Il segretario cittadino dimissionario del PD invita Luca Zambon a dimettersi perché ha tradito il mandato elettorale

Giuseppe Iosa tuona contro la gestione «Se a Roma c’è il Patto del Nazareno, noi potremmo avere quello del Lazzaretto»

Un'altra tegola sull’Amministrazione Zambon, dopo aver rassegnato le dimissioni accusando il circolo di subire una deriva antidemocratica, rompe il silenzio e con un post su Facebook lancia precisa accuse al primo cittadino di Peschiera Borromeo:  «Mi ero ripromesso di non commentare alcun fatto politico cittadino. Lo avevo promesso a me stesso, lo avevo promesso con una email alla Federazione Metropolitana del Partito Democratico, nelle persone di Gianfranco Ginelli e Paolo Razzano. L’ho promesso convintamente poiché ho in mente le molte valide e oneste persone che credono in questo partito a livello cittadino e di riflesso nella amministrazione comunale che esso rappresenta. Ma dopo gli ultimi fatti relativi alla mozione di sfiducia e al comunicato stampa del PD del 20 luglio, ritengo sia necessario affermare chiaramente che il Sindaco Luca Zambon deve rassegnare le sue dimissioni. Lo deve fare perché il mandato elettorale ricevuto di rinnovamento del modo di fare politica e amministrare la Cosa Pubblica, di passaggio di ruoli e competenze da chi da anni gestisce potere e relazioni verso una nuova classe politica e dirigente, staccata da vecchi e collaudati legami è stato tradito. Il Sindaco Zambon, Luca, il Luca che ho sostenuto con impegno, lealmente, “senza se e senza ma”, per il quale ci ho messo faccia, passione, impegno, tempo e amicizia non ha più l’avvallo politico per ricoprire il suo ruolo. Non è una sfiducia all’uomo Luca, ma al Sindaco e al ruolo che egli ricopre. Il Sindaco non dovrebbe attendere una mozione di sfiducia che forse riuscirà, con mille cavilli burocratici a non essere calendarizzata. Luca non dovrebbe nemmeno provare a cercare una sponda in una parte dell’opposizione per riuscire a portare a meta il bilancio preventivo, in cambio di una riduzione del carico fiscale che serve solo come fumo negli occhi per la città e superare l’ostacolo della mozione di sfiducia. Luca dovrebbe avere l’onestà di non vedere la politica locale come un lavoro e prendere atto che bisogna lasciare. E’ sufficiente vedere i numeri. E’ sufficiente andare sul sito del Comune di Peschiera Borromeo e accedere alla pagina dei voti di preferenza delle elezioni 2014 e contare i voti di coloro che hanno espresso perplessità, dubbi e riserve sull’azione amministrativa di questi 14 mesi e contare le preferenze di coloro che ora hanno ruoli nella amministrazione comunale: ciascuno liberamente ne tragga le conclusioni che ritiene. Ma ciò che deve essere chiarito è che se l’amministrazione cade non è colpa di coloro che votano la sfiducia. In questi 14 mesi coloro che hanno espresso le critiche hanno anche proposto soluzioni. Cedere la delega dell’ Urbanistica doveva essere fatta nell’autunno scorso. Farlo ora ha solo il sapore dell’ultimo tentativo utile per rimanere attaccati alla sedia. Dopo l’uscita dalla Giunta di tre assessori, si dovevano scegliere figure dalla società civile, ampiamente riconosciute come super partes, stimate e slegate da qualsiasi appartenenza politica. Questa è stata da subito la mia proposta per dare autorevolezza al mio Sindaco. Cercare solo ora un vero dialogo con chi ha espresso critiche e proposte ma non è mai stato ascoltato davvero, ha solo il sapore dell’estremo tentativo di arginare un malcontento che ha minato la credibilità della Giunta. Condividere in modo trasparente percorsi amministrativi coinvolgendo tutti i consiglieri comunali di maggioranza e la base del partito che li aveva eletti era ed è l’unico modo con il quale la democrazia rappresentativa si esprime, così come prevede la Costituzione. Cercare, invece, l’accordo con parte delle opposizioni verso le quali negli ultimi sei anni si hanno avuto solo parole feroci, ha solo il sapore di cercare a tutti i costi una nuova maggioranza diversa da quella uscita dalle urne del giugno 2014. Qualcuno, ormai, ironizza anche su questo.

A Peschiera Borromeo il Patto del Lazzaretto

Se a Roma c’è il Patto del Nazareno, noi potremmo avere quello del Lazzaretto. Sono stato eletto Segretario del PD cittadino ad aprile con un voto unanime e uno solo contrario, non mi si può accusare di essermi speso contro l’amministrazione, contro il sindaco. Ma nelle settimane della mia segreteria non ho svolto solo un lavoro di ascolto all’interno del partito e dell’amministrazione ma ho cercato e capito i motivi per i quali il malessere era così diffuso, reale e come un fiume carsico minava la trasparenza della vita amministrativa. Ho dovuto rassegnare le mie dimissioni per non sfiduciare il Sindaco. Ho dovuto dimettermi senza dare spiegazioni perché se le avessi date pubblicamente avrei dovuto dire che come segretario del partito di riferimento della giunta non potevo più sostenere il mio Sindaco. Per tre volte mi è stato chiesto di assumere un ruolo nella amministrazione comunale come assessore, per tre volte ho detto no. Eppure delle mie molte perplessità non ho mai fatto mistero con il Sindaco Zambon, con alcuni assessori, con moltissimi consiglieri comunali, con la Federazione Metropolitana del PD Milanese che ha condiviso più e più volte i miei timori, le mie preoccupazioni e le molte perplessità. Ecco perché penso che a malincuore e con la tristezza di chi riconosce di aver riposto fiducia e aspettative nelle persone sbagliate, sia meglio che il Sindaco si dimetta. Lo deve fare anche se in consiglio comunale siedono nei banchi della maggioranza persone valide, lo deve fare soprattutto per loro poiché il mandato elettorale è stato tradito anche a scapito di consiglieri, iscritti e dirigenti del PD cittadino che si sono spesi per una politica diversa. Alla Federazione Metropolitana chiedo di aiutare il Sindaco a prendere questa decisione. Ne va della credibilità di chi crede ancora nei buoni principi della sana amministrazione. Non bisogna salvare a tutti i costi la bandierina del PD sulla cartina dei comuni amministrati, bisogna salvare i cittadini e gli elettori che hanno dato fiducia ad un progetto di cambiamento.
Se ciò non accadrà, avremo la prova provata che il titolo di apertura del nuovo numero del giornale “ Voce Democratica “ è quanto mai vera : “ Una Giunta che decide e fa “. Su chi decida davvero è sotto gli occhi di tutti. Ma cosa vuole davvero fare una giunta che è delegittimata politicamente ma si ostina a rimanere a galla ? Ai cittadini la risposta. Io, con le mie dimissioni e con la richiesta di dimissioni del Sindaco Zambon, me la sono già data».

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