato, nel cerchio a sinistra la foto Erika Ferini Strambi nel suo profilo Facebook

Era scomparsa nel nulla il 7 luglio, lasciando dietro di sé solo silenzio e apprensione. Oggi, dieci giorni dopo, è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere: Erika Ferini Strambi è stata trovata morta nel primo pomeriggio a Pantigliate. Aveva 53 anni. A scoprire il corpo è stato un agricoltore, che intorno alle 14.30 ha notato una Mini Cooper ferma in un fosso in mezzo a un campo. A circa duecento metri dalla vettura, chiusa dall’esterno, i soccorritori hanno rinvenuto il cadavere della donna, accanto alle stampelle che era costretta a usare negli spostamenti.

Le ultime tracce e la denuncia del padre

Il primo campanello d’allarme era suonato una settimana fa, quando il padre di Erika si era recato alla caserma dei carabinieri di Porta Monforte, a Milano, per sporgere denuncia di scomparsa. Secondo quanto raccontato agli inquirenti, la figlia non si presentava al lavoro da giorni e dal 7 luglio aveva interrotto ogni comunicazione. L’ultima certezza risaliva alla sera di sabato 6 luglio, quando Erika avrebbe trascorso alcune ore in compagnia di amici in un locale di Segrate. Dopo quella serata, nessuno aveva più avuto sue notizie.

Il ritrovamento a Pantigliate e le prime ipotesi

A condurre i carabinieri sul posto è stato un caso fortuito. L’auto della donna, una Mini Cooper, era in parte nascosta in un fosso, non visibile dalla strada. L’agricoltore che ha dato l’allarme l’ha notata durante un controllo nei campi. Erika, invece, si trovava più distante, in aperta campagna. Non ci sarebbero segni evidenti di violenza sul corpo, stando ai primi riscontri effettuati dagli operatori sanitari intervenuti sul posto insieme ai militari. Le stampelle ritrovate accanto al cadavere sembrerebbero escludere un allontanamento improvviso o un gesto inconsulto. Ma per comprendere le reali dinamiche della morte sarà necessario attendere gli esiti degli accertamenti medico-legali e degli esami autoptici, che dovranno stabilire con certezza le cause del decesso e da quanto tempo il corpo si trovava in quel campo.

Una vita discreta e un mistero da chiarire

Erika Ferini Strambi era una professionista stimata, impiegata nel settore delle risorse umane. Le persone che la conoscevano la descrivono come una donna riservata, gentile, senza apparenti problemi personali. Nessun segnale aveva lasciato presagire a una scomparsa o a un epilogo tragico. Proprio per questo, le indagini in corso puntano ora a ricostruire ogni spostamento, ogni contatto, ogni possibile dettaglio degli ultimi giorni di vita della 53enne. I carabinieri stanno vagliando le celle telefoniche, i movimenti bancari e i tabulati per cercare di fare chiarezza su quello che resta, a oggi, un giallo.

Il silenzio di Pantigliate e il dolore di chi resta

Il paese di Pantigliate  è scosso dalla notizia. Il campo in cui è stata trovata Erika si trova ai margini della zona abitata, non lontano da alcune cascine. Una zona che di giorno è frequentata solo da agricoltori e operai. Nessuno, nei giorni scorsi, aveva segnalato nulla. Nessuno, forse, aveva notato quell’auto semi-nascosta. Un dettaglio che potrebbe pesare anche sull’inchiesta: se si confermasse che la vettura si trovava lì da giorni, ci si chiede come sia potuta restare invisibile così a lungo.

Per ora restano solo il dolore e le domande. Quelle del padre, degli amici, dei colleghi. E quelle di chi, da oggi, spera in una verità che possa almeno dare un senso a questa tragica scomparsa.