Azienda Comunale dei Servizi di San Donato: il Consiglio comunale decide per la liquidazione, ma la minoranza abbandona l’aula

Non si placano le polemiche inerenti l’Azienda Comunale dei Servizi di San Donato, che gestisce servizi come farmacie, mense, gestione e manutenzione del patrimonio immobiliare, eventi e cura del Parco sportivo Mattei.

La Srl, infatti, di cui il Comune figura come socio unico, presenta una perdita economica di circa 2 milioni di euro, che sarà probabilmente destinata ad aumentare. Nella serata di giovedì scorso, il Consiglio comunale è stato chiamato a discutere l’atto di indirizzo propedeutico alla messa in liquidazione della società, che è poi stato approvato con voto unanime. I lavori consiliari sono però stati avvolti dalle polemiche e, all’atto della votazione, erano presenti i soli consiglieri di maggioranza, dato l’abbandono dell’aula da parte di Pdl, Movimento 5 Stelle e Lista “Insieme per San Donato”.

«Siamo stati costretti ad abbandonare l’Aula insieme con tutti i colleghi della minoranza - hanno commentato gli esponenti pidiellini Manolo Lusetti e Vincenzo Di Gangi - perché ci è stata negata una proroga di 7 giorni sulla decisione da prendere, a fronte di 150 pagine di documenti su ACS arrivati per mail la sera prima del Consiglio alle ore 18.45!». «Per decidere seriamente sul futuro di un bene della collettività - hanno aggiunto - e sulla sorte dei dipendenti di ACS, non può bastare udire una relazione verbale in Aula! Diversamente significa che il Sindaco ha già deciso da solo sulle sorti di questa realtà».

Dal canto proprio, la Giunta Checchi ha rispedito le accuse al mittente, tacciando l’atteggiamento della minoranza consiliare come “inqualificabile e immotivato”. «Le forze politiche - ha ribattuto il sindaco Andrea Checchi - hanno ricevuto tutta la documentazione relativa ad ACS e sono state coinvolte in ogni passo condotto dall’Amministrazione negli ultimi mesi. Mi chiedo come sia possibile sfilarsi da una scelta così delicata e importante per la città». Nello specifico, Checchi addebita l’attuale complessa situazione di ACS proprio alle scelte operate dal precedente esecutivo Pdl-Lega, guidato da Mario Dompè.

«Di fatto - ha precisato il Sindaco - ci siamo trovati di fronte a una situazione irreversibile tale da imporre scelte obbligate per interrompere un’emorragia di denaro pubblico che ai sandonatesi costa 77mila euro al mese».  

(La fotografia è stata scattata da Francesco Puliti, esponente consigliare della Lista di maggioranza "Noi per la città").

Alessandro Garlaschi

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