Tendopoli a Peschiera: i sindaci uniti oltre i colori dicono “No”, il Comitato lancia la mobilitazione

A Paullo si è svolta la riunione del Comitato "No tendopoli", presenti numerosi cittadini e i sindaci di Mediglia, Tribiano e Pantigliate

Da sinistra: Paolo Bianchi, Claudio Veneziano e Franco Lucente

Da sinistra: Paolo Bianchi, Claudio Veneziano e Franco Lucente

«Non si può garantire la sicurezza e mancano programmi di integrazione»

A Peschiera Borromeo è previsto l’arrivo nel mese di agosto di 300 profughi, tutti uomini di massimo 35 anni, i quali verranno ospitati presso l’ex base dell’aeronautica sita a Bellaria. Il sindaco Caterina Molinari cerca soluzioni alternative, in modo tale da far cambiare idea al Prefetto, nel frattempo i cittadini si mobilitano. Il Comitato “No alla Tendopoli di Peschiera Borromeo” ha raggiunto oltre 1180 membri in poco tempo, e sono stati già effettuati incontri sul tema, l’ultimo martedì 19 luglio a Paullo, in collaborazione con “Officina per Paullo”.  Alla serata di incontro e dibattito hanno partecipato numerosi cittadini che hanno preso parola, molti dei quali residenti in comuni limitrofi a Peschiera, preoccupati in egual modo dal numero di profughi in arrivo, grande assente invece il sindaco diretto interessato Caterina Molinari. 

È un problema tangibile, che ha richiamato l’attenzione anche di Sindaci del Sud Milano quali: Claudio Veneziano di Pantigliate, Franco Lucente di Tribiano e Paolo Bianchi di Mediglia, che sono intervenuti nel corso dell’incontro insieme al vice sindaco di Mediglia Gianni fabiano, al Presidente del Consiglio di Mediglia Alessandro Bonfanti, al consigliere di Paullo Luca Vinci , al consigliere Luigi Di Palma di Peschiera, al Consigliere di Mulazzano Alex Della Bella . Lo stesso Comitato ed i partecipanti sono stati chiari, non vogliono essere tacciati di razzismo, in quanto sarebbero favorevoli a politiche di accoglienza, ma solo qualora vi siano i mezzi necessari a garantire la sicurezza, unitamente a programmi di integrazione ben studiati, elementi che al momento non ci sono. Non è un segreto infatti che le forze dell’ordine del territorio siano estremamente sotto organico, inoltre i programmi di inserimento non funzionano come in Germania, dove i migranti sono obbligati ad imparare la lingua e a lavorare.

 «A Peschiera – spiegano Giulio Carnevale e Enrico Fotici sono già 43 profughi ospitati in due villette, e solo 3 di loro partecipano al programma formativo. Costano alla comunità  35 euro al giorno, perché non possono lavorare? Ci sono persone italiane che vivono nel disagio economico. Questi 300 che arriveranno si troveranno ammassati su un fazzoletto di terra, quindi è logico che vorranno uscire fuori, e costituiranno terreno fertile per la criminalità. Siamo italiani, abbiamo dei diritti, dobbiamo far sentire la nostra voce, scendere in strada e mobilitarci. I sindaci faranno la loro parte con il Prefetto, ma ora tocca ai cittadini far sentire la propria voce». È poi intervenuta Beatrice Rossetti, rappresentate dei giovani di Forza Italia: «Siamo consapevoli dell’emergenza profughi, ma non si può continuare a chiedere agli italiani dei sacrifici senza che ottengano mai qualcosa in cambio. La tendopoli creerebbe disagi per i migranti e paura tra i cittadini, anche perché non sappiamo nulla di loro, la loro storia pregressa, come facciamo a sentirci al sicuro? Vedere l’aula piena mi fa capire che stiamo andando nella direzione giusta, non dobbiamo aver paura di essere giudicati». 

Parlano i Sindaci di Mediglia, Pantigliate e Tribiano

L'arrivo dei profughi è una problematica condivisa lungo tutto l’asse della Paullese, e viene ricordato anche da Paolo Bianchi, sindaco di Mediglia: «Non c’è appartenenza politica in questo caso. Prima dobbiamo aiutare i nostri cittadini, ovvero tutti coloro che hanno cittadinanza italiana. Vedere tutti i soldi che stanno investendo per bonificare un’area dismessa da anni lascia l’amaro in bocca, anche perché quei fondi solitamente vengono negati alle amministrazioni. Inoltre hanno deciso di mettere così tante persone in un luogo senza umanità, dove manca la garanzia sanitaria di base. Preoccupa anche la mobilità, i profughi infatti possono utilizzare gratuitamente i mezzi, poi ci sono le piste ciclabili, quindi raggiungere le frazioni limitrofe sarà molto agevole per loro». 

Mediglia al momento conta 12 profughi, mentre Tribiano zero, e il rispettivo sindaco Franco Lucente promette che il numero resterà tale, parlando anche di un "tavolo" con Peschiera: «Il 4 luglio – spiega Lucente – Caterina Molinari ha dichiarato “noi siamo pronti ad affrontare il problema, stiamo lavorando ad un programma d’intesa con altri comuni” ma non sono ancora stato contattato, così come non ha organizzato con tutti noi una riunione, e il tempo scorre. Poi la sua assenza durante tali incontri mi fa sospettare che Molinari abbia tutto l’interesse nell’accoglierli. Ben venga l’accoglienza ma programmata, considero questa politica uno schiaffo morale a tutti quegli italiani senza casa e senza lavoro che hanno bisogno di aiuto che noi non riusciamo a dargli. Abbiamo contattato - conclude - i media a livello nazionale, la mobilitazione è l’unica alternativa possibile per opporci al loro arrivo». 

Interviene il Sindaco di Pantigliate, Claudio Veneziano: «Io non voglio la tendopoli, voglio una soluzione, non dobbiamo farci travolgere dal problema bensì gestirlo. Purtroppo arriveranno, anche perché il prefetto ha il potere di imporci la volontà che proviene direttamente dal Ministero dell’Interno. Dobbiamo agire uniti, insieme formiamo un ipotetico comune con più di 60mila abitanti, quindi il prefetto ci deve ascoltare, portiamogli delle soluzioni». Soluzioni che però mancano, soprattutto perché ancora non ha avuto luogo un tavolo congiunto durante il quale stilare una strategia comune, e agosto è ormai alle porte. L’invito unanime è alla mobilitazione, prevista martedì 26 di fronte all’ex caserma di Bellaria, alle ore 18 in via Oriana Fallaci. 


Stefania Accosa

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